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Di solito in una prima fase si ricorre a i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS): si tratta di farmaci che non “curano” la patologia ma sono efficaci nel controllare il dolore e la rigidità articolare; agiscono rapidamente ed il loro effetto si esaurisce dopo alcune ore o comunque nell’arco della giornata, per cui bisognerebbe assumerli in maniera continuativa. I FANS devono essere prescritti dal medico che valuterà sia l’eventuale interazione con altri farmaci assunti dal paziente, sia possibili effetti collaterali.

I trattamenti più utilizzati sono quelli sistemici, efficaci sia sull’artrite che sulla psoriasi cutanea, che devono essere tuttavia attentamente “studiati” con il curante in modo da valutare con attenzione il rapporto “rischio-beneficio”.

Un’ulteriore alternativa di cura è costituita dai farmaci biologici che sono di solito prescritti per l’artrite psoriasica quando questa non ha risposto ad altri trattamenti. Come la terapia sistemica, anche la terapia biologica mira a rallentare o ad arrestare il danno articolare e la progressione dell’artrite psoriasica. I farmaci biologici sono assunti mediante iniezione endovenosa o infusione.

Oltre alla terapia farmacologica è importante anche l’attività fisica, per migliorare e mantenere la funzionalità articolare e muscolare, o la fisioterapia nel caso serva un’azione più mirata su determinate aree.

Sintomi dell’artrosi al ginocchio.

Sin embargo es difícil aceptar este concepto y cambiar los hábitos de alimentación que hemos mantenido o nos han inculcado desde la infancia. Pero si observamos a los animales, nos será más fácil comprender por qué debemos eliminar estos productos de nuestra vida diaria. Ellos toman leche solo a edades tempranas, y de su propia especie. Y los humanos, tomamos leche durante la etapa adulta y además de otra especie: la vaca. Estamos actuando en contra de la naturaleza.

Pero, ¿qué hay de malo en la leche? Aquí enumero cuatro argumentos sobre por qué es mala para tu salud:

1.- Muchos somos intolerantes a la lactosa, sin saberlo.

De acuerdo al Instituto Nacional de Diabetes y Enfermedades Digestivas y Renales de Estados Unidos (NIDDK, por sus siglas en inglés), de 30 a 50 millones de personas en su país son intolerantes a la lactosa: el azúcar presente en la leche y sus derivados. Datos de la facultad de Medicina de Harvard, indican que hasta el 70% de la población mundial es intolerante a la lactosa. La intolerancia entonces, no es una enfermedad, sino un estado fisiológico normal. Esto ocurre porque entre los dos y cuatro años de edad, nuestro cuerpo empieza a perder el poder de la enzima lactasa, que es la responsable de digerir la lactosa. Al seguir consumiendo leche, la lactosa que no se digiere permanece en el intestino, donde es fermentada por las bacterias del colon, lo que nos causa gases, dolor e inclusive diarrea.

2.- Nuestro cuerpo no puede absorber el calcio contenido en la leche.

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la malattia interessa in genere le articolazioni o le strutture anatomiche ad esse collegate: ossa, muscoli, tendini e guaine tendinee (tenosinoviali), legamen­ti, inserzioni tendinee o legamentose (entesi), borse e fasce; il sintomo più evidente della malattia è rappresen­tato dal dolore a carico di queste strutture; quasi sempre sono identificabili fenomeni connessi con un processo di natura infiammatoria più o meno rilevante; all'origine della malattia è frequentemente ricono­scibile una perturbazione della reattività, che può essere in rapporto con le risposte immunitarie o con reazioni tissutali o più semplicemen­te con una ipersensibilità al dolore del soggetto "reumatico".

Le malattie che interessano direttamente o indiret­tamente le articolazioni sono numerose; si dice comunemente che esistono più di cento malattie reumatiche diverse, naturalmente molto differenti per frequenza e gravità. Mol­te malattie reumatiche hanno rilevante importanza medico-sociale per la loro vasta diffusione e per il loro potenziale di disabilità, basti citare la cardiopatia reumatica, l'artrite reumatoide, le gravi artrosi e l'osteoporosi.

Nell'ambito delle malattie reumatiche si possono riconoscere diversi gruppi di affezioni, che passeremo rapidamente in rassegna per dare una idea della varietà e della complessità di questa materia.

