artrosi primaria iasi

Grazie Gioia per aver sollevato l’inquietante argomento e…

buon appetito a tutti…Anna.

Ribelli per Caso – O’ Pacchero Lardiato.

Cara Anna, io sono arrivato alla conclusione che se mangi anche la sostanza più innocua, ammesso che ve ne sia una, ma con l’apprensione che anche quella potrebbe contenere sorprese sgradite, per via dell’interazione tra psiche e corpo, quella ti farà male comunque. Ok, tutta l’attenzione possibile per i cibi che ingeriamo, ma facciamolo con serenità PENSANDO che ci possano fare ANCHE bene, e gustandoceli in santa pace. E’ tutto vero ciò che dici: un giorno si decantano le proprietà di taluni alimenti, il giorno dopo li si demonizza. Prendiamo un alimento base come il latte: anche qui pro e contro a non finire…. Io ho uno zio di 85 anni in piena forma fisica e ancora lucidissimo di mente che da quando è nato, ogni giorno che è stato uno, mangia caffelatte con pane inzuppato al mattino e alla sera, non disdegnando qualche volta anche un po’ di carne. Frutta poca, verdura anche. Allora, signori nutrizionisti come la mettiamo? Forse che se avesse mangiato secondo gli standar salutistici attualmente più in voga potrebbe campare fino a 140 anni rispetto ai 100 che con tutto il cuore gli auguro? C’è qualcuno che può azzardare tanto? Ma senza provare – come sempre mi descrive – quella felicità per il gusto che prova quando si pappa la sua scodella di caffelatte con pane inzuppato mattino e sera? Un tempo i contadini, attingendo alla saggezza tramandata da generazioni, solevano osservare che quando uno puliva il piatto a specchio con un poco di mollica era segno di buona salute e lunga vita. Mah.. qualcosa in fondo di scientifico o solo fame atavica?

vero! …. in questo modo però torniamo prepotentemente ad avvalorare le “costituzioni” di Stagnaro!!!

ho anche io un bis-nonno morto centenario col toscano in bocca!

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Devi portarlo dalla vet e dare al tuo cane il cortisone, che aiuta a far sentire meglio il cane, alla mia cagnolina è servito.

Devi portarlo dalla vet e dare al tuo cane il cortisone, che aiuta a far sentire meglio il cane, alla mia cagnolina è servito.

No, non deve. o meglio, bisogna vedere. Scusami, fada2878, ma è una cosa molto importante. Una cura cortisonica senz'altro potrebbe anche alleviare il dolore, ma bisogna vedere PERCHE' il cane cammina male ed ha dolore, e cercare di intervenire sulle cause, non limitarsi a nascondere il dolore. Il dolore agli animali è assolutamente utile (come a noi, peraltro), per sapere quali movimenti può fare e quali non gli conviene fare. Potrebbe risolvere tutto andando da un esperto di traumatologia, o da un vet esperto in reiki/chiropratica su cani, per sistemare la situazione e non nascondendola. Fatto questo, e magari dopo aver eseguito una TAC o una risonanza magnetica (bisogna sentire il vet), può essere che la cura cortisonica sia utile, ma non prima. Il rischio è quello di far passare al cane il dolore, che, non sentendolo più, comincerebbe a muoversi in modo da peggiorare, senza accorgersene, la patologia.

Anche il mio cane Ce l ha e quando fa troppi sforzi li fa male la gamba e trema. Il veterinario gli fa ogni tanto la puntura al cortisone e per 3 mesi o piu non ha piu problemi.

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La struttura di questo sito non è mirata solo all’esposizione dei concetti propri della Paleodieta. Infatti, dal confronto con altri tipi di dieta, appositamente riportati in questo sito, si noterà la consistenza degli elementi in comune. Questo perché l’approccio di questo sito, vista la particolarità dell’argomento, e l’assenza di dati certi ed incontrovertibili, è essenzialmente “empirica” e “filosofica”, più che “scientifica”. Si cerca di dare al visitatore una serie di strumenti adatta a guidarlo nella sua scelta di approfondimento bibliografico, che dovrà essere autonoma. Quello che può essere dedotto dal confronto delle varie opere consultate e in parte qui citate, è che non si può prescindere da quella che è la natura umana: quello che funziona è strettamente collegato ad essa. E la dieta paleolitica, come nutrizione delle origini, è quella che molti, oggi, iniziano a considerare quella evolutivamente più adatta all’uomo.

Prima di proseguire è importante sottolineare che questo sito è volto solamente alla diffusione ragionata delle linee guida di quella conosciuta comunemente come “Dieta Paleolitica” o “Paleodieta” (o altro) e degli argomenti correlati. Questo non è un sito a carattere medico e i principi qui contenuti non intendono costituire direttamente, né indirettamente, alcun tipo di diagnosi, non sono un sollecito all’autodiagnosi, né a curarsi da soli, né ad abbandonare terapie mediche in atto. L’autore e l’intestatario del sito declinano ogni responsabilità per danni che possano derivare dall’uso incauto e superficiale dei contenuti di questo sito. Prima di intraprendere qualsiasi pratica qui eventualmente descritta o citata, è opportuno consultare uno specialista o il proprio medico curante. Si evidenzia inoltre come gli eventuali inserzionisti, che possano avere spazio sul sito, non siano in alcun modo legati al sito stesso, se non per lo spazio espositivo/divulgativo a loro concesso.

