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Trattamenti chirurgici, sono davvero utili?

Per i casi più gravi di artrosi alle mani, purtroppo, l'unico rimedio pare essere il trattamento chirurgico. Oggi sono interventi poco invasivi da effettuare anche in day hospital e che hanno un periodo di convalescenza variabile in base alla zona operata. Purtroppo nessuno di questi interventi riesce a ripristinare al 100% la funzionalità della zona colpita che comunque continuerà a presentare un lieve disagio ma, se tutto è andato bene, senza sintomi dolorosi e con un discreto recupero del movimento. La tipologia di intervento differisce a seconda della zona da trattare, nel caso della terza falange, si procederà a fonderla con la seconda, riducendo drasticamente il problema.

L'intervento in sé non è rischioso e dura poco tempo. Il periodo di recupero è di circa un mese, dopo il quale si potrà procedere con la fisioterapia. Pur recuperando una discreta funzionalità del dito, un recupero totale non ci sarà. Per l'utilizzo di protesi invece si deve manifestare un grado di gravità elevato e in zone ove sia possibile intervenire con tale metodo. In questo caso il recupero è ottimale. La cosa migliore da fare, se in famiglia abbiamo casi di artrosi alle mani, è quella di correre ai ripari il prima possibile, gestendo la nostra alimentazione e il nostro stile di vita in modo da prepararci a combattere al meglio questo tipo di disagio.

Bassa in grassi saturi. Ricca in grassi polinsaturi: Omega 3 e omega 6. Ricca in carboidrati complessi (fibra). Normoproteica. Ricca in potassio.

Alimenti non raccomandati. Alimenti raccomandati.

I farmaci antinfiammatori sono: l’aspirina, il paracetamolo e l’ibuprofene (Brufen) e servono per ridurre il gonfiore dell’articolazione. Semplici antidolorifici come Efferalgan possono essere molto efficaci nel ridurre il dolore, ma non agiscono sull’infiammazione.

Gli analgesici (anti dolorifici) di solito sono la prima scelta tra le terapie per l’artrosi del ginocchio.

Tutti i farmaci hanno effetti collaterali, anche gli analgesici. Con il tempo, il tuo corpo può assuefarsi, cioè si riducono gli effetti dell’anti-dolorifico. È importante sapere che questi farmaci possono anche interagire con altri farmaci che si assumono, per esempio i fluidificanti o anticoagulanti del sangue. Bisogna parlare degli effetti collaterali e delle interazioni con il proprio ortopedico o medico di famiglia.

Integratori Glucosamina e condroitina solfato sono integratori orali che possono alleviare il dolore dell’artrosi. Sono composti da due grandi molecole che si trovano nella cartilagine delle nostre articolazioni. Gli Integratori alimentari venduti in farmacia sono solitamente composti da prodotti sintetici o animali.

Iniezioni di acido ialuronico La Viscosupplementazione consiste nell’iniettare sostanze lubrificanti nel ginocchio per migliorare la qualità del fluido articolare.

Infiltrazioni di gel piastrinico Tra le nuove cure c’è ll gel piastrinico che è composto da frammenti di cellule che quando si attivano rilasciano dei fattori di crescita capaci di stimolare la crescita delle cellule di origine mesenchimale ( tessuto connettivo dell’embrione).

Terapie alternative per l’artrosi al ginocchio.

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Specifici problemi di assimilazione possono essere aiutati con l'uso di enzimi digestivi a cicli terapeutici, assumendoli all'inizio dei pasti.

Fondamentale il riequilibrio di un giusto dosaggio di Vitamina D3, mentre anche l'uso di oli alimentari come l'olio di Perilla e l'olio di Ribes, contenuti in Ribilla, e alcuni Omega 3 possono risultare molto utili per il controllo dell'infiammazione e del dolore. Altri fitoterapici, come la Boswellia o altre sostanze terapeutiche come il MSM possono efficacemente contribuire al controllo del dolore.

Per anni si è pensato che l'intestino svolgesse esclusivamente funzioni di assorbimento, mentre oggi è chiaro il suo ruolo essenziale nella vita del sistema immunitario umano: come dire che “quando la pancia sta bene, sta bene l'intero organismo”.

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Fast for good.

