dolore alle anche e gamberi scampi

Elenco delle principali patologie ed eventuale approccio terapeutico:

Artrosi cervicale e Uncoartrosi: è una particolare affezione di tipo degenerativo in cui le articolazioni sono erose dall’uso e dagli anni, per cui le superfici di “Contatto tra le vertebre” sono consumate, e ogni movimento risulta doloroso e difficoltoso. Generalmente è una patologia legata all’età, ma non è raro trovare anche persone giovani soffrire di questa patologia. La causa va cercata in un difetto di postura, legata al lavoro sedentario,a traumi pregressi, o patologie mal curate negli anni (vecchia scoliosi, mai compensata).Spesso nell’esame rx sono presenti dei reperti chiamati osteofiti, che altro non sono che delle apposizione di calcio sulla cartilagine che creano dei veri becchi, chiamati appunto Becchi Osteofitari. La terapia prevede una prima fase di terapie volte alla diminuzione del dolore, per poi passare alla fase di cura vera e propria.

Inversione della curva fisiologica Cervicale: La colonna Vertebrale presenta delle curve fisiologiche (Normali), il cui scopo è quello di funzionare come una molla, e ammortizzare i traumatismi verticali. A causa di problematiche posturali, incidenti, colpi di frusta, ecc ecc, può verificarsi che la contrattura muscolare determini un raddrizzamento della curva lordotica cervicale, con conseguenza di malfunzionamento dell’intera colonna vertebrale. I sintomi più frequenti sono certamente, il dolore e la rigidità cervicale. Frequenti sono i sintomi a carico dell’equilibrio con continui giramenti della testa, sensazione di svenimento, nausea, sensazione di ansia (a volte la sensazione di ansia e peso allo stomaco, è legato alla nausea, non facilmente percepibile dal paziente). Tanto veloce è l’intervento riabilitativo e tanto maggiore è la probabilità di cura e successo. Talvolta si scopre che a provocare questa condizione è magari un trauma risalente a svariati anni prima, che non è stato curato tempestivamente, e il corpo umano ha “Compensato” il problema andando a modificare l’assetto delle altre curve fisiologiche.

Riduzione dello spazio intersomatico: Come già accennato nella breve analisi sopra descritta, è presente un disco intervertebrale tra ogni vertebra della colonna. Tale spazio, in una colonna sana è più o meno uguale per ogni segmento preso in esame. In una colonna con dei problemi, capita di vedere uno spazio diminuito (nelle lastre i tessuti molli non si vedono), e presumibilmente in quel tratto, ci sarà un problema, di natura discale. Di solito si richiede l’affiancamento dell’esame rx con una risonanza per studiare meglio il comportamento del disco ed eventualmente i suoi rapporti con le strutture adiacenti come il midollo o le radici nervose, che possono essere compresse e dare vita a sintomatologia neurologica quale cervicobrachialgia.

Ernie e protrusioni Cervicale: Proseguimento dell’analisi sopra descritta andando a capire bene l’anatomia del disco. Tale struttura ha una circolare e schiacciata, presenta una struttura che la delimita, chiamata anello fibroso, che contiene un gel chiamato nucleo polposo. Tale anello subisce negli anni un processo degenerativo divenendo sempre più rigido, e poco elastico, tanto che anche autonomaente può fissurarsi e permettere una estroflessione. Si parla quindi di protrusione discale. Se l’anello si rompe del tutto, il gel del nucleo polposo tende ad uscire e invadere gli spazi circostanti, creando problematiche compressive a carico delle strutture neurologiche quali le radici sensitive e motorie, determinando una sintomatologia sensitiva, a carico del plesso brachiale se parliamo di tratto cervicale. La differenza tra le due problematiche sta quindi nel grado di lesione alla struttura discale: meno grave la protrusione rispetto all’ernia. Va comunque detto che molte persone hanno delle protrusioni o ernie senza saperlo affatto, e talvolta escono tali diagnosi in sede di esami, strumentali, in maniera fortuita. Va affrontata una cura che mitighi il danno arrecato al disco. Va considerato che tali condizioni non sono facilmente risolvibili in maniera definitiva, ma comuqnue si riesce nella maggior parte dei casi a imparare a convivere in maniera accettabile con la patologia. Importante risulta trattare il problema, in maniera corretta, con trattamenti posturali volti a riequilibrare il segmento, limitare i sovraccarichi, e tentare di recuperare uno spazio accettabile tra ogni vertebra così da avere un rapporto meno pressante tra disco e radice nervosa tanto invalidante quanto più la pressione è importante.