Ma cosa mangiavano i nostri antenati? Quale era la vera dieta paleolitica? In tempi remoti gli esseri umani, sopravvivevano cacciando, pescando, e raccogliendo frutta, verdura, e altri prodotti della terra. Per questo molti studiosi hanno denominato questi nostri antenati “cacciatori – raccoglitori”. Ma la cosa non è così immediata come potrebbe sembrare. La varietà degli alimenti dipendeva molto dalle zone e dalle stagioni. E anche dal caso, dall’abilità e da altri fattori che oggi non sarebbero affatto importanti o limitanti. Ricerche sul DNA, hanno dimostrato che negli ultimi 40.000 anni, il DNA è cambiato in una trascurabile percentuale, quantificabile nello 0,02% soltanto, rendendo, di fatto, la costituzione dell’uomo praticamente uguale a quella degli uomini del paleolitico più recente (paleolitico superiore).

Cosa mangiavano? Si fa prima a dire cosa non mangiavano… O, meglio, cosa è cambiato tra i 10.000 e i 15.000 anni fa (il periodo cambia a seconda delle zone considerate). Tra i 10.000 ed i 15.000 anni fa, l’uomo iniziò a comprendere che era possibile evitare migrazioni legate all’alternarsi delle stagioni, e che era possibile ottenere delle risorse alimentari conservabili e/o usufruibili tutto l’anno. Tale possibilità era legata alla scoperta ed alla adozione di 2 nuove pratiche: L’agricoltura e l’allevamento. Gli alimenti che vennero allora privilegiati furono quelli che potevano essere ottenuti in ogni stagione o, meglio, anche conservati un periodo lunghissimo, anche tutto l’anno. Cosa non da poco, visto che mancavano metodi di conservazione validi (quelli che abbiamo oggi pur essendo validi hanno spesso effetti dannosi sulla qualità nutritiva degli alimenti, e di riflesso quindi, anche sulla salute umana). Ma quali erano questi alimenti ottenibili e/o conservabili tutto l’anno? Principalmente cereali e latte. Quelli che ancora oggi, i più, ritengono così importanti in una “dieta equilibrata”… Cereali e Latte sono per la dieta paleolitica, invece, gli alimenti da evitare o, meglio, da sostituire con altri più adatti alla “natura umana”. Anche tè, caffè, cacao, vino, aceto e sale (sodio e potassio sono forniti bilanciati dagli altri alimenti consumati) sarebbero alimenti estranei all’evoluzione umana. Così come lo sono altri alimenti di origine moderna (grassi trans e vari oli di semi) che sempre più spesso, e da più parti, vengono additati come sospetti di dannosità per la salute. Seguendo tale modello alimentare si ingeriscono in quantità vitamine, minerali, antiossidanti, etc. L’eliminazione degli oli di semi, sostituiti dal consumo di fonti naturali di omega 3, avvicina inoltre al rapporto ritenuto ideale tra acidi grassi omega 3 ed omega 6. Il consumo di verdura, frutta e l’esclusione di cereali e latticini produce nel corpo un ambiente alcalino, non acido, con effetti protettivi per ossa e salute in genere. A volte sono utili integratori di omega 3 (olio di pesce o, nel regno vegetale, olio di semi di lino, o frutta oleosa come le noci) dato che le carni di animali allevati industrialmente ne sono povere, mentre quelle di animali allevati in libertà ne sono ricche (a seguito di recenti studi, alcuni autori stimano che il rapporto tra omega 3 ed omega 6 era nel paleolitico di circa 1:1 fino a 1:3, mentre la odierna dieta fornisce un valore medio anche di 1:12). Alcuni studi hanno valutato i tipi di carne simili all’odierna, che mangiava l’uomo vissuto in età preistorica: principalmente animali che si nutrivano di erba e non di mangimi. Oggi il rapporto tra omega 3 ed omega 6 nella alimentazione umana è sbilanciato a favore degli omega 6. A questo dato si è attribuita l’origine dei problemi di colesterolo odierni. Ma altri studi smentiscono però clamorosamente questa ipotesi, quale unica causa del “colesterolo alto”. Secondo tali studi la conclusione, sorprendente se rapportata a quello di cui oggi molti sono convinti, è che il problema ha origine non nel consumo di grassi ma in quello di carboidrati!

Molti ricercatori ritengono inoltre che lo squilibrio in eccesso di omega 6 ha innalzato la produzione di prostaglandine con azione infiammatoria. Queste prostaglandine sono concausa di artrite, psoriasi, alcune dermatiti, asma, alcune malattie autoimmunitarie (es. lupus), e alcune forme di cancro che si originano a partire da processi infiammatori.

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15 Comentarios en " ¿Cuál es la mejor dieta para la artrosis? "

Estupendo el consejo sobre seguir una dieta equilibrada. Estoy muy contenta al leer cada mensaje que ustedes me envían Gracias!.

