ernia schiena bassador

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Non assuma per ora farmaci non prescritti, cerchi di esporsi un po’ di più al sole (sicuramente un po’ di carenza c’è).

Dottore sono diabetico tipo 1 e ho 21 anni, sono diabetico dall età di 13 anni, ho le analisi apposto e il ferro è 97 e la ferritina 110, com è?

Buongiorno, sono valori nella norma. saluti.

Buongiorno Dottore, ho 60 anni, sono vegetariana (mangio pesce, uova e formaggio), ho fatto le analisi di sangue e urine e vanno tutti bene ma il medico mi ha prescritto ferrograd perchè la mia ferritina è a 29,05. Non mi piace molto assumere Ferrograd, mi dà nausea e stipsi, e poi controllando i valori sugli esami vedo che quelli di riferimento per una donna della mia età sono tra 30 e 400. Non le pare esagerato darmi da prendere ferrograd perchè sono 0,5 sotto il valore di riferimento? Può consigliarmi forse una medicina meno pesante da assumere? la ringrazio.

Salve, purtroppo il ferrograd dà effetti indesiderati a tutti praticamente, ma è molto efficace; andrebbero comunque valutate sideremia e transferrina, se fossero nella norma con una ferritina (che rappresenta le scorte di ferro) al limite potrebbe non essere necessaria una terapia.

Salve Dottore, vorrei sapere delle informazioni per quanto riguarda le analisi del sangue. Ho 33 anni e ho dei fibromi esterni all’utero piuttosto voluminosi che NON mi provocano fortunatamente emorragie ma mi fanno venire fuori spesso e volentieri emorroidi molto dolorose e sono in attesa dell’intervento per i miomi. Premetto che le analisi le ho fatte al mio secondo giorno di ciclo mestruale( ultimamente il mio ciclo e’ ogni 24 giorni),che la notte l’avevo passata in bianco per i dolori causati dalle emorroidi e che avevo usato e stavo usando da un po di giorni MOLTISSIMA pomata proctolyn I valori che non tornano sono i seguenti.

_alanina amino trnsf 42u/l 5-35.

Puo’ esseremi venuta così alta per via della crema? C’e scritto nel bugiardino che si puo’ risultare positivi al dopping..c’entra qualcosa?

Nell’emocromo completo invece i valori sballati sono i seguenti: -eritrociti 4,19 4,20-5,40 -emoglobina 10,4 12,0-16,0 -ematocrito 32,7 37,0-47,0 -volume cellulare medio 78,0 81,0-97,00 -concentrazione media 31,8 33,0-37,0 -contenuto medio 24,8 27,0-32,0 rdw 15,7 11,5-14,5 -pct 0,44 0,19-0,40.

Tutti gli altri valori sono nella norma. Dottore, a quanto ho capito(nella mia ignoranza) dovrebbe essere mancanza di ferro,ma da cosa e’ dovuta? Puo’ essere il ciclo mestrulale che arriva ogni 24 giorni? Premetto che mangio circa 1 kg di verdura al giorno tra cotta e cruda,cereali integrali,legumi,uova,pesce e carne bianca.Non fumo,non bevo e cammino 30 minuti al dì. giorni. Mi sono impaurita al ritiro delle analisi.. sono sempre stata sana e le altre analisi,tipo ecografia all’addome e risonanze all’addome e elettrocardiogrammi risultano nella norma a parte appunto la presenza di fibromi.. Mi scusi se mi sono dilungata ma sono un po in agitazione …. Grazie anticipatamente dell’attenzione. Saluti.

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Innanzitutto seguendo un regime alimentare sano, equilibrato e vario, quindi privilegiando cibi ricchi di fibre, vitamine e sali minerali, a discapito di quelli grassi, dolci, salati, bruciacchiati.

Ricordate di bere sempre molta acqua, ogni singolo giorno della vostra vita ed evitate le bevande alcoliche, un vero e proprio “veleno” per il fegato. Una regolare attività fisica e il mantenimento del giusto peso corporeo sono anch’esse buone strategie da adottare per il benessere del fegato e di tutto l’organismo. Evitate quindi di inalare sostanze nocive come gli insetticidi, poiché possono nuocere gravemente alla salute. Il consiglio è quello di mon imbottitevi farmaci e medicinali, ma di ricorrere ad essi soltanto quando ne avete un effettivo bisogno.

