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Se per l’artrite, nell’ottica di ridurre le infiammazioni, esistono prodotti validi come abbiamo già visto in passato, per l’artrosi il sollievo avviene da più fattori diversi, che nella maggior parte dei casi necessitano del consiglio veterinario.

Per prima cosa, ci vogliono dei farmaci per l’artrosi che sono essenzialmente farmaci antidolorifici che riescano ad alleviare la sofferenza del cane.

La prima scelta è la somministrazione dei FANS, o Farmaci Antinfiammatori Non Stereoidei; non possono essere acquistati su Cani.it perché sono farmaci a tutti gli effetti, necessitano di ricetta medico-veterinaria e si possono comprare solamente in una farmacia.

Non sono il massimo perché di fatto non risolvono nulla, a parte il dolore, ma bisogna anche dire che secondo gli studi al momento non esiste una classe di farmaci migliori per questo tipo di patologia.

Parte 2: Salvaguardia delle Articolazioni.

I FANS, poi, sono molti e ne devono essere provati diversi sul cane in questione prima di trovare quello migliore per lui; per questo motivo, non è possibile per me (che sono veterinario) dare nemmeno un’indicazione in linea di massima riguardo ai principi attivi migliori da usare: deve vederli il vostro veterinario.

In certi casi, quelli più gravi, il farmaco può non essere somministrato via bocca ma messo subito, tramite iniezione, nell’articolazione, per dare sollievo più immediato al cane.

Le cure non farmacologiche.

Per approfondire sulla dieta per l’artrite vedi Come guarire definitivamente dall’Artrite mangiando correttamente in cui spiego che non è solo il cibo che mangiamo che fa la differenza, ma anche come viene combinato: ad esempio mescolare la frutta ai pasti produce fermentazione ed infiammazione. Anche lo zucchero va evitato perché è uno degli alimenti più infiammatori che esista.

Artrite e artrosi: consigli a tavola.

Ottimi anche gli acidi grassi polinsaturi del pesce. Selenio, vitamina D, rame, zinco alleati.

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La frutta e la verdura sono importanti perchè contengono antiossidanti che aiutano il sistema immunitario a lavorare meglio. Bisogna assumere almeno 5 porzioni al giorno. I frutti da preferire sono quelli rossi, l’avocado, l’anguria, l’uva, soprattutto quella nera. L’anguria in particolare riduce i livelli della proteina C-reattiva, colpevole dell’infiammazione e l’uva nera contiene resveratrolo, un potente antinfiammatorio.

Pe r combattere i radicali liberi mangia crucifere, broccoli e spinaci sono da preferire in quanto sono pieni di antiossidanti come vitamina A, C e K e contengono inoltre alti contenuti di calcio, essenziale per chi soffre di artrosi e artrite. Oltre a broccoli e spinaci, anche i cavoletti di Bruxelles e i cavolfiori contengono sulforafano che blocca il processo infiammatorio e i danni alla cartilagine. Altro alimento da preferire per coloro che soffrono di queste patologie sono i peperoni, grande fonte di vitamina C che pone attenzione alle ossa ed è fondamentale per proteggere la cartilagine. E’ importante che si prediliga la cottura a vapore sulle altre poiché quella a vapore preserva tutti i nutrienti delle verdure come vitamine e antiossidanti. L’olio d’oliva extravergine è un potente antinfiammatorio naturale poiché contiene oleocantale.

Come d etto prima, fare un leggero esercizio fisico come passeggiate è la cosa migliore perché apporta benefici alle articolazioni, abbassa la pressione del sangue, rafforza il cuore e diminuisce il rischio di fratture. Mezz’ora di camminata al giorno sarà sufficiente per avere un miglioramento dei sintomi.

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COS’È?

Detta anche "stenosi del canale spinale", è un’alterazione delle dimensioni del canale spinale o dei forami da cui escono le radici nervose. La spondilosi può essere cervicale o lombare.

PERCHÉ CI SI AMMALA?

Per fenomeni degenerativi noti come “artrosi”. Quando l’articolazione tra le vertebre non è corretta, a causa di pregressi traumi, vizi posturali o anomalie congenite, si formano negli anni delle calcificazioni sui margini ossei delle vertebre stesse. Gradualmente queste sporgenze (osteofiti) restringono lo spazio a disposizione delle strutture nervose: la compressione dei nervi o del midollo spinale provoca sintomi neurologici.