Radioterapia della regione mammaria (nei tumori della mammella)

I disturbi sono modesti e si manifestano soprattutto a carico della cute che può diventare più secca ed arrossarsi fino ad irritarsi come quella scottata dal sole, specialmente nelle persone più sensibili. I punti più delicati sono costituiti dall’areola mammaria, dal capezzolo, e soprattutto dalle pieghe cutanee (solco sottomammario e pilastro ascellare) zone più facilmente sottoposte a macerazione per sudorazione e/o a sfregamento dovuto al reggiseno, specialmente in seni di grosse dimensioni o in presenza di cicatrici retraenti Talora in queste sedi si può verificare una perdita degli strati più superficiali dell’epidermide, con messa a nudo del derma sottostante con secrezione di siero (disepitelizzazione).

Per prevenire e limitare questi effetti, che comunque scompaiono dopo un periodo di tempo dalla fine del trattamento, si consiglia di:

seguire i consigli del medico radioterapista di riferimento per quanto riguarda la terapia farmacologica: per prevenire tali reazioni cutanee vengono prescritte sin dall'inizio del trattamento, pomate idratanti sostituite da rimedi più specifici alla presentazione delle prime eventuali irritazioni; lavarsi con acqua tiepida facendo uso di detergenti neutri e di asciugarsi delicatamente, senza sfregamenti; evitare l'applicazione di profumi, creme, deodoranti, cosmetici, alcol., prodotti “fai da te” che potrebbero interferire con le radiazioni; non usare sostanze depilatorie o lamette; evitare l'applicazione di cerotti nell'area irradiata; indossare solo magliette di cotone larghe e soffici, non usare indumenti di lana a contatto con la parte irradiata; non esporre al sole la parte interessata dal trattamento radiante: l'esposizione al sole della zona irradiata è da evitare sia durante il trattamento che per alcuni mesi successivi alla fine della terapia; di portare il meno possibile il reggiseno: il reggiseno, se usato, non deve avere sostegni metallici e deve essere confortevole.

Radioterapia del torace (per tumori del polmone, mediastino, tumori dell’esofago, linfomi)

Il sintomo più frequente è legato all'infiammazione della mucosa esofagea che si può manifestare come difficoltà e dolore al passaggio del cibo (disfagia). Questo sintomo è però controllabile con l'uso di farmaci antiacidi e di soluzioni che, presi prima dei pasti, hanno la capacità di rivestire la mucosa esofagea proteggendola dal contatto col cibo. Si possono verificare anche episodi di nausea per i quali il medico prescriverà specifici farmaci antiemetici. L'irradiazione del torace può comportare anche la comparsa di tosse e difficoltà respiratoria per irritazione del polmone.

Può dare adito, inoltre, a sintomi di tipo influenzale per qualche giorno a o dolore a livello toracico. A seconda dell'intensità della dose erogata e della durata del trattamento, tali effetti possono essere lievi o molto fastidiosi. Il maggiore fastidio che potreste avvertire verso la fine del ciclo di trattamento è la difficoltà a deglutire e bere bevande molto calde o molto fredde. Tutti gli effetti collaterali descritti dovrebbero scomparire gradualmente una volta concluso il ciclo di trattamento, ma se dovessero persistere è bene informare il medico.

Tossicità ematologica.

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Il medico potrebbe richiedere l'esame per vari motivi:

Diagnosi: Nel caso in cui altri esami del sangue abbiano evidenziato anomalie (per esempio un valore basso di emoglobina o di globuli rossi) e nasca quindi l'ipotesi di anemia, l'esame della ferritina può aiutare a conferma la diagnosi. Spesso può essere associato ad altri esami, come per esempio la quantità di transferrina (la principale proteina di trasporto del ferro nel sangue). Evoluzione: Se è stato diagnosticata una malattia come l'emocromatosi (eccessivo accumulo di ferro nel corpo), l'esame può aiutare nella scelta delle terapie necessarie.

e più nel dettaglio per:

prevedere e monitorare la carenza di ferro, monitorare la risposta alla terapia e la compliance al trattamento individuare la causa esatta di anemia, monitorare lo stato delle scorte di ferro nei pazienti con malattie renali, in dialisi o meno.

Preparazione richiesta.