Terapia Farmacologica per curare la cervicale:

Generalmente il medico prescrive un ciclo di antinfiammatori per un periodo ben preciso, compreso in 1-2 settimane, al termine del quale generalmente integra il trattamento con una prescrizione fisioterapica. Nei casi di particolare sintomatologia dolorosa, è possibile che si prescriva un ciclo di iniezioni di cortisone o antinfiammatorio, per affrontare meglio l’infiammazione. Tale intervento farmacologico è bene ricordare che è volto ad abbassare la soglia di dolore e di certo non mira alla risoluzione completa del problema, ma permette al fisioterapista di lavorare meglio, e affrontare in maniera più incisiva il problema.

Fisioterapia e cura della cervicale:

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Guarisce dall’artrite reumatoide in 3 mesi grazie alla dieta vegana.

“Non riuscivo più ad alzarmi dal letto, a dormire la notte, a tenere mia figlia in braccio, a camminare, a inginocchiarmi. Se mi sforzavo di fare qualcosa i dolori erano spaventosi. Terrorizzata e angosciata sono corsa a fare analisi, ecografie, visite, e la diagnosi è stata artrite reumatoide sieronegativa, con consiglio di cominciare subito gli immunosoppressori.” racconta Federica nel sito del Dott. Valdo Vaccaro e continua “Ho cominciato a fare ricerche per conto mio, finché non ho conosciuto te. Mi hai letteralmente messa al tappeto. E io che pensavo di avere un’alimentazione sana! Mi hai fatto cadere a una a una tutte le mie certezze sul bere latte, sul mangiare carne e pesce, sul vivere a base di compensazioni zuccherine e di altre cose ancora.Ho ordinato il tuo libro e azzerato la mente. Da brava scolaretta ho cominciato a studiare le norme dell’igienismo che tu racconti con molta chiarezza e naturalezza. Morale della favola? In tre mesi sono scomparsi i dolori, e l’incubo in cui ero piombata sembra ormai essere un ricordo.”

Come ha cambiato dieta Federica? “ Agrumi e frutta mattutini al posto di latte e dolciumi inzuppati; insalatone e poca pasta o pane integrale al posto di intingoli vari, salumi e formaggi; frutta di stagione anche a merenda invece di altri dolciumi. A cena altra verdura cruda accompagnata da zuppe, patate, e legumi vari invece di etti di pollo, tacchino, vitello, pesci vari. Direi che il cambiamento è stato sostanziale no? Ah dimenticavo, più rispetto per me stessa e per le mie necessità di sonno, relax e riposo;)”

L’artrite reumatoide è classificata come malattia inguaribile dai medici.

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Dieta artrosi.

Negli ultimi 15 anni la scienza dell’alimentazione ha fatto passi da gigante. Si parla spesso di obesità e di diete, di cibo spazzatura e di alimenti genuini, di intolleranze o di digiuni. Ma non si ripete con altrettanta insistenza che ciò che mangiamo “parla” al nostro corpo. Sì, perché le nostre cellule ricevono una cascata di “informazioni” sotto forma di reazioni chimiche. La scelta degli alimenti – oltre alla loro quantità e all’orario dei pasti – influenza ghiandole, muscoli, scheletro, apparato riproduttivo e umore. In una parola, noi stessi. Ecco a voi, la medicina di segnale. “I segnali partono dal […]

I super batteri siamo noi.

Se stiamo bene lo dobbiamo soprattutto a loro, i 100 trilioni di microbi che abitano il nostro corpo, un esercito di batteri, funghi e virus che, numericamente, supera di 10 volte le nostre cellule, il microbioma. Dalla bocca al naso, dalla gola ai polmoni, dai capelli allo stomaco, dai genitali all’intestino. Colonie di microorganismi – assenti soltanto nel sangue e nel sistema nervoso – che cambiano in quantità e composizione a seconda delle nostre abitudini. Da pochi anni gli scienziati si sono accorti che siamo un super organismo e, viste le proporzioni (20mila geni umani contro i 2 milioni di […]

Ecco perché le farine modificate ci fanno ammalare.

