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La glicemia era buona e il controllo era ogni sei mesi. Dopo due anni non ce l’ho più fatta e ho cominciato a mangiare un po’ di più, senza pesare i cibi e mangiando anche pastasciutta, pizza, pane, frutta ecc., che comunque erano tutti alimenti obbligatori della dieta. A causa di questi sgarri cominciai a saltare i controlli, anche perché l’ambiente della diabetologia non mi piaceva: mi sembrava di essere trattata come una bambina disubbidiente. Negli esami prescritti dal mio medico curante l a glicemia a digiuno oscillava da 115 a 130, sempre con la metformina.

Alla fine di luglio 2015 sono stata operata d’urgenza perché un calcolo di 2,5 cm espulso dalla cistifellea (che tra l’altro non sapevo di avere e che mai mi aveva dato disturbi) aveva perforato l’intestino, provocandomi anche una peritonite. Fortunatamente me la sono cavata e qui devo ringraziare i chirurghi; dopo un mese sono stata operata di nuovo per l’asportazione della cistifellea. Durante la prima degenza mi nutrivano solo con la soluzione glucosata; la mia glicemia andava alle stelle: 260/280 e veniva controllata (non più di tanto, devo dire) con l’insulina, come si fa con tutti i diabetici in caso di interventi chirurgici. Nel secondo intervento mi somministrarono invece una soluzione salina, ed essendo digiuna la mia glicemia scese addirittura a 47, tant’è che aggiungevano poi del glucosio per stabilizzarla. Da qui ho capito che la mia glicemia dipendeva totalmente da quel che il mio corpo ingeriva.

Sostituzione del riso con quinoa e legumi.

Tornata a casa ho seguito la dieta prescrittami in reparto per l’intestino: minestrine, pasta in bianco, patate, carne bianca, poca verdura e poca frutta. La glicemia, nonostante mangiassi pochissimo, e prendessi tre compresse di metformina al giorno, era sempre intorno a 115/125 (mattino a digiuno). Rimesso a posto l’intestino ho deciso di seguire lo stile alimentare del Dott. Mozzi. Ho iniziato scrivendo tutto quello che mangiavo e segnando i valori glicemici tre volte al giorno. Ho eliminato tutti i cereali, compreso riso e mais e ho sostituito con quinoa e grano saraceno, mangio molti legumi (fagioli, ceci e farina di ceci, fave, piselli), carne sia rossa che bianca e uova, pesce, tonno. Consumo sempre verdure sia a pranzo che a cena (cosa che non facevo prima) cicoria, bietola, insalata rapini ecc. e semi oleosi come noci, mandorle e prugne secche. Al mattino prendo del latte di mandorle che faccio da me con l’estrattore, con un po’ di cicoria (confesso che ogni tanto sgarro con un caffeino), legumi e qualche volta bresaola o un uovo, certe volte anche castagnaccio. Mangio pochissima frutta, una mela o una pera al mattino e non sempre. Bevo anche succo di limone tutti i giorni, cosa che faccio da due o tre anni e che, ho notato, mi protegge dai comuni malanni di stagione.

Ho incominciato a monitorare la glicemia una settimana dopo che seguivo il piano alimentare e con mia somma sorpresa la glicemia era 95, un dato che non vedevo da molto tempo. Il primo mese la glicemia mattino a digiuno 90/100, due ore postprandiale 130/145. Dopo due settimane, vedendo i miglioramenti, ho sospeso la metformina con attenzione. La glicemia è sempre ottima.

Diario alimentare per scrivere la dieta.

Dopo due mesi ho la glicemia al mattino a digiuno 70/78, due ore postprandiale 100/130.

I sintomi caratteristici sono il dolore articolare, la rigidità (soprattutto al mattino o dopo un periodo di inattività), la limitazione funzionale, gli scrosci articolari, la tumefazione delle articolazioni, in assenza di sintomi sistemici come la febbre.

Il dolore, nelle fasi iniziali, è tipicamente esacerbato dal movimento e alleviato dal riposo, mentre nelle fasi più avanzate può essere presente anche a riposo e ostacolare il riposo notturno.

La diagnosi di artrosi è clinica (cioè viene posta attraverso una visita medica) e viene confermata dalle radiografie.

Nella visita il medico valuta l’età del paziente, il peso corporeo, eventuali patologie associate ed eventuali traumi pregressi. Valuta quindi la sede e il tipo di dolore, l’eventuale limitazione al movimento di una determinata articolazione, la stabilità dei legamenti e la forza muscolare.

In alcuni casi può comparire un versamento articolare, che può essere rimosso mediante artrocentesi (aspirazione del liquido mediante puntura intra-articolare). Le sue caratteristiche, nel caso dell’artrosi, saranno quelle di un versamento non infiammatorio (liquido giallo, limpido, viscoso, con bassa concentrazione di globuli bianchi).