COME SI RICONOSCE?

A seconda dei disturbi, i pazienti affetti da spondilosi cervicale sono divisi in:

gruppo I: disturbi di tipo radicolare (es. casi di ernia discale cervicale); gruppo II: difficoltà nel compiere movimenti fini con le mani, sensazione di pesantezza agli arti inferiori, disturbi della sensibiltà al tronco e agli arti inferiori, disturbi sfinterici, scosse elettriche lungo la colonna vertebrale e agli arti inferiori (disturbi dovuti alla sofferenza midollare); gruppo III: solo dolore al collo.

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Strano che questo medico non riconosca il nesso tra disbiosi intestinale e artrite e non comprenda come il glutine sia da evitare per ovvie ragioni. Consiglio a tutti di leggere i lavori scientifici del dottor Fasano per comprendere il nesso zonulina-gluitine-permeabilità intestinale. La permeabilità intestinale predispone all’infiammazione dei tessuti. Quanto al rapporto tra il microbiota e l’artrite, una ricerca su pubmed produce decine e decine di risultati. Risolutiva appare quindi una dieta dei carboidrati specifici (SCD diet) ovvero una dieta paleo ed una somministrazione di probiotici e cibi fermentati (come i crauti).

Trovo fuorviante l’articolo perché mette il genere umano tutto nello stesso calderone, mentre quando si parla di cibo si deve guardare anche, et in primis, il gruppo sanguigno.

Sarà “fuorviante” forse per il ristretto gruppo di persone che credono al discorso del gruppo sanguigno – io ad esempio, gruppo zero negativo, che mangio DA 55 anni al contrario di come dicono di mangiare D’Adamo e Mozzi e sto BENISSIMO, cosa dovrei pensare? All’interno dei gruppi sanguigni esistono persone che non sviluppano nessuna patologia anche mangiando in maniera “errata” dal punto di vista di D’adamo e Mozzi – è la stessa distorsione prospettica che si genera quando si dice che l’80% dei tumori al polmone accade in fumatori lasciando credere che l’80% dei fumatori avrà un cancro al polmone.

Auguri. Io ho trovato giovamento, ma molto giovamento: leggi lombalgia cronica, emorroidi, catarro, sonno intermittente, vie aeree ostruite. Tutto sparito. A me va bene così ed a te come vai tu. Io ti auguro tutto il bene possibile, ma se hai nel lontano futuro qualche problemino non prendere medicine, elimina la causa.

Grazie del consiglio Carmine, che è il consiglio giusto! le sto già eliminando le cause caro Carmine, facendo prevenzione pre-primaria! la cosa viene affrontata senza particolari patemi alimentari (ovviamente lontano da eccessi) da una angolazione …. enzimatica! e la prova del nove che la strada è giusta, oltre che dal mio status-visibile, è il fonendoscopio dell’amico Sergio Stagnaro!

Complimenti per te caro Marco L che hai avuto accesso al fonendoscopio del dott. Stagnaro.

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Rinforzare il Fegato con Metodi Naturali.

Il fegato è senza dubbio uno degli organi più importanti per la disintossicazione del corpo. Tra i principali compiti del fegato vi è infatti quello di trasformare le tossine liposolubili in tossine idrosolubili, facilmente eliminabili dall’organismo. Questo è solo una delle oltre 500 funzioni svolte dal fegato. Per questo motivo, è bene non sovraccaricare il fegato ma aiutarlo nelle sue attività. Qui sotto, alcuni metodi e rimedi naturali efficaci per rinforzare il fegato:

►Non sovraccaricare il fegato.

Innanzitutto, ricordiamo che il fegato deve svolgere molte funzioni quindi di certo non necessita di ulteriore lavoro. Evitare per quanto possibile di sovraccaricare il fegato con alcool e medicinali antidolorifici e antibiotici. Tra le principali cause dello sviluppo di malattie epatiche troviamo proprio la regolare assunzione di piccole dosi di antidolorifici.

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Artrosi cervicale: rimedi naturali.

L’ artrosi cervicale è una artropatia cronica degenerativa che si può manifestare a tutte le età e in entrambi i sessi. I dati epidemiologici suggeriscono una certa prevalenza dopo i 40 anni, tuttavia la maggior parte dei casi severi riguardano individui con più di 70 anni di età.

