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Molto più raro, è comune soprattutto nel Sudest asiatico, dove la sua diffusione è imputata ad alcune parassitosi.

I sintomi variano a seconda della causa sottostante. Il sintomo più comunemente osservato è l’ingrossamento dell’addome. Il veterinario, esaminando l’animale, riscontrerà un fegato ingrossato o una massa palpabile nella regione addominale. La massa solitamente è osservabile dietro la gabbia toracica e può anche essere visibile ad occhio nudo. Tuttavia, nei cani obesi è difficile rilevare un fegato ingrossato durante l’esecuzione di un esame fisico.

Pool ematico vicino al fegato Epatite (infezione epatica) Malattia epatica cronica (cirrosi) Ostruzione del flusso sanguigno che passa attraverso il fegato Malattia e insufficienza cardiaca Neoplasia epatica Filariosi cardiopolmonare Rotazione del lobo epatico intorno al proprio asse Ernia diaframmatica (ernia risultante dalla protrusione di parte dello stomaco attraverso il diaframma) Sedimentazione anormale di prodotti metabolici all’interno del tessuto epatico Accumulo di grasso nel tessuto epatico Neoplasia che coinvolge il pancreas Ascesso epatico Cisti epatica Tossicità da farmaci.

Il veterinario chiederà al proprietario del cane informazioni dettagliate circa la storia clinica dell’animale, l’esordio e la natura dei sintomi e i possibili incidenti che potrebbero aver portato all’insorgere di questa condizione.

Il veterinario eseguirà un esame fisico accurato (per valutare tutti i sistemi corporei), un profilo ematico completo (inclusivo di profilo biochimico ed esame emocromocitometrico completo) e un esame delle urine. Gli esiti degli esami di laboratorio di routine sono altamente variabili a seconda della causa sottostante che ha provocato l’ingrossamento del fegato.

PATOGENESI.

La patogenesi della FM resta senza dubbio l’argomento più controverso e sul quale sono state spese più parole, paradossalmente non perché ci siano pochi dati a disposizione, ma piuttosto perché ce ne sono troppi. Infatti, da quando sono stati introdotti i criteri diagnostici ACR, si sono moltiplicati gli studi su gruppi omogenei di pazienti con lo scopo di determinare i meccanismi eziopatogenetici alla base della FM. Sono così emersi numerosi dati di tipo anatomopatologico, neurochimico, endocrinologico a volte addirittura contrastanti tra loro e comunque non definitivi, nel senso che nessun rilievo è stato in grado di offrire una ipotesi eziopatogenetica completa ed esauriente della FM. L’unica possibilità per fare chiarezza è individuare quelli che possiamo definire i “ Fatti ” della FM, e sulla base di questi cercare di delineare un possibile percorso eziopatogenetico.

I “Fatti” della FM:

1- La FM non è una malattia ad origine “periferica”, in quanto non sono mai state dimostrate alterazioni muscolari o tendinee significative. 2- Nella quasi totalità dei casi all’esordio della FM può essere individuato un evento scatenante: trauma fisico o psichico, malattia febbrile spesso ad eziologia virale (in particolare da EBV), altro evento stressante (es. intervento chirurgico). Anche quando tale evento apparentemente non si è verificato, un’attenta indagine riesce a documentare un trauma psichico più o meno recente che si può dimostrare correlato all’insorgenza della FM. 3- Esiste certamente una familiarità per FM, anche se non sono noti i precisi meccanismi di trasmissione; alcuni lavori hanno documentato la maggiore prevalenza di alcuni alleli del sistema HLA. 4- La FM non è una malattia psicosomatica: numerosi lavori hanno dimostrato che i tratti psicopatologici dei pazienti fibromialgici sono del tutto sovrapponibili a quelli di pazienti con altre patologie caratterizzate da dolore cronico (es. artrite reumatoide) e sono quindi da considerare reattivi alla malattia di base. 5- Una delle caratteristiche della FM è l’iperattività simpatica che si traduce in particolare in alterazioni della microcircolazione periferica e centrale: alterata distribuzione dei capillari a livelllo del tessuto muscolare con ipervascolarizzazione dei tender points, fenomeno di Raynaud, alterazioni del flusso cerebrale con diminuzione del flusso in particolari aree cerebrali (nucleo caudato e talamo) responsabili della trasmissione e della modulazione del dolore. Ciò rende ragione della caratteristica fondamentale della FM e cioè della iperalgesia, in quanto il malfunzionamento di queste aree cerebrali porta ad una errata interpretazione degli stimoli dolorosi. 6- Nella FM sono state dimostrate e più volte confermate alterazioni di numerosi neurotrasmettitori, a riprova della origine “centrale” della FM: ridotta concentrazione di serotonina e 5-idrossi-triptofano nel liquor e nel plasma, ridotta produzione di melatonina, aumento di oltre 3 volte delle concentrazioni di sostanza P nel liquor. Tutti questi neurotrasmettitori sono coinvolti nella modulazione del dolore e nella regolazione del sonno. 7- Tutti i farmaci che hanno dimostrato di essere efficaci nella FM agiscono a livello del sistema nervoso centrale.