Le radiografie delle articolazioni colpite, eseguite con il paziente in piedi, mostreranno nelle fasi iniziali restringimento dello spazio articolare per la scomparsa del tessuto cartilagineo e inspessimento dell’osso al di sotto della cartilagine articolare (osteosclerosi), mentre nelle fasi tardive si evidenzieranno escrescenze ossee lungo i margini dell’articolazione (osteofiti), piccole cavità ossee (geodi) fino alla deformazione dei capi articolari.

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Dieta artrosi.

Come si cura Per essere efficace e duratura, la terapia dell’artrosi deve consistere nella combinazione di diverse terapie, non solo e non sempre a base di farmaci. Al centro dell’attenzione del medico e del paziente ci deve essere l’articolazione o le articolazioni colpite dall’artrosi.

Riduzione e controllo del peso corporeo E’ molto importante che i pazienti con artrosi che sono soprappeso o decisamente obesi riducano il loro peso corporeo. La perdita di peso diminuisce il carico sulle articolazioni portanti (ginocchia, anca), contribuisce a ridurre il dolore e limita ulteriori danni alle articolazioni. E’ importante che la dieta non sia “fai da te” ma venga impostata dal proprio medico o da un dietista. Dieta ed esercizio fisico regolare sono i due strumenti cardine per perdere peso.

Il dolore (artrosi, lombalgia, cervicalgia, ecc.)

Le patologie dolorose, in particolare l'artrite e l'artrosi, sono malattie frequenti e, spesso, molto invalidanti. Quali sono i reali motivi che provocano l'artrosi e qual'è la cura migliore?

Prima di leggere il documento, è possibile vedere l'intervista su you tube al dr Martelli riguardante le terapie biologiche del dolore (clicca qui)

IL DOLORE.

Centro di diagnostica e cura delle patologie dolorose.

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No es como kot ni mucho menos, kot tiene un protocolo lógico son 10 semanas en la que hay 3 etapas distintas solo se parecen en el precio, yo hice Kot hace 1 año y medio y me ha ido de maravilla, lo hice tal como recomienda el protocolo en 3 etapas intensiva progresiva y estabilización un total de 10 semanas.

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Bimanan pro nadie conoce esta dieta.

Mi amiga meli "la intrépida" la hizo ahora se ha pasado a kot es bastante más lógica y tiene un protocolo de 10 semanas y está encantada ya que ha recuperado la musculatura que perdió.

Te recomiendo Yo te recomiendo la dieta Kot, es mucho mas equilibrada y con criterios metabólicos, si donde vives no hay farmacias que lo tengan puedes pedirlo por correo casi todas las farmacias que lo tienen te lo mandan por correo, no de donde vives, si nos lo dices igual alguna farmacia de tu ciudad contacta contigo.

Biomaná pro A mi me pasaba lo que a ti pero ya no lo he pensado más, he ido a hipercor y me he traido los productos que me parecia que me ivan a gustar más. todo lo que hoy he probado esta bueno, hace varios dias lo he estado intentando con los de decatlon pero esos tenian poca varieda, tengo todavia y los ire intercanbiando con los de biomaná. Cunando pasen unos dias teire contando com voy, estadieta se puede hacer con el metodo de pronokal. Ahh, me termino de comer la comida de pasta y un yogur, ¡ No estaba tan malo!! (con un zumito de limon y una pizca de sal)

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Come vincere il dolore con la Medicina Biologica Integrata.

Chi nella vita non ha avuto almeno una volta a che fare con il dolore?

A volte, purtroppo, il dolore diventa un problema molto grave, difficile da affrontare, specie quando è cronico o ricorrente: pensiamo all’artrite e all’artrosi degli anziani, ai dolori della colonna vertebrale o dell’anca, al mal di schiena o alla cervicale che sempre più spesso colpiscono anche i giovani; pensiamo, poi, a quei dolori insopportabili collegati a tutta una serie di malattie croniche autoimmuni come l’artrite reumatoide, o ancora a tutte le possibili nevralgie come quelle da virus herpetico che colpisce il trigemino.

Certo, la lista non finisce qui e chi soffre sa quanto sia difficile curare bene ed in modo efficace e duraturo il dolore.

Di conseguenza, anno dopo anno, si è cercato di creare un’equipe sempre più all’avanguardia, che desse le maggiori garanzie di affidabilità e professionalità nella cura del dolore.

Quali sono le malattie dolorose più ricorrenti?

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Spremi limoni e lime manuale.

Molti sanno che bere un bicchiere di acqua e limone è un ottimo modo per iniziare la giornata, come ho già descritto in un mio precedente articolo che puoi leggere qui: Un bicchiere di acqua calda e … [Leggi Tutto. ] about Spremi limoni e lime manuale.

Aggressività Umana.

Premessa all'articolo Aggressività Umana Sono restio a parlare di certi argomenti, anche a quattrocchi, perché c'è una tendenza a discutere che non porta mai a nulla, anche se gli interlocutori … [Leggi Tutto. ] about Aggressività Umana.