C’è un cibo che fa male, un cibo che fa bene e un cibo che cura. Molti di noi lo hanno già sperimentato: aggiungendo o togliendo nutrienti si riesce a fare a meno dei farmaci. E si guarisce. Succede con le intolleranze, con la sindrome metabolica, con la pressione alta, con i disturbi gastrointestinali, con l’artrosi, con il diabete di tipo 2, con varie malattie della tiroide. Cliccate qui e qui. Ma la rosa dei mali che si possono tenere a bada, o addirittura risolvere, mangiando è certamente più ampia. Pensiamo ai tumori. Va detto che il legame alimentazione-cancro, in […]

“L’artrosi? Si cura senza farmaci”

Per combattere l’artrosi e l’artrite reumatoide potrebbe essere di grande aiuto l’alimentazione. Una dieta che comprende determinati cibi e ne esclude altri, infatti, può essere utile per alleviare i sintomi di queste patologie, riducendo la sensazione di stanchezza, la rigidità ed il dolore. Nonostante secondo l'”Arthritis Foundation” non esista, in realtà, un regime alimentare in grado di contrastare queste malattie, risulta invece evidente che alcuni alimenti tendano a dare sollievo, mentre altri portino ad un peggioramento dei sintomi. Adeguare il proprio regime alimentare in base alle indicazioni che il corpo ci fornisce, potrebbe essere utile per combattere le malattie in maniera migliore.

Di pari passo con la dieta, l’azione di contrasto all’artrosi e all’artrite potrebbe essere resa ancor più efficace con gli integratori alimentari, in particolare quelli a base di glucosamina e omega6, in assoluto i più validi contro questo tipo di patologie. Una guida approfondita sull’utilità e l’efficacia della glucosamina contro i sintomi dell’artrosi e tali integratori è possibile consultarla sul sito del più noto produttore di integratori alimentari www.glucosamine.com.

Alcuni recenti studi hanno dimostrato che quasi il 40% degli individui che hanno a che fare con l’artrite reumatoide possono avere dei benefici pianificando una dieta che escluda gli alimenti definiti “sospetti”, ovvero quelli che danno l’impressione di aggravare i sintomi della malattia. Dopo qualche tempo, questi cibi verranno poi inseriti nuovamente nel programma alimentare e verrà osservato con attenzione il loro impatto, per capire se la loro presenza provoca un incremento della rigidità e un aumento del dolore nel paziente affetto da artrite. Questa dieta denominata “ad eliminazione” può portare dei benefici ad alcuni pazienti, purtroppo però non è efficace con tutti allo stesso modo.

Per questo alcune persone necessitano di integrare la propria alimentazione con gli integratori, che hanno un effetto anti-infiammatorio e dunque contribuiscono a ridurre il dolore provocato dalla malattia. Oltre alla riduzione del dolore, poi, si verifica anche un incremento dell’elasticità per quanto riguarda le articolazioni, che risulteranno quindi meno rigide. Naturalmente non bisogna aspettarsi effetti miracolosi ed immediati quando si assumono integratori, in quanto a volte servono settimane o addirittura mesi prima di constatare una diminuzione dei sintomi.

Grazie all’azione degli integratori, inoltre, si ridurrà anche la quantità di farmaci anti-infiammatori da assumere, poiché il dolore provocato dalle infiammazioni verrà ridotto dall’intervento degli integratori alimentari. Altrettanto importante, infine, risulta l’attività fisica, poiché ricerche scientifiche hanno dimostrato che la perdita di peso allevia i principali sintomi dell’artrite, vale a dire la rigidità ed il dolore. Smaltire i chili eccedenti avrà un effetto benefico in primo luogo sulle articolazioni, che saranno meno sollecitate, e poi sulla salute generale. Un peso eccessivo, infatti, non può che peggiorare la condizione delle articolazioni, aumentandone la rigidità e di conseguenza i dolori.

Psoriasi: la dieta ne è la causa, la dieta è la cura.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle la cui origine è ancora oggi sconosciuta alla “Medicina Ufficiale”. Vengono fatte solo delle ipotisi e il più delle volte si addita lo stress come causa scatenante. Ma della dieta nessuno parla …

Per caso hai mai chiesto al tuo medico se esiste una correlazione tra dieta e psoriasi?

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Gracias por contestarme, yo que peso 75,5 kg y mido 1,64, como podría adecuar dicha dieta a 1000kcal, que cantidades seria.