Basandosi su questi “fatti” si può quindi immaginare che in un soggetto predisposto (che verosimilmente ha ereditato un sistema neurovegetativo sbilanciato verso una iperattività simpatica forse per un deficit metabolico del sistema serotoninergico) agisca un fattore scatenante (trauma, infezione, forse anche alcuni farmaci) in grado di slatentizzare la FM. Tutti i fattori scatenanti descritti hanno in comune probabilmente la capacità di agire a livello midollare o cerebrale: per esempio è stato dimostrato che un trauma cervicale (colpo di frusta) è in grado di scatenare la FM molto più frequentemente di un trauma lombare. Si realizza quindi una redistribuzione del flusso cerebrale con ischemia relativa di alcune aree deputate al controllo delle vie del dolore con progressivo peggioramento nel tempo della sintomatologia. È probabile che alcune delle alterazioni dei neurotrasmettitori documentate siano l’effetto di questi meccanismi piuttosto che la causa. Le manifestazioni muscolari della malattia (rigidità, dolore, tender points) derivano verosimilmente da una sregolazione delle vie simpatiche midollari, secondaria alle alterazioni centrali, che controllano la vascolarizzazione e la contrazione muscolare. Tali meccanismi vengono poi potenziati e mantenuti da numerosi eventi collaterali, tutti orientati verso un mantenimento dello squilibrio neurovegetativo, che complicano lo scenario patogenetico (variazioni climatiche, alterazioni ormonali, ecc.); probabilmente in alcuni pazienti resta comunque fondamentale il meccanismo serotoninergico, mentre in altri, nel tempo, possono prevalere altri meccanismi. Importante è comunque sottolineare come queste alterazioni siano potenzialmente correggibili e reversibili. Lo dimostra il fatto che in corso di infezione da EBV sono state descritte delle classiche FM completamente regredite con la guarigione della malattia virale e che la terapia di rilassamento, verosimilmente in grado di modificare la distribuzione del flusso cerebrale, può portare a completa regressione della FM. Proprio la risposta alla terapia di rilassamento ed ai farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina(SSRI) fa ritenere che il deficit predominante nella FM sia quello delle vie serotoninergiche in grado di modulare le attività neurovegetative e che tale deficit sia correlato alla redistribuzione del flusso cerebrale.

Figura 3.

DIAGNOSI E TERAPIA.