Alcune malattie reumatiche dimostrano uno stretto rapporto con i processi infettivi. Nelle artriti infettive le lesioni sono causate direttamente dal germe che ha invaso l'articolazione, nelle malattie post-infettive (come nella febbre reumatica o reumatismo articolare acuto) il microrganismo è responsabile dell'insorgenza della malattia, ma le lesioni dipendono dall'anomala risposta immunitaria dell'ospite.

I reumatismi cronici primari costitiscono il nucleo centrale della Reumatologia in quanto queste malattie e per frequenza e per potenziale invalidante rappresentano la patologia che maggiormente impegna lo specialista reumatologo dal punto di vista clinico. I reumatismi infiammatori cronici inoltre costituiscono anche dal punto di vista scientifico una sfida tutt’ora aperta, in quanto non ne sono note le cause: appunto per questo motivo continuano ad essere chiamati primari. In conseguenza di questa ignoranza non è possibile in alcun modo effettuarne la prevenzione, cosa che è possibile con le malattie post-infettive, come è accaduto per la febbre reumatica, la cui più grave complicanza, vale a dire la cardiopatia reumatica, è oggigiorno pressocché scomparsa da noi.. I reumatismi cronici primari sono dunque delle malattie infiammatorie che colpiscono le articolazioni e le strutture periarticolari con andamento spontaneamente cronico e progressivo, spesso deformante e anchilosante.

Nell’ambito dei reumatismi cronici primari sono distinguibili due raggruppamenti: il “raggruppamento reumatoide” e il “raggruppamento spondiloartritico”. Le forme reumatoidi colpiscono elettivamente le articolazioni degli arti, le forme spondiloartritiche interessano in genere la colonna vertebrale. Sebbene si tratti di malattie reumatiche con predominante interessamento articolare e periarticolare, non mancano in esse frequenti manifestazioni sia di carattere generale (febbre, anemia, calo ponderale, affaticabilità) sia a carico di altri organi o apparati (cute, mucose, occhio, organi interni).

Con il termine di "connettiviti sistemiche" si intende un gruppo di malattie, già chiamate "malattie diffuse del collageno" o "collagenosi". Il concetto di malattie diffuse del collageno prende le mosse da osservazioni effettuate negli anni '30, quando si era riusciti a provocare una artrite sperimentale iniettando siero di cavallo nei conigli, dimostrando nelle lesioni la presenza di una peculiare sostanza chiamata "fibrinoide", che si poteva riscontrare facilmente nei tessuti di pazienti affetti da particolari malattie. Negli anni '50 si riuscì a dimostrare che la sostanza fibrinoide presente nelle lesioni delle malattie sistemiche del tessuto connettivo conteneva una o più plasmaproteine con le proprietà degli anticorpi. Le cinque malattie classicamente considerate “malattie diffuse del collageno” sono l'artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la polimiosite/dermatomiosite, la sclerodermia o sclerosi sistemica e la poliarterite nodosa.

Le connettiviti sistemiche sono tipicamente malattie dovute al concatenarsi di diverse cause. Tra i fattori responsabili svolgono un ruolo di volta in volta più o meno importante fattori genetici, fattori ambientali tra i quali molto probabilmente fattori infettivi, fattori endocrini (in particolare gli ormoni sessuali), fattori genericamente definibili "stressanti" sia in senso fisico che psicologico. La malattia insorge per alterazioni del sistema immunitario, che da sistema difensivo nei confronti degli agenti estranei si trasforma in sistema offensivo, attaccando le cellule ed i tessuti dell'organismo stesso mediante auto-anticorpi o particolari cloni di cellule aggressive.

Tipologie e cause di artrosi.

Esistono vari tipi di artrosi. C’è quella derivante da malattie, traumi, sovraccarichi fisici (se si è praticato uno sport faticoso o un lavoro duro), e quella derivante da un fisiologico e progressivo logorio delle articolazioni. Può essere che in giovane età si abbiano avuto episodi e avvisaglie, poi superati grazie alla capacità rigenerativa dei tessuti. Con l’avanzare dell’età l’organismo perde tale capacità. La postura scorretta, il sovrappeso e l’età sono le principali cause dell’insorgere dell’osteoartrite, detta comunemente “artrite”. E’ importante mantenersi in forma con una ginnastica moderata ma continua, che renda le articolazioni flessibili, per prevenire il rischio di irrigidimento.

Dove colpisce l’artrosi.