Hola, Paloma nuevamente felicitarte por tu trabajo y consejos. Pues bien, mi madre y yo seguimos ha dieta desde hace cuatro años, es casi igual a la que tu pones en estas páginas, también seguimos los consejos del libro, pero estamos paradas en la pérdida de peso desde hace 6 meses,claro esta tenemos menos actividad física,pues a mi madre la han operado de la cadera y anda más lenta,también decirte que nuestra cena en estos 4 años es una manzana y dos yogures blancos,no lo cambiamos, pues nos sentimos bien y además cuando nos da el impulso de pecar por la noche nos tomamos 30 gramos de pipas de girasol con cáscara claro esta. Me puedes decir que podemos hacer para volver a bajar de peso?

O más ejercicio o reducir proporcionalmente las cantidades de comida. De verdad, no queda otra. Si no perdéis es que estáis comiendo exactamente lo que quemáis.

Muchas gracias Paloma,lo pondremos en práctica y te cuento. Besos.

Hola Paloma, estoy dejando varias preguntas a lo largo de tu blog espero no te importe,jejeje Estoy tratando de confeccionar una ddieta equilibrada mediterranea, tengo el libro la bascula y algun conocimiento de dietetica, quiero hacer las cosas bien e incluir en el desayuno todo lo que en el libro recomendais…… Me han recomendado que por su poco poder saciante no tome zumos y si fruta entera, pero a esas horas de la mañana lo unico que me apetece es un cafe con leche calentitto y algo de hidratos, tipo tostada tumaca, con mermelada o galletas etc….y he visto que hay zumos comerciales sin azucares añadidos, que opinas que me tome un vaso para desayunar q aporta unas 50 calorias? o es mejor que reserve esas calorias para otro momento del dia donde apetezca, es que lo de la fruta me da mucha pereza comerla, es algo que se debo luchar por ello pero despues de comer no me da tanta pereza y el alimento proteico me lo he puesto tamopco me apetece mucho que digamos a esas horas…pasaria algo si me tomase esa racion para hacerme un montadito en la media mañana? ahi si que apetece comer jamon y eso. Hace teimpo lei que el desayuno y la media mañana se podian juntar en tanto porciento de energia del total del dia? Tb tengo una duda sobre el pan de molde,tiene muy mala fama por las grasas, pero tamopco es que tenga tantas 3% o asi respecto al pan normal, siempre sera mejor comer pan reciente pero para desayunar hay que tener el pan ya comprado y en casita y eso poca gente lo tiene y me sienta mal que nadie lo tenga en cuenta,jejeje.

Se considera ejercicio el andar por lo menos dos horas al día y pegarte to el día trotando con un bichito de tres años y otro de uno?

Mejor fruta natural en zumo o tal cual y pan fresco en vez de pan de molde. Puedes compralo fresco y congelarlo ya en rebanadas. La fruta, insisto, no de bote excepto en casos excepcionales. Ejercicio es con zapatillas de deporte. No el ajetreo del día Vale? 🙂

Vale, comprendido. Cuando entren en el cole en septiembre me voy a correr al parque. Sta semana he empezado a hacer ésta dieta, ya te cuento como voy. Mido 167 y peso 70 y tengo 37 años. Cuántos kilos crees que debo perder? Mil gracias por tu ayuda.

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Remedio para la artrosis #33: Mezclar, a partes iguales, diente de león, grosellero negro y harpagófito. De esta mezcla se cogen una o dos cucharaditas, bien llenas, y poner en una taza a la que se le añade agua en ebullición. Dejar reposar durante 10 minutos y colar. Tomar tres tazas al día, después de las comidas. Este remedio ayuda a aliviar la inflamación que puede aparecer en la artrosis.

Remedio para la artrosis #34: Mezclar 5 gotas de aceite esencial de orégano con 1 cucharada de aceite de almendra. Aplicar sobre el área dolorida y efectuar un masaje circular dos o tres veces al día.

Remedio para la artrosis #35: Hervir vainas enteras de guisantes y aplicar en forma de cataplasma sobre las articulaciones doloridas. Este remedio calma el dolor causado por la artrosis. Deben machacarse las vainas antes de aplicarse.

Remedio para la artrosis #36: Realizar una tisana con 30 gr. de hojas y flores de corona de rey en 2 tazas de agua. Hacer fomentos y aplicar calientes en las articulaciones con dolor.