L’artrosi cervicale dal punto di vista biologico è una degenerazione del disco intervertebrale delle vertebre del collo: l’erosione interessa la superficie articolare delle vertebre e i dischi di cartilagine che ci sono tra una vertebra e l’altra. I dischi, infatti, sono dei cuscinetti costituiti da fibre articolari che consentono alle vertebre di scorrere l’una sull’altra in tutte le direzioni, per assicurare la mobilità della colonna vertebrale.

L’assottigliamento del disco, e il conseguente contatto tra le vertebre, causa l’insorgenza di dolore e di altri disturbi più o meno marcati.

Sintomi dell’Artrosi Cervicale.

Uno dei primi segnali di artrosi cervicale è il dolore, che soprattutto agli esordi si manifesta come un indolenzimento della muscolatura alla base del collo accompagnato da una certa difficoltà a compiere i più comuni movimenti di rotazione e flessione.

I disturbi possono essere anche di modesta entità e svanire da sé. Spesso a pazienti che lamentano problemi quali vertigini, capogiri, suono fastidioso e inesistente nell’orecchio (acufene) si diagnostica la “cervicale”: in realtà questi sintomi sono riferibili a una possibile sofferenza dei vasi arteriosi del circolo vertebro-basilare o comunque a patologie diverse dalla spondilosi cervicale. La spondilosi cervicale si evidenzia sulle semplici radiografie nel 90% dei maschi oltre i 50 anni e nel 90% delle donne oltre i 60 anni. Infatti la degenerazione cervicale cronica è la causa più frequente di deterioramento progressivo del midollo spinale e delle radici nervose.

In caso di spondilosi lombare, invece, il classico disturbo è il dolore lombare cronico che peggiora in posizione eretta o camminando. In alcuni casi si parla di claudicatio neurogena: i soggetti durante la deambulazione avvertono dolori agli arti inferiori (spesso entrambi) che li costringono a fermarsi dopo un breve tratto di strada (maggiore è la stenosi del canale, più corto è l’intervallo del cammino). Contrariamente a quanto avviene per i dolori agli arti inferiori causati da malattie vascolari, una pausa nella deambulazione non risolve i sintomi. Anche questi pazienti possono riferire disturbi motori, sensitivi e sfinterici; spesso, però, non c’è una netta distribuzione di una ernia discale lombare, poiché le radici nervose sofferenti sono diverse e non tutte soffrono allo stesso modo. L’uso di tecniche neuroradiologiche avanzate, quali la Tomografia Computerizzata (TC) e la Risonanza Magnetica (RM) ci consente di fare la corretta diagnosi e di programmare il migliore trattamento per il singolo caso. Le semplici radiografie della colonna, completate dagli studi dinamici (cioè durante la flessione e l’estensione della colonna) servono per completare gli studi in alcuni pazienti selezionati.

COME SI CURANO?

Trattamento conservativo. Deve essere tentato come prima strada terapeutica in quasi tutti i casi, soprattutto in assenza di deficit neurologici e quando il sintomo predominante è il dolore. Questo trattamento consiste in: dieta (nei casi di patologia lombare); fisioterapia, ginnastica funzionale o stretching, nuoto e massaggi; terapia farmacologica. Trattamento chirurgico per spondilosi cervicale. Questa patologia richiede interventi più complessi, attuati per via anteriore e posteriore con lo scopo di eliminare la compressione sul midollo e allargare il canale spinale. Nel primo caso, vengono asportati 1, 2 o anche 3 vertebre con i dischi interposti; il tutto viene sostituito con un innesto di osso autologo, fissato con una placca e viti metalliche per mantenerlo in sede. Come per le ernie discali cervicali è necessario indossare un collare cervicale rigido per 6-8 settimane. In caso di approccio posteriore, utile soprattutto quando non è possibile rimuovere 4 o 5 vertebre, si rimuove o semplicemente si apre l’arco vertebrale posteriore, permettendo al midollo di spostarsi posteriormente per “sfuggire” alla compressione anteriore. I risultati del trattamento sono difficili da quantificare con precisione, sia per i diversi approcci chirurgici che si possono adottare sia per i differenti livelli di gravità con cui la malattia si presenta. In generale si può affermare che le possibilità di miglioramento sono inversamente proporzionali alla gravità dei deficit neurologici preoperatori e che si ottiene un miglioramento clinico in circa il 70% dei casi. Un restante 20-30% dei pazienti risulta invariato dopo l’intervento. Purtroppo nel 66% dei soggetti la sofferenza midollare peggiora progressivamente fino a obbligare queste persone a letto o su una sedia a rotelle: in questi casi, se si riesce ad arrestare la progressione della malattia con un intervento appare già come un risultato molto importante e positivo. Trattamento chirurgico per stenosi lombare. Come per la spondilosi cervicale lo scopo dell’intervento chirurgico è aumentare lo spazio a disposizione delle radici nervose. Si preferisce un approccio posteriore che permette di rimuovere sia l’osso anomalo che i dischi intervertebrali ed eventualmente di stabilizzare la colonna con placche e viti transpeduncolari. In tutti i casi in cui viene effettuata una stabilizzazione interna e una fusione ossea è necessario indossare un busto ortopedico per circa 2 mesi. Sui risultati del trattamento valgono le medesime considerazioni fatte per la spondilosi cervicale. Tuttavia, la gravità dei disturbi lamentata da questi pazienti è generalmente minore e l’evoluzione naturale della malattia è molto meno invalidante. In generale, pertanto, in oltre il 70% dei pazienti ci si attende un miglioramento clinico con risoluzione dei disturbi e ripresa delle normali attività.