Anche se può colpire qualunque articolazione, l’artrosi interessa, in particolare, alcune parti del corpo: le anche, le ginocchia, le mani, la colonna vertebrale. Quella alle anche causa rigidità, dolore e, nei casi più gravi, uno stato di disabilità. Il dolore può essere avvertito anche all’inguine, impedendo al soggetto di piegarsi. Nelle persone più anziane questo limita, per esempio, la possibilità di indossare da soli calze e scarpe. La forma che colpisce le ginocchia è una delle più comuni. Il ginocchio colpito diventa gonfio, rigido e dolorante, e questo rende difficile e faticoso anche il semplice camminare o salire la scale. Quella alle mani colpisce soprattutto le donne durante la menopausa, e può coinvolgere sia le articolazioni periferiche, che più in profondità. Le mani diventano rigide, poco sensibili e doloranti. Quella alla colonna vertebrale può avere ripercussioni anche sulle braccia e le gambe, che si indeboliscono. E’ il tipo più difficile da curare, proprio per le sue implicazioni su altre articolazioni, che vengono inevitabilmente coinvolte.

Che differenza c’è tra artrite e artrosi.

Che differenza c'è tra artrite e artrosi? Ecco quali sono i sintomi per riconoscere queste due patologie, spesso responsabili di disturbi insidiosi.

Che differenza c’è tra artrite e artrosi: prima di tutto bisogna comprendere la natura di queste due patologie. L’artrite è una malattia infiammatoria, mentre l’artrosi è di tipo degenerativo-cronico. Alla base di ciò, è possibile capire se si tratta di due sintomatologie molto diverse fra loro. Entrambe sono considerate delle patologie reumatiche, poiché colpiscono le articolazioni, comportando talvolta seri disagi. I sintomi possono sembrare molto simili in quanto, in entrambi i casi, si prova rigidità e dolore durante i movimenti.

Ecco perché capita molto spesso di confondere l’artrite e l’artrosi per la stessa patologia. Le loro distinzioni si basano soprattutto sull’età dei soggetti colpiti. L’artrite, oltre ad essere di natura infiammatoria, è anche una malattia di origine autoimmune, ovvero può presentarsi a qualsiasi età e colpire anche i più piccoli. L’artrosi è, invece, una malattia degenerativa che, nella maggior parte dei casi, colpisce gli individui di oltre 50 anni. Precisamente l’artrite si manifesta attraverso un’infiammazione articolare che può provocare arrossamento, gonfiore e dolore.

Non solo, nei casi più gravi è spesso accompagnata da rigidità e limitazione della capacità motoria delle articolazioni che possono sfociare in una deformazione con conseguenti difficoltà a svolgere anche i semplici movimenti quotidiani. L’artrosi non ha niente a che vedere con la natura infiammatoria, poiché la sua causa scatenante è l’usura delle articolazioni. Generalmente si manifesta lungo le spalle, le mani, i piedi, le ginocchia e la colonna vertebrale, poiché sono le zone del corpo che sono state maggiormente esposte allo stress durante gli anni. È inoltre fondamentale, precisare che nella maggior parte dei casi l’artrite non si manifesta per una causa ben precisa, ma ciò non significa che l’infiammazione può essere trascurata.

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Fattori neuroendocrini come probabile causa.

Non è chiaro se le anomalie ormonali, biochimiche e dei neurotrasmettitori osservate nella fibromialgia siano dovute a processi patologici o al dolore stesso. Alterazioni dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e del sistema nervoso autonomo, insieme all'iperattività della risposta allo stress, sono state osservate in pazienti affetti da fibromialgia.

Alcuni studi hanno mostrato livelli inferiori di cortisolo basale e una risposta surrenalica minore alla stimolazione con ormone adrenocorticotropo (ACTH). Ai test di provocazione neuroendocrini, la risposta dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene era bassa.

Rispetto agli individui sani, questi pazienti hanno soglie generalizzate per il dolore più basse per stimoli fisici nocivi come pressione, calore, freddo e corrente elettrica. Ciò porta a un'estrema sensibilità nei tender point come al dolore viscerale osservabile nella malattia infiammatoria intestinale, nel dolore toracico di origine non cardiaca e nella cefalea.

Il classico paziente fibromialgico.

Tipicamente è una donna di mezza età che si presenta dal medico per astenia, dolori diffusi, cronici, mal definiti che limitano le normali attività quotidiane. Accertamenti tutti normali.