La diagnosi di FM è a tutt’oggi basata sui criteri dell’American College of Rheumatology (ACR) del 1990 (Wolfe F. et al.: “The American College of Rheumatology 1990 criteria for the classification of fibromyalgia”. Arthritis Rheum, 1990; 2: 160-172) che prevedono la presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso (cioè che interessa entrambi i lati del corpo sia nella parte superiore che inferiore e che coinvolge tutta la colonna vertebrale) da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points illustrati nella Figura 2. L’utilizzo di tali criteri ha costituito un importantissimo passo in avanti nella comprensione della FM consentendo di standardizzare la diagnosi e di potere confrontare i lavori scientifici, in particolare quelli di tipo epidemiologico, non essendovi alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticare la fibromialgia. I test di laboratorio e gli esami strumentali possono essere utili per escludere la presenza di altre patologie, come ad esempio l’ipotiroidismo, che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia. Una attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato possono escludere altre condizioni cliniche di dolore cronico e di astenia. Poiché i sintomi di fibromialgia sono così generici e spesso sono simili a quelli di altre malattie, molti pazienti vanno incontro a complicate e a volte ripetitive valutazioni prima che venga diagnosticata tale patologia ( Figura 4 ).

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Alimentazione e artrosi.

Come prevenire l’artrosi attraverso la dieta.

Además pueden pinzar áreas próximasen las que se encuentran nervios, músculos, ligamentos aumentando así el dolor durante el movimiento.

Es importante observar que todas las personas a medida que envejecen pueden desarrollar, en mayor o menor grado, artrosis.

Un dato curioso sobre esta enfermedad es que ésta se presenta no sólo en el ser humano, sino en todos los vertebrados (por el simple hecho de tener huesos y articulaciones) con excepción de los perezosos y los murciélagos, ya que duermen con la cabeza hacia abajo. Esta acción parece que produce una descompresión de sus articulaciones, por la inversión de la dirección de la fuerza de la gravedad, que protege el desgaste del cartílago.

Remedios populares.

Remedio para la artrosis #1: Hervir 1 taza de agua en un cazo. Retirar del fuego y añadir 1 cucharada de ulmaria y 1 cucharadita de sauce. Cubrir el cazo y dejar reposar durante 5 minutos. Filtrar la infusión. Tomar 1 taza caliente por la mañana y otra por la noche.

Remedio para la artrosis #2: Hervir 1 taza de agua en un cazo. Retirar del fuego y colocar 1 taza de arcilla en polvo en un recipiente, verter el agua poco a poco y remover hasta obtener una pasta espesa. Aplicar la arcilla directamente sobre la zona dolorida y dejar actuar hasta que se haya enfriado por completo. Este remedio es muy eficaz para aliviar el dolor producido por la artrosis.

Remedio para la artrosis #3: Poner sobre el área dolorida una hoja de col previamente calentada con una plancha. Aplicar este remedio al sentir dolor intenso.

Remedio para la artrosis #4: Sumergir el área afectada (codos, muñecas o dedos) en un recipiente que contenga agua caliente a 36 grados y conservar allí por 10 minutos. Luego, sumergir dicha zona nuevamente, pero en agua fría por 5 segundos). Repetir el ciclo un total de 3 veces.

Remedio para la artrosis #5: Tomar una infusión de cola de caballo. Para ello tomar un manojo de la planta llamada cola de caballo y colocarla en un recipiente que contenga 1 taza de agua que se encuentre caliente (preferiblemente hirviendo). Tomar a diario una taza.

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Malattie epatiche croniche L’insufficienza epatica cronica determina molti squilibri metabolici dannosi per l’osso, tra cui una ridotta attivazione della vitamina D (evidenziata da bassi livelli di 25-idrossi-vitamina D nel sangue).

Malattie ostruttive respiratorie croniche (bronchite cronica, enfisema polmonare) Queste malattie, per motivi complessi che non si possono spiegare in poche righe, determinano alterazioni del metabolismo fosfo-calcico, con possibili ripercussioni sull’osso. Inoltre, spesso richiedono l’uso di corticosteroidi (vedi sotto).

________________ (*) Tutti i numeri arretrati di Notizie LIOS sono disponibili in PDF alla pagina "Pubblicazioni".

LA SALUTE DEI RENI / I CALCOLI RENALI.

I reni sono dei grandi regolatori chimici dell'organismo umano e conservano in esatta proporzione l'acqua del sangue e mantengono in giusto equilibrio le sostanze minerali: un lieve eccesso di potassio ad esempio potrebbe arrestare il cuore; regolano l'equilibrio tra alcali e acidi; disperdono l'urea che se in eccesso provocherebbe grave danno alla salute.