LA DIETA PER LA CONVALESCENZA.

Dopo gli antibiotici.

Se si sono assunti antibiotici, bisogna tener presente che - oltre che nei confronti dei germi responsabili dell’infezione – questi hanno anche agito sulla flora intestinale, la cui integrità è fondamentale per le funzioni digestive, per la sintesi di vitamine e di altre sostanze utili e per impedire lo sviluppo di germi patogeni nel colon. Diventa perciò consigliabile per una o due settimane inserire quotidianamente, nella prima colazione o negli spuntini, alimenti ricchi di fermenti lattici, preziosi per la flora intestinale. Quindi yogurt, kefir, latti fermentati: in commercio inoltre è possibile trovare molti prodotti – i cosiddetti probiotici – addizionati di vari fermenti, che resistono meglio all’acidità gastrica arrivando più numerosi là dove servono. Anche le verdure lattofermentate come i crauti sono benefiche non solo per l’intestino, grazie alla loro ricchezza di fermenti e di vitamine del gruppo B e C. A casa, o nei negozi di alimentazione naturale, è possibile trovarli preparati nel modo tradizionale, mentre quelli in scatola che si trovano nella grande distribuzione sono stati sottoposti ad alte temperature e perciò hanno perso in parte le loro virtù.

Alimenti sì, alimenti no.

ernie della colonna vertebrale ramificazione tendineae

Alcuni studi hanno messo in relazione la mancanza di vitamina D e alcune malattie autoimmuni tra le quali l’artrite reumatoide. Una recente metanalisi ha osservato che un ridotto introito di vitamina D si associa a una maggior prevalenza di artrite reumatoide e a una maggiore severità della patologia.

La dieta ideale per i dolori reumatici.

La dieta migliore deve puntare a ridurre il sovrappeso e obesità perché l’aumento del carico peggiora senza dubbio il dolore e l’infiammazione delle articolazioni. Ispirarsi alla dieta mediterranea è sempre il migliore approccio soprattutto se abbondiamo in pesce, olio d’oliva, e noci. Non ci sono studi che ci autorizzino a demonizzare determinati alimenti in caso di artrosi e artrite.

Anche lo sport può aiutarti a prevenire e curare le malattie reumatiche come artrosi e artrite: prova con il pilates, lo yoga, il tai-chi, il nuoto, o l’aquagym!

Prevenire e combattere l’artrosi a tavola: la dieta per le ossa.

La moderna alimentazione non sempre coincide con uno stile alimentare equilibrato e salutare. È oramai ampiamente dimostrato che un’alimentazione corretta è fondamentale per prevenire un gran numero di disturbi e malattie, tra cui l’ artrosi.

In questo articolo vedremo come la giusta alimentazione può aiutarci a combattere e prevenire l’artrosi e i problemi alle ossa.

Quando si parla di artrosi si parla di una malattia degenerativa che può toccare diverse ossa del corpo umano, prendendo denominazioni differenti a seconda dell’area che colpisce.