Non è necessaria alcuna preparazione particolare prima dell'esame.

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Ovviamente la passeggiata da sola non può fare miracoli, ma se abbinata a un regime alimentare sano, può dare davvero risultati inaspettati.

Per prima cosa dunque, è necessario cambiare stile di vita. Bisogna organizzarsi la giornata in modo da ritagliarsi almeno mezz’ora al giorno per passeggiate mattutine, serali o pomeridiane.

Se gli impegni sono tali da impedire il mantenimento di questo programma, si può concentrare la camminata in un paio d’ore due volte a settimana.

I benefici della camminata.

Camminare aumenta il ritmo del metabolismo e questo porta a consumare più calorie e bruciare più grassi.

Camminare è anche una delle attività più efficaci per ridurre il livello di stress, spesso una delle cause principali del sovrappeso.

Camminare aumenta l’efficienza del cuore. Infatti, il muscolo cardiaco è composto di fibre capaci di contrarsi per pompare sangue.

Durante le attività fisiche aerobiche a ogni suo battito il cuore mette in circolo più sangue e, quindi, più ossigeno. Ecco perché camminando, si ha una maggiore ossigenazione dei muscoli e degli altri organi.

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Ma esiste anche un'artrosi non legata all'invecchiamento, ma dovuta alle sollecitazioni meccaniche che agiscono sul ginocchio. Qui si verifica una sofferenza dei condroblasti con alterato assemblaggio dei proteoglicani che determina alterazione della cartilagine, accompagnata da uno stato di infiammazione cronica della membrana sinoviale.

Clinica.

I sintomi dell'artrosi colpiscono l'articolazione del ginocchio e compaiono in ritardo rispetto all’insorgenza della malattia.

Solitamente cronicizza, anche se ci sono dei periodi in cui regredisce per poi riesacerbarsi.

I sintomi fondamentali sono:

Diagnosi dell'artrosi al ginocchio.

Ad esempio per l’artrosi delle mani ottimi esercizi sono:

– chiudere le mani a pugno lasciando fuori il pollice e riaprirle sciogliendo le dita.

– rotolare una pallina con due dita della mano sinistra e un’altra con due della mano destra, usando prima i pollici e indici, poi medi e anulari.

– premere forte l’unghia dell’indice contro il polpastrello del pollice della stessa mano (il segno OK), ripetere lo stesso movimento con tutte le dita e poi cambiare mano.

– manipolare con il palmo e con le dita una piccola pallina morbida di spugna.

In generale, uno dei migliori alleati nella prevenzione contro l’artrosi è proprio l’ attività fisica costante. In questo modo, tutte le articolazioni rimangono vitali ed elastiche proprio grazie al movimento. Ci sono corsi di attività fisica adeguati alle persone che soffrono di artrosi.

L’artrosi può dipendere sicuramente da fattori ereditari, ma il fattore di rischio principale per svilupparla è il peso eccessivo. E’ fondamentale in tal caso diminuire l’apporto calorico nella dieta e incrementare l’attività fisica per consumare i grassi in eccesso Occorre ricordare che un giusto peso corporeo previene in parte le malattie cardiovascolari e soprattutto l’artrosi delle anche e delle ginocchia. All’insorgere della menopausa è necessario tenere sotto controllo i dosaggi ormonali. In alcuni casi, non solo per prevenire l’osteoporosi ma anche l’artrosi, specialmente per le donne potrebbe essere necessario assumere per qualche tempo degli ormoni estrogeni con una terapia ormonale sostitutiva.

Per agire preventivamente, già in giovane età bisognerebbe sottoporsi ad un’ analisi posturale presso un fisiatra o un chiropratico. Lo scopo è di individuare eventuali situazioni o comportamenti odierni errati, che un domani potrebbero far nascere gravi problemi, in modo da intervenire precocemente. Ad esempio i piedi piatti, le ginocchia valghe o vare (le famose gambe storte), la scoliosi etc…

Anche determinate condizioni di lavoro possono influire sui fenomeni artrosici. Esiste una scienza medica chiamata “ ergonomia ” che studia e risolve i problemi inerenti al rapporto ambiente di lavoro-lavoratore. Molto spesso bastano piccoli accorgimenti per mantenere alta la produttività con minore sforzo corporeo.

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