Caratteristiche del dolore e sue localizzazioni.

Il dolore è dappertutto ed è riferito come presente dalla testa sino ai piedi senza lasciare tregua nella giornata. Presente al risveglio tende ad aggravarsi con l'aumento del livello di attività e lo stress emotivo. Sintomi costanti sono la rigidità e la contrattura muscolare.

I tender point.

Sono quelle zone muscolo-tendinee (entesi) che evocano la risposta vivace del paziente anche dopo una pressione di modesta entità. L’aggravamento è legato a variazioni di temperatura, variazione della pressione atmosferica,delle correnti d’aria, degli stress lavorativi e familiari. L'astenia talvolta prevale sul dolore.

Altri sintomi.

I soggetti con fibromialgia si presentano con il dolore ma bisogna indagare su altre malattie o sintomi associati come:

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Esercizi per artrosi alle mani.

La malattia cronica a cui le mani sono più soggette è senza dubbio l’artrosi, un processo degenerativo che colpisce le sue articolazioni. Con il passare del tempo si assiste a un progressivo consumo delle cartilagini, quei tessuti elastici che rivestono le ossa favorendo lo “scorrimento” delle articolazioni. La membrana sinoviale che riveste l’osso si infiamma e non produce più il liquido che agisce da lubrificante, e che serve a ridurre l’attrito quando le mani sono in movimento. In poche parole, questi preziosi elementi anatomici si inceppano limitando in modo anche molto significativo la nostra autonomia.

I segni tipici dell’artrosi delle mani si riscontrano in circa l’80% della popolazione di età superiore ai sessantacinque anni; in particolare, al di sotto dei quarantacinque anni l’artrosi colpisce ugualmente uomini e donne mentre oltre i cinquant’anni interessa di più le donne.

La tipologia di artrosi più diffusa, sempre tra le donne over cinquanta, ė quella che colpisce la base del pollice, comunemente conosciuta come rizoartrosi. Succede anche che si possano infiammare le articolazioni (artrite) o i tendini (tendinite), che insorgano problemi a livello delle capsule articolari a causa di un’eccessiva produzione di liquido sinoviale (distensioni) o si verifichi una lesione in seguito ad una caduta oppure a un trauma.

Il conto è piuttosto salato:

rigidità ne movimenti gonfiori articolari dolori.

Artrosi dell’anca: le nuove soluzioni chirurgiche.

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I ricercatori che si occupano di nutrizione hanno testato l’attività antiossidante degli alimenti e ritengono che alcuni cibi contribuiscono a ridurre il rischio di alcune malattie degenerative associate all’invecchiamento. Queste malattie comprendono l’artrite, le cardiopatie, il diabete e il cancro. Scoperte recenti hanno dimostrato che l’elevato apporto di acidi grassi Omega 3, tipico della dieta mediterranea, potrebbe essere strettamente correlato ad un miglioramento dei sintomi dell’artrite reumatoide.

Quali sono le vitamine e i minerali importanti in caso di artrite reumatoide?

L’ acido folico è una vitamina appartenente al gruppo delle vitamine B e si trova negli alimenti. Può anche essere assunta sotto forma di integratori. L’acido folico è particolarmente importante se state assumendo il metotrexato, un farmaco che viene di solito prescritto in caso di artrite reumatoide. L’organismo utilizza l’acido folico per la formazione dei globuli rossi. L’assunzione di questa vitamina permette alle persone che soffrono di artrite reumatoide di evitare alcuni effetti collaterali del metotrexato.

Il selenio aiuta a combattere i radicali liberi, responsabili del danneggiamento dei tessuti sani. Alcuni studi indicano che le persone affette da artrite reumatoide presentano un livello basso di selenio nel sangue. Queste scoperte sono preliminari e non sono ancora state formulate raccomandazioni specifiche in merito ad una eventuale integrazione di selenio. In ogni caso, una porzione di tonno da 100 grammi circa è in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero di selenio.

E’ altrettanto importante integrare la vostra dieta con calcio e vitamina D, specie se state assumendo corticosteroidi (come il prednisone) che possono causare una perdita di massa ossea. Il rischio di perdita di massa ossea è maggiore nelle persone che soffrono di artrite reumatoide. Quindi, fatevi consigliare dal medico quale dovrebbe essere il vostro fabbisogno giornaliero di calcio e vitamina D e in che modo potete soddisfarlo (alimenti, integratori e luce solare).