Nel periodo delle 24 ore i reni depurano dalle scorie circa una tonnellata e mezzo di sangue, ovvero lo filtrano per 300 volte.

Ognuno di essi posti ai lati della spina dorsale, contiene un milione di elementi funzionali: i nefroni.

Le goccioline espulse si raccolgono in un serbatoio comune, collegato alla vescica mediante l' uretere. Una contrazione dei muscoli, che avviene con una frequenza da 10 a 30 secondi e che si propaga come un'onda, spinge il liquido nella vescica.

Varie cause possono causare l'infiammazione di questo organo sensibile: veleni, ferite, tossine emesse da batteri in altri punti dell'organismo.

Oppure possono riassorbire troppa acqua e trattenere sali minerali in eccesso, provocando gonfiori alle braccia, gambe, palpebre.

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Non spaventatevi per le quantità e soprattutto non preoccupatevi per il vostro stomaco!

Ricordatevi sempre che, contrariamente a quanto in genere si è soliti pensare, il limone è un naturale antiacido gastrico. Il suo gusto è dato da acidi organici che non restano allo stato acido nelle cellule. Anzi, l’uso favorisce la produzione di Carbonato di potassa (o Carbonato di potassio), utile nella cura delle gastriti.

Dieta artrosi.

Un’alimentazione sana ed equilibrata è alla base del corretto funzionamento delle articolazioni.

Integra le giuste sostanze.

Trauma? Dolore? Cartilagine danneggiata? Con l’azione degli integratori puoi raggiungere il benessere articolare.

Gli amici di cui ci si può fidare.

Molte sostanze contribuiscono al corretto funzionamento delle articolazioni, in particolare due: glucosamina e condroitin solfato.

Le informazioni presenti in questa sezione sono destinate esclusivamente ad operatori professionali sanitari.

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Scritto da: Antonella zinni Data: 29 Gennaio 2014 alle 10:42.

X Gabriele, su una cosa siamo d'accordo, il saccarosio della frutta, ik mangio quintali di frutta. Soprattutto frutta centrifugata. Io mi riferivo ai danni dello zucchero chimico. Quanto all'informazione sono più che informata. Pensa che ho risolto tante patologie mie e delle persone care che mi seguono. Dalle allergie all'ipotirodismo alle cefalee ecc. La mi è una grande passione, e soprattutto una missione, tutto ciò che faccio è no profit. Il mio scopo divulgare. Perché non è possibile che per ogni piccolo problema si ricorra ai farmaci che altro non fanno che avvelenare ancora di più il sistema immunitario.

Scritto da: Antonio Data: 29 Gennaio 2014 alle 22:33.

Per Antonella Zinni. Concordo in pieno con te! Lo zucchero é molto dannoso da evitare il più possibile lo stesso vale per: dolcificanti,miele marmellate,merendine,dolci,liquori,bevande con zucchero e succhi di frutta.. Pensiamo sempre ad un motore e immaginiamo cosa succederebbe se lo riempissimo di miele. Ogni ingranaggio diventerebbe appiccicoso al punto da mettere in crisi il motore. Questo è esattamente quello che fa lo zucchero all'interno dell'organismo. il processo viene chiamato glicazione.

Scritto da: gabriele Data: 30 Gennaio 2014 alle 14:15.