Da tenere presenti infine, i vantaggi che si possono ottenere in termini di depurazione e salute, attraverso l’IdroColonTerapia, un metodo delicato ed efficace di lavaggio dell’intestino che consiste nell’introdurre nel retto e colon acqua dolce filtrata. Nota ed utilizzata fin dall’antichità, questa pratica, oggi, può usufruire di una moderna tecnologia in grado di garantire al paziente una perfetta igiene ed un buon comfort.

Centri specializzati in IdroColonTerapia sono ormai diffusi su tutto il territorio nazionale e non è difficile, anche solo cercando in rete, conoscere quelli situati nella propria regione. Molti non praticano questo trattamento per futili timori. Vi assicuriamo però che non occorre avere fegato per ripulire il proprio fegato…

Nel quadrante destro dell'addome sono localizzati il fegato, la cistifellea e parte dell'intestino, compreso l'appendice. Quando si hanno valori alti degli enzimi epatici e si avverte dolore addominale alla zona destra e senso di stanchezza, le possibili cause di questi problemi possono essere dovute agli organi situati nel lato superiore destro dell'addome. Le più probabili fonti di tali sintomi sono il fegato e la cistifellea.

La cistifellea, o colecisti, è un organo a forma di pera che si trova appena sotto il fegato, nel quadrante destro superiore dell'addome (nell'immagine qui sopra è rappresentata in verde). La colelitiasi, o calcolosi biliare, è una formazione di calcoli biliari nella cistifellea.

Nella maggior parte dei casi la semplice colelitiasi non produce sintomi, rimane dunque asintomatica anche per svariati anni. A volte però i calcoli possono incunearsi nelle vie biliari causando le coliche biliari. Questa ostruzione produce dolore perché la colecisti si infiamma e va a irritare il sensibile rivestimento della cavità addominale o le strutture circostanti. I valori degli enzimi epatici cominciano ad aumentare nel momento in cui il fegato si infiamma e le cellule del fegato (epatociti) subiscono danni. L'affaticamento è una reazione comune che si verifica quando il corpo deve far fronte allo stress dell'infiammazione. La colica biliare può essere a volte associata anche alla presenza di ittero, nel caso in cui il fegato risulti particolarmente coinvolto.

Radioterapia della regione mammaria (nei tumori della mammella)

I disturbi sono modesti e si manifestano soprattutto a carico della cute che può diventare più secca ed arrossarsi fino ad irritarsi come quella scottata dal sole, specialmente nelle persone più sensibili. I punti più delicati sono costituiti dall’areola mammaria, dal capezzolo, e soprattutto dalle pieghe cutanee (solco sottomammario e pilastro ascellare) zone più facilmente sottoposte a macerazione per sudorazione e/o a sfregamento dovuto al reggiseno, specialmente in seni di grosse dimensioni o in presenza di cicatrici retraenti Talora in queste sedi si può verificare una perdita degli strati più superficiali dell’epidermide, con messa a nudo del derma sottostante con secrezione di siero (disepitelizzazione).

Per prevenire e limitare questi effetti, che comunque scompaiono dopo un periodo di tempo dalla fine del trattamento, si consiglia di:

seguire i consigli del medico radioterapista di riferimento per quanto riguarda la terapia farmacologica: per prevenire tali reazioni cutanee vengono prescritte sin dall'inizio del trattamento, pomate idratanti sostituite da rimedi più specifici alla presentazione delle prime eventuali irritazioni; lavarsi con acqua tiepida facendo uso di detergenti neutri e di asciugarsi delicatamente, senza sfregamenti; evitare l'applicazione di profumi, creme, deodoranti, cosmetici, alcol., prodotti “fai da te” che potrebbero interferire con le radiazioni; non usare sostanze depilatorie o lamette; evitare l'applicazione di cerotti nell'area irradiata; indossare solo magliette di cotone larghe e soffici, non usare indumenti di lana a contatto con la parte irradiata; non esporre al sole la parte interessata dal trattamento radiante: l'esposizione al sole della zona irradiata è da evitare sia durante il trattamento che per alcuni mesi successivi alla fine della terapia; di portare il meno possibile il reggiseno: il reggiseno, se usato, non deve avere sostegni metallici e deve essere confortevole.