Remedio para la artrosis #37: Hervir 20 hojas de almendras en 3 litros de agua hasta que quede sólo en 1. Tomar 1 1/2 taza 3 veces al día.

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Il latte di mucca ha un contenuto di calcio 3 volte superiore a quello umano. Per venire assimilato, i livelli di magnesio dovrebbero essere in proporzione uguali a quelli del calcio e non lo sono. Inoltre ci sono numerose malattie collegate con il consumo di latte come la leucemia, diabete e malattia di Crohn ed altre ancora. Tratto da: medicinenon.it + commenti del webmaster di mednat.org.

LATTE= facile CANCRO, ed altro ancora…. - Sono troppi gli interessi in gioco: tanti soldi guadagnati sulla nostra salute!

LATTE alla PARA-TUBERCOLOSI!! - Lo SANNO TUTTI, MA NON lo DICE NESSUNO! - Per ulteriori informazioni sul latte vai a: http://www.facebook.com/l/01bf8;www.notmilk.com/ Per saperne di Robert Cohen's Milk libro The Deadly Poison: http://www.facebook.com/l/01bf8;Amazon.com Direct Link:http://www.notmilk.com/.

Latti di frutta secca (noci, nocciole, mandorle, noci brasiliane, cocco, canapa, ecc.) In commercio si trova facilmente il latte di mandorla e molti tipi di latte estratti dalla frutta secca fondamentalmente nati dall’ammollo di frutta secca per una notte e successivamente macinati con acqua zuccherata e all’occorrenza un po’ di vaniglia.

Commento NdR: Il calcio introdotto con i latticini non viene bene assimilato dall'organismo, le eccedenze non "digerite" vengono accumulate assieme al grasso del latte, generando problemi anche intestinali, senza contare che il calcio si lega ai grassi e produce l'irrigidimento di arterie e vene, e quindi genera problemi seri circolatori e di cuore.

Ricordiamo che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

Acido ialuronico: un aiuto per i dolori articolari e i traumi sportivi.

L'attività sportiva può provocare lesioni temporanee o permanenti alle cartilagini. Un valido aiuto viene dall'acido ialuronico.

Pratichi il calcio agonistico? Fai gare di ciclismo? Corri tutti i giorni? Potresti essere a rischio artrosi. Infatti, a causa di prolungati ed eccessivi sforzi fisici, l’attività sportiva può provocare danni alle cartilagini delle articolazioni sottoposte a maggiore carico, soprattutto le ginocchia, ma non sono esenti le anche, la colonna cervicale e lombare. Recenti studi hanno dimostrato che l’artrosi, se associata ad alcune pratiche sportive, può manifestarsi in età anche giovanile, tra i 35 e i 40 anni, rispetto all’età classica di insorgenza della malattia, in genere superiore ai 55 anni.

Ma quali sono gli sport che possono danneggiare le articolazioni se praticati in modo intenso, sia da professioni che da amatori? Eccone alcuni esempi:

il calcio è stato associato ad una maggiore incidenza di artrosi della caviglia, ma anche dell’alluce, detto “alluce rigido del calciatore”. Eventuali traumi subiti dal ginocchio, se non trattati, come ad esempio la rottura del legamento crociato anteriore, possono portare ad artrosi precoce di questa articolazione;

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Struvite e carbonato apatite o urato di ammonio.

Fosfato di calcio.

URETROSCOPIA: tramite una piccola sonda inserita per via uretrale il medico raggiunge ed esamina il calcolo frantumandolo con ultrasuoni o raggio laser.

LITROTISSIA RENALE PERCUTANEA: procedimento invasivo che consiste nel frantumare il calcolo ed estrarne i frammenti tramite uno strumento inserito attraverso un piccolo foro effettuato nel fianco.

TRATTAMENTO CHIRURGICO: si rende necessario nei casi estremi o qualora le precedenti tecniche abbiano dato scarsi risultati.

Nel caso vi sia una predisposizione a calcoli renali di origine calcica, mista (ossalico-calcica) e soprattutto urica (accumulo di acido urico) vanno limitati tutti quegli alimenti ricchi di purine come: acciughe, aringhe, sardine, crostacei, fegato, animelle, rognoni, cuore, selvaggina, oche e piccioni. Va invece incoraggiata l'assunzione di alcalinizzanti urinari come il citrato di potassio o il bicarbonato di sodio.