Alcol e artrite reumatoide.

Tipologie di artrosi e forte aumento dei casi in Italia.

I casi di artrosi ginocchio sono in costante aumento in proporzione all’aumento dell’età media della popolazione: si stima che, in Italia, si impiantino ogni anno oltre 170 mila protesi articolari senza contare che gran parte di chi soffre di artrosi ginocchio o anca non decide di fare l’intervento per paura, disinformazione o altri motivi. Ovviamente, il picco massimo di incidenza della gonartrosi riguarda pazienti tra i 70 ed i 79 anni.

Sono tre i principali compartimenti del ginocchio che possono essere colpiti dalla gonartrosi: il femoro-tibiale mediale (zona interna), laterale (esterna) e femoro-rotuleo (tra femore e rotula). Quest’ultimo incide per l’88% dei casi.

L’artrosi ginocchio si sviluppa a causa di fattori meccanici locali o da fattori sistemici, da problematiche degenerative dovute all’età ma anche dall’obesità, da lesioni articolari provocate da attività sportive oppure da alterazioni dell’asse della gamba (ginocchio valgo, varo o flesso).

Dieta per combattere l’artrosi.

E’ possibile combattere il problema dell’artrosi attraverso un certo tipo di regime alimentare, comunemente dieta?

Sicuramente una dieta equilibrata e prevalentemente vegetale può aiutare a limitare i danni. La dieta può agire in modo ottimale sul rapporto plasmatico degli elettroliti tra i quali la componente di maggior rilievo è costituita senz’altro dall’equilibrio di calcio e fosforo. Questi due oligoelementi influiscono sulla salubrità scheletrica generale ed il loro metabolismo è coinvolto sia nella sintesi che nel rimodellamento osseo.

Artrosi ginocchio rimedi farmacologici e non farmacologici.

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Se speri di risolvere l'artrosi del ginocchio o dell’anca con metodi light ti conviene ricrederti. Gli integratori con glucosamina e condroitina solfato non sembrano avere particolari effetti sull’intensità del dolore e sulla progressione della malattia, stando a una recente revisione degli studi. Tutto sui farmaci.

Se speri di risolvere l'artrosi del ginocchio o dell’anca con metodi light ti conviene ricrederti. Gli integratori con glucosamina e condroitina solfato non sembrano avere particolari effetti sull’intensità del dolore e sulla progressione della malattia, stando a una recente revisione degli studi.

ArtroFlexyll, Eurosup Joint, Gluco Joint e altri Da almeno dieci anni, in tutto il mondo, molti medici di base e specialisti reumatologi consigliano ai loro pazienti che soffrono di osteoartrite (detta comunemente artrosi) integratori di glucosamina e condroitina, componenti della cartilagine articolare. Questi prodotti, come ArtroFlexyll, Eurosup Joint, Gluco Joint, Joint Repair, ProAction, Reumil, Syform per citarne alcuni, dovrebbero ripristinare lo spessore della cartilagine, cioè del tessuto che fa da “cuscinetto” tra le ossa, assottigliatosi in chi soffre di questa patologia, migliorando così la capacità di movimento e il dolore. Somministrare dall’esterno, per bocca, sostanze simili alla cartilagine avrebbe anche la capacità di rallentare la progressione della malattia.

Dieta artrosi.

Il meridiano Fegato governa la crescita e lo sviluppo, stimoli e desideri, ambizione e creatività. Un blocco energetico del Fegato può causare un sentimento intenso di frustrazione, rabbia e rancore e questi sentimenti distruggono l’energia del Fegato e ne sopprimono la normale funzionalità, costituendo così un circolo vizioso autodistruttivo.

Il Fegato è responsabile di pianificazione e creatività, della capacità di trovare soluzioni istantanee e delle intuizioni, nonché del controllo della paura. Le proprietà positive sono la gentilezza, la benevolenza, la compassione e la generosità; gli attributi negativi sono rabbia, irritabilità, frustrazione, risentimento, gelosia e depressione (sintomi di una disfunzione del fegato). Inoltre, uno squilibrio può portare ad affaticamento.

LIV8 – Rafforza il sangue, espelle il calore in eccesso e tratta disturbi come dolore al ginocchio e problemi psicologici.

LIV14 – Trattamento di molti squilibri dell’area del petto, come tosse, dolore e disturbi emotivi come rabbia e irritabilità.