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L’ artrosi è una malattia che colpisce le articolazioni e porta al progressivo deterioramento della cartilagine e delle ossa. Ne soffre circa il 20% degli italiani, soprattutto le persone anziane. Può essere causata da malattie, traumi o da sforzi fisici, come sport o lavori faticosi. Può colpire qualunque parte del corpo ma le zone più a rischio sono le ginocchia, le mani e la colonna vertebrale.

Come curare l’artrosi? L’artrosi è difficilmente curabile ma una terapia mirata può ridurne notevolmente il dolore causato. Una ginnastica mirata può correggere posizioni sbagliate, rinforzare la muscolatura e recuperare la mobilità articolare. Il calore nella cura per l’artrosi è fondamentale: gli esercizi in acqua riscaldata o gli ultrasuoni aiutano ad alleviare il dolore ed attenuare lo spasmo muscolare.

Alimentazione per artrosi Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante nella cura per l’artrosi, in particolare il pesce e la verbena. Il pesce, come il salmone, le sardine, le aringhe e il tonno, contiene gli Omega 3, acidi grassi fondamentali per la salute dell’organismo. Il pesce, inoltre, è un’ottima fonte di vitamina D, utile a chi soffre di artrite reumatoide o artrosi. La verbena possiede proprietà antidolorifiche e viene spesso utilizzata assieme ad altri oli essenziali nella cura per l’artrosi.

Rimedio naturale alla verbena Fate bollire 50 gr di foglie fresche di verbena in 5 dl di aceto fino a quando non sarà evaporato.

Strizzate le foglie e applicatele ancora calde nella zona dolente.

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Secondo lei devo assumere qualche farmaco per la carenza di ferro o qualche integratore? Grazie.

La ferritina è nella norma, non credo che il medico prescriverà integratori, ma ovviamente spetta a lui l’ultima parola.

Mi scusi dott,re mi correggo Valore ferritina 4,6 e no 46 Valore di riferimento 8,0 – 252 Penso che ci sia anche una carenza di ferritina Oltre a quella di ferro Cosa mi consiglia Grazie.

Le scorte sono basse, ma probabilmente la causa va cercata nel disturbo di cui soffre; NON assuma integratori senza prima aver consultato il medico.

ho fatto esame del sangue:globuli bianchi 6,34 globuli rossi4,60, creatina 0,62 colesterolo totoale 144 s-colesterolo hdl 75, s-trigliceridi 60s-ferretina 58 questi sommariamente esito per indagine detta dal ginecolo perche’ nella visita con ecografia transvaginale presente un fibroma grosso,avrei piacere di saper se i valori sono buoni grazie.

Valori di riferimento?

La carenza di ferro a 23 e la carenza di ferritina a 4,6 oltre ad essere affetta da talassemia minor e mestruzioni abbondanti posso causare tali mancanzi. Inoltre è opportuno eseguire altre indagini diagnostiche prima di intraprendere una terapia orale o altro. Grazie.

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La spalla: il dolore acuto.

Il dott. Giuseppe Fatiga è esperto nel trattare il dolore acuto della spalla, con risultati positivi nel 90% dei casi. Fissa una seduta di agopuntura al 340-5499616.

I movimenti della spalla sono resi possibili da un sistema di funi, chiamati tendini. Un capo di queste funi è attaccato ai muscoli, mentre l’altro capo si ancora all’ omero, l’osso del braccio. Durante i movimenti i tendini entrano in tensione, grazie alla contrazione dei muscoli, tirando il braccio nelle varie direzioni: verso l’alto, verso il basso, dietro la schiena, in avanti e in dietro.

Il sistema di funi forma una specie di cuffia intorno all’omero, ed è per questo che è chiamata cuffia. Nella spalla si trovano degli spigoli ossei contro i quali i tendini sfregherebbero, lacerandosi proprio come le funi, se non esistesse un morbido cuscinetto in grado di evitare gli attriti. Questo cuscinetto prende il nome di borsa.

DOLORE IMPROVVISO ALLA SPALLA.

La spalla può iniziare a fare male in modo improvviso, senza aver dato alcun preavviso. Il dolore è molto intenso, così forte da impedire quasi ogni movimento del braccio. Non è più possibile sollevare il braccio per pettinarsi, né portarlo dietro la schiena.

Vestirsi da soli è molto complicato, perchè non si riesce ad infilare il braccio nella manica dei vestiti. Nei casi gravi anche solo il gesto di sollevare le posate o il bicchiere a tavola risveglia dolori insopportabili. Così come lavarsi i denti. Sollevare pesi oltre la linea delle spalle per riporli sugli scaffali diventa un’impresa.

La spalla può far male anche a riposo, senza fare alcuno sforzo, e disturbare il riposo notturno. Si è obbligati a dormire sempre sullo stesso lato, perchè l’appoggio sulla spalla sofferente scatena dolori violentissimi. Nella maggioranza di questi casi la causa del dolore acuto è un’infiammazione dei tessuti della spalla.