Radioterapia del torace (per tumori del polmone, mediastino, tumori dell’esofago, linfomi)

Il sintomo più frequente è legato all'infiammazione della mucosa esofagea che si può manifestare come difficoltà e dolore al passaggio del cibo (disfagia). Questo sintomo è però controllabile con l'uso di farmaci antiacidi e di soluzioni che, presi prima dei pasti, hanno la capacità di rivestire la mucosa esofagea proteggendola dal contatto col cibo. Si possono verificare anche episodi di nausea per i quali il medico prescriverà specifici farmaci antiemetici. L'irradiazione del torace può comportare anche la comparsa di tosse e difficoltà respiratoria per irritazione del polmone.

Può dare adito, inoltre, a sintomi di tipo influenzale per qualche giorno a o dolore a livello toracico. A seconda dell'intensità della dose erogata e della durata del trattamento, tali effetti possono essere lievi o molto fastidiosi. Il maggiore fastidio che potreste avvertire verso la fine del ciclo di trattamento è la difficoltà a deglutire e bere bevande molto calde o molto fredde. Tutti gli effetti collaterali descritti dovrebbero scomparire gradualmente una volta concluso il ciclo di trattamento, ma se dovessero persistere è bene informare il medico.

Tossicità ematologica.

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Grazie Gioia per aver sollevato l’inquietante argomento e…

buon appetito a tutti…Anna.

Ribelli per Caso – O’ Pacchero Lardiato.

Cara Anna, io sono arrivato alla conclusione che se mangi anche la sostanza più innocua, ammesso che ve ne sia una, ma con l’apprensione che anche quella potrebbe contenere sorprese sgradite, per via dell’interazione tra psiche e corpo, quella ti farà male comunque. Ok, tutta l’attenzione possibile per i cibi che ingeriamo, ma facciamolo con serenità PENSANDO che ci possano fare ANCHE bene, e gustandoceli in santa pace. E’ tutto vero ciò che dici: un giorno si decantano le proprietà di taluni alimenti, il giorno dopo li si demonizza. Prendiamo un alimento base come il latte: anche qui pro e contro a non finire…. Io ho uno zio di 85 anni in piena forma fisica e ancora lucidissimo di mente che da quando è nato, ogni giorno che è stato uno, mangia caffelatte con pane inzuppato al mattino e alla sera, non disdegnando qualche volta anche un po’ di carne. Frutta poca, verdura anche. Allora, signori nutrizionisti come la mettiamo? Forse che se avesse mangiato secondo gli standar salutistici attualmente più in voga potrebbe campare fino a 140 anni rispetto ai 100 che con tutto il cuore gli auguro? C’è qualcuno che può azzardare tanto? Ma senza provare – come sempre mi descrive – quella felicità per il gusto che prova quando si pappa la sua scodella di caffelatte con pane inzuppato mattino e sera? Un tempo i contadini, attingendo alla saggezza tramandata da generazioni, solevano osservare che quando uno puliva il piatto a specchio con un poco di mollica era segno di buona salute e lunga vita. Mah.. qualcosa in fondo di scientifico o solo fame atavica?

vero! …. in questo modo però torniamo prepotentemente ad avvalorare le “costituzioni” di Stagnaro!!!

ho anche io un bis-nonno morto centenario col toscano in bocca!

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Lo zenzero contiene una quantità apprezzabile di una sostanza con proprietà antinfiammatorie, il gingerolo. Gli esperti dicono che è più potente della bromelina dell’ananas e della papaina della papaya. Il gingerolo è in grado di inibire la produzione di COX2,un enzima presente quando ci sono processi infiammatori nei tessuti, quindi il gingerolo blocca l’infiammazione e, al contrario dei farmaci antinfiammatori, non produce effetti collaterali.

Lo zenzero si trova fresco, sotto forma di radice, oppure liofilizzato.