Dar las gracias por todos los consejos yo que acabo de enterarme que tengo principio de artrosis y no me mandan ningún medicamento, solo me dicen que no se puede hacer nada segundo traumatologo que me a visto, una se siente impotente que un médico te diga eso y no te manden a otro especialista, aquí por lo menos me voy informando lo que es la artrosis.

Uso andadera para poder desplazarme, debido a que padezco, de lesiones L4,L5 y S1, S2 cales serian los ejercicios apropiados para mejorar?( esto es debido a la artrosis)!!

Hola Angel, Recientemente hablábamos sobre una guía con recomendaciones para pacientes con artrosis que podrás encontrar en la web de la SER: http://www.ser.es/ArchivosDESCARGABLES/Guias_Paciente/Guia_Artrosis.pdf.

crampi alle gambe gravidanza

Grazie al dottor Berrino. Io sono allergica al grano, al latte, uova e patate. Circa il grano ho sostituito con polenta, riso integrale e pasta senza glutine dunque di riso e mais. Purtroppo l'indice glicemico del mais è alto e le farine sono quasi tutte di riso bianco come posso fare per preparare qualche dolce? Grazie.

Scritto da: maria Data: 15 Ottobre 2017 alle 06:59.

Da qualche mese seguo i consigli su cucina cascina Rosa di Milano prof Berrino.Entrare in questo mondo mi ha fatto incominciare a conoscere cose che non sapevo,posso dire che gradualmente ho eliminato quei cibi golosi che oggi non consumo quasi più traendone beneficio sulla mia salute. e perdendo peso senza fare fatica. si può mangiare bene senza mangiare cibo spazzatura.

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Ciascuno di noi è il custode di un cancello che può essere aperto solo dall'interno. Marilyn Ferguson.

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Segni e sintomi di artrosi.

Le principali manifestazioni dell’artrosi sono il dolore, la limitazione funzionale e la rigidità delle articolazioni.

L’artrosi è inizialmente caratterizzata da dolori lievi, più frequenti nelle ore che seguono il risveglio e in quelle che precedono il riposo. Il dolore non deriva dall’articolazione (che è priva di terminazioni nervose), ma dall’infiammazione della membrana sinoviale, da stiramenti dei legamenti e della capsula, da microfratture ossee ecc. I sintomi si acuiscono con il progredire della malattia, provocando sofferenza ininterrotta e riduzione o inibizione delle capacità motorie.

La limitazione funzionale è inizialmente dovuta alla volontà del soggetto di evitare il dolore e tale scopo viene raggiunto limitando l’escursione delle articolazioni; in seguito il problema è da attribuirsi anche dall’alterazione stessa dei capi articolari (ossificazione cartilaginea, riduzione dello spazio e del liquido intra-articolare ecc.).

La rigidità delle articolazioni si presenta generalmente al risveglio oppure dopo un prolungato periodo di immobilità; il problema si attenua dopo breve tempo (30-40 minuti) con l’inizio dei normali movimenti.

Nelle fasi più avanzate dell’artrosi, un tipico sintomo è il rumore che viene avvertito durante il movimento delle articolazioni, un rumore che, nel caso di artrosi cervicale, viene descritto come “sabbia nel collo”; il rumore è dovuto allo sfregamento delle superfici delle articolazioni.

rimedi per dolori muscolari

Non usare tacchi troppo alti.

Correggere i difetti posturali.

Utilizzare opportuni ausili ortopedici per correggere problemi indotti da malformazioni congenite: piedi piatti, ginocchio valgo, etc.

LE CURE NATURALI CONTRO L’ARTROSI.

Le principali cure e rimedi naturali per l'artrosi. Deformità congenite o acquisite, esiti di traumi, processi infettivi o infiammatori e obesità possono essere tutte cause dell’artrosi, malattia molto diffusa nella popolazione, che colpisce la cartilagine delle articolazioni.

Le cure naturali per l’artrosi utilizzano sostanze che agiscono in diversi modi e sono rivolte alla riduzione del dolore e al ripristino della funzionalità articolare.

I trattamenti terapeutici comprendono: diete appropriate per ridurre il peso sull’articolazione; terapie fisiche e riabilitative effettuate da osteopati o kiropratici; somministrazione di piante antinfiammatorie ad azione analgesica sul sistema osteoarticolare; sostanze ad azione protettiva della cartilagine, che rallentano i processi degenerativi e stimolano quelli riparativi, e l’assunzione di prodotti volti a migliorare la lubrificazione articolare.

Approfondiamo questo disturbo così delicato e passiamo in rassegna le cure naturali per l'artrosi.

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Alimentazione e artrosi.

Come prevenire l’artrosi attraverso la dieta.

ernia schiena rimedi per la febbre

CONOSCERE PER DECIDERE.

"Imparare è un'esperienza; tutto il resto è solo informazione." Albert Einstein.

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sabato 6 ottobre 2012.

ARTROSI E ARTRITI, DIFFERENZE E RIMEDI NATURALI.