Si può assumere sotto forma di infuso (3-4 fettine di radice fresca in una tazza di acqua bollente). Si possono fare anche impacchi, immergendo un panno nell’infuso oppure mettendo un panno su una griglia per la cottura al vapore, all’interno del quale avrete distribuito alcune fette di zenzero. Con il vapore lo zenzero sprigiona le sue sostanze benefiche e quando il panno sarà impregnato lo potete appoggiare sulla parte dolente. Quando il panno si raffredda, si può consumare lo zenzero, che darà un aiuto in più alle vostre articolazioni. E’ bene prendere l’abitudine di consumarlo aggiungendolo ai vostri piatti e alle bevande. Il Dr. Andrew Weil, esperto in medicina alternativa e Prof. Al College of Medicine all’Università di Arizona a Tucson suggerisce di consumare qualche fetta di zenzero candito, insieme con cioccolato fondente, che soddisfa la voglia di dolci e allo stesso tempo ci toglie i dolori.

In uno studio realizzato in India su 18 pazienti con artrosi e 28 con poliartrite reumatoide, i volontari hanno ricevuto ogni giorno tra 1,5 e 3,5 cucchiaini di zenzero. Oltre 75% dei pazienti hanno registrato una riduzione visibile del dolore e delle tumefazioni, senza effetti collaterali. Oltre i rimedi naturali, il Dr. Weil ricorda che alcuni cibi come le proteine animali, specialmente la carne rossa e il pollo, i cibi industriali, pieni di zucchero, grassi, sale e conservanti e in generale gli alimenti con un Indice Glicemico alto promuovono l’infiammazione nell’organismo e vanno limitati o eliminati.

Per conoscere altre fantastiche proprietà dello zenzero, leggi anche questo post.

Reumatismi: Artrite o Artrosi?

Artrite e artrosi sono due malattie reumatiche che interessano le superfici cartilaginee delle articolazioni, ma che hanno cause e conseguenze diverse.

► L’artrosi è una malattia articolare degenerativa causata dal progressivo assottigliamento della cartilagine che riveste i capi ossei delle articolazioni. Il deterioramento della cartilagine provoca un crescente attrito tra le ossa dell’articolazione e produce irrigidimento progressivo dell’articolazione, fino all’immobilità completa. Normalmente l’artrosi colpisce le articolazioni maggiormente sollecitate come ginocchia, anche, spalle, mani, piedi e colonna vertebrale, soprattutto a livello lombare e cervicale.

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Tratamiento con bananas. Las bananas, que son una importante fuente de vitamina B6, han demostrado ser útiles en el tratamiento de la artritis. Una dieta a base de bananas durante tres o cuatro días es recomendable para tratar esta condición. El paciente puede comer entre ocho y nueve bananas diarias (y nada más) durante este período.

Tratamiento a base de lima. También la lima a probado ser un remedio hogareño efectivo para la artritis. El ácido cítrico contenido en la lima es un solvente del ácido úrico, que es la primera causa de algunos tipos de artritis. El jugo de una lima, diluido en agua, puede ser ingerido una vez al día, preferentemente en ayunas por las mañanas.

Tratamiento con alfalfa. El té a base de alfalfa, especialmente de sus semillas, ha demostrado resultados positivos en el tratamiento de la artritis. Una cucharadita de semillas de alfalfa puede agregarse a una taza con agua. Deben tomarse tres o cuatro de estas tazas de té al día por al menos dos semanas.

Tratamiento con sopa de frijoles de soja. Otro remedio efectivo para aliviar los dolores en las articulaciones es la sopa de frijoles de soja. Esta sopa se prepara mezclando una cucharada de frijoles de soja en una taza con agua, con dos dientes de ajo aplastados. La infusión debe ser bebida dos veces al día.

Ensaladas de vegetales y frutas. La dieta del paciente artrítico debería ser planificada con el objetivo de producir alcalinidad en la sangre. En este sentido, deberá incluir frutas y vegetales en forma de ensaladas, y, al menos, dos vegetales cocinados.

L’artrite cronica giovanile.

Amminoacidi e la loro importanza per l’artrosi e l’osteoporosi.

In presenza di artrosi è consigliabile un’integrazione alimentare.

Il Prof. Dr. Klaus Miehlke († 2009) era considerato il maggiore esperto tedesco nell’ambito delle malattie delle ossa. Nella sua pubblicazione del 2002 scrive: «Nonostante l’incremento delle malattie delle ossa degli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha portato poche innovazioni poiché fino ad ora ha riposto la sua attenzione soprattutto nella lotta ai sintomi tipici. La considerazione naturopatica delle malattie articolari come fenomeno parziale di una modificata regolazione di base e della degenerazione della matrice può portare considerevoli vantaggi per i futuri pazienti e per la comunità già nella fase iniziale poiché i provvedimenti dietetici, nel rispetto delle più recenti scoperte della ricerca sulle matrici, possono stabilizzare le funzioni delle articolazioni per un lungo periodo e impedire, nei limiti del possibile, la produzione abnorme di cartilagine/componenti della matrice. Il consiglio medico relativo all’assunzione di integratori alimentari è completamente giustificato sulla base degli studi clinici e preclinici già disponibili e della personale esperienza medica.» 1.

Il Prof. Miehlke sostanzialmente afferma che, in presenza di una malattia della cartilagine, è indispensabile mettere a disposizione dell’organismo umano una quantità sufficiente delle sostanze che stimolano la formazione della cartilagine. Ciò non è possibile semplicemente con un’alimentazione sana. Per questa ragione, gli studiosi raccomandano l’assunzione di integratori alimentari che includono le sostanze in grado di stimolare la formazione di cartilagine.

La metionina è una sostanza importante per la formazione della cartilagine.

L’amminoacido metionina appartiene alle sostanze che stimolano la formazione di cartilagine. La metionina è un amminoacido essenziale. Ciò significa che deve essere assunto tramite l’alimentazione perché l’organismo umano non è in grado di produrlo endogenamente.

La metionina è considerata un importante «donatore di zolfo» organico.

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Cipolle rosse. Contengono antiossidanti, che combattono lo stress ossidativo, e altre sostanze sulfuree (contenenti, cioè, zolfo) con specifiche proprietà antibiotiche e antinfiammatorie.

Mirtilli. Sono ricchi di polifenoli come le antocianine dall’attività antinfiammatoria.

Ribes nero. Grazie soprattutto alle proantocianidne, questa pianta ha efficaci proprietà antifiammatorie paragonabili ad alcuni farmaci di sintesi; a differenza di questi, non provoca, però, danni allo stomaco.

Curcuma. Come altre spezie (ad esempio, zenzero e curry), ha un’attività antinfiammatoria sovrapponibile a quella di alcuni farmaci steroidei, ma senza alcun effetto collaterale associato. Presso diverse popolazioni è considerato un alimento più pregiato dell’oro, grazie alla capacità di purificare il sangue, proteggere il fegato e ostacolare lo sviluppo di alcuni tipi di tumore.

Noci. Ricche di acidi grassi omega-3, esplicano (insieme alla frutta secca in genere) un’importante azione antinfiammatoria. Bisogna comunque consumarle con moderazione per via dell’elevato apporto calorico.

Tè verde. Contiene un particolare polifenolo, con sigla Ecgc, che inibisce l’azione di un gene per la produzione dell’inteleuchina-8, molecola coinvolta nel processo infiammatorio.

Alimenti che favoriscono l’insorgere dello stato infiammatorio.

Esattamente come esistono alimenti antinfiammatori, ne esistono di pro-infiammatori.

Si tratta principalmente di prodotti di origine animale: la carne in primo luogo, ma anche le uova e il formaggio. Contengono, infatti, alte quantità di acido arachidonico, un precursore delle molecole infiammatorie.

Inoltre, il pericolo è maggiore negli alimenti trattati e con nitriti, generalmente usati per l’azione antisettica, ma che provocano un aumento dei fattori dell’infiammazione nel sangue. Sono, dunque, da evitare tutti i cibi che contengono additivi, come merendine, snack e vari prodotti a lunga conservazione.

Ma non finisce qui! Ci sono anche alcuni vegetali freschi che andrebbero utilizzati con parsimonia: si tratta di melanzane, peperoni, patate e altri prodotti appartenenti alla famiglia delle Solanacee. Questo gruppo di vegetali contiene, infatti, una sostanza chiamata alcaloide solanina che può causare un peggioramento dello stato infiammatorio e l’insorgere del dolore.