Ereditarietà: esistono alcune malattie legate al malfunzionamento di muscoli ed ossa che sono annoverate tra le alcune malattie ereditarie, una di queste è proprio l’artrosi. Secondo studi recenti, l’artrosi delle dita è spesso legata ad una trasmissione familiare; Età: l’invecchiamento del corpo e di conseguenza della cartilagine comporta la perdita di elasticità e resistenza alle sollecitazioni per questo, le persone anziane tendono a soffrire maggiormente di artrosi rispetto a quelle più giovani; Fattori meccanici: eccessive sollecitazioni possono indebolire le articolazioni rendendole così più facilmente attaccabili da patologie come quella in questione. Particolarmente diffusa è l’artrosi del ginocchio, piuttosto frequente nella popolazione femminile, a causa di eccessivo uso, di microtraumi ripetuti e di lussazioni. Non a caso gli sportivi professionisti sono tra le categorie più a rischio. Chi lavora, ad esempio, con i martelli pneumatici tende a riscontrare l’artrosi delle spalle, dei gomiti e delle mani, l’artrosi dell’anca è molto diffusa tra le danzatrici professionali, quella del ginocchio nei minatori e quella lombare negli autisti di autocarri o di autobus. Per quanto riguarda i traumi, un colpo violento con relativa frattura può generare un’artrosi per via indiretta. Obesità e malattie del sistema endocrino: l’obesità è senza alcun dubbio il principale fattore di rischio per lo sviluppo del’artrosi del ginocchio, sia negli uomini che nelle donne, spesso associato a quella all’anca. Pare che anche alcune alterazioni del sistema endocrino, come il diabete mellito e la gotta, indipendentemente dall’obesità, sono state considerate possibili fattori di rischio. Infiammazione: spesso questo tipo di problemi possono degenerare in artrosi, in particolar modo le forme di artrosi che derivano dalle artriti, soprattutto all’artrite reumatoide.

La diagnosi dell’Artrosi.

La diagnosi dell’artrosi si effettua con un esame clinico da parte del chirurgo della mano, che richiederà obbligatoriamente una radiografia e spesso anche un’ analisi del sangue. La radiografia è davvero importante, sia perché fotografa lo stato delle cose e quindi il grado di artrosi presente, sia perché permette di dare una immagine del punto di partenza delle cure, e quando viene ripetuta a distanza di 1-2 anni può mettere in evidenza la velocità della progressione della malattia. Solitamente si consiglia di eseguire una radiografia ogni 12 mesi.

Come si cura l’artrosi alla mano?

Una cosa importantissima da sapere è che l’artrosi si cura!

Di qualunque grado, di qualsiasi gravità, questa malattia è curabile. Quando si tratta di una forma iniziale si ricorre ad un programma specifico di fisioterapia, un tutore in materiale termoplastico da indossare qualche ora al giorno e a una dieta specifica contro l’artrosi. Nelle forme più avanzate si può intervenire con un’infiltrazione radioguidata, cioè effettuata controllando su un monitor radiologico l’esatto posizionamento della sonda, o con l’ utilizzo delle cellule staminali, prelevate dallo stesso paziente attraverso una procedura mini invasiva. La terapia con applicazione cutanea di un gel veicolato con un laser può essere molto efficace, apportando risultati positivi e molto duraturi nel tempo. Nelle forme più gravi si ricorre alla chirurgia, sempre ambulatoriale e in anestesia locale, con risultati ottimi e scomparsa permanente della malattia che non si ripresenterà più nel corso della vita.

Come prevenire l’artrosi?

La prevenzione dell’artrosi si effettua controllando i fattori di rischio. Per questa ragione è fondamentale evitare il sovrappeso, mantenere la stessa posizione molto a lungo ed evitare i carichi eccessivi e ripetuti. Alcuni credono che l’attività fisica possa compromettere le ossa rendendole più fragili e quindi più inclini alla patologia. Non è così. L’insorgere dell’artrosi negli sportivi è spesso conseguenza di traumi. Fare esercizio fisico moderato, controllato e costante non può altro che bene. Inoltre, va ricordato, che anche in caso di artrosi diagnosticati, i medici raccomandano l’attività fisica mirata perché allevia il dolore e migliora la mobilità dell’articolazione.

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Scritto da: Maurizio Data: 28 Gennaio 2014 alle 00:05.

Grazie Antonella. Ora che so che l'hai provata, approfondirò l'argomento. Ne approfitto x chiederti se sai qualcosa sulle gocce x alcalinizzare l'acqua?

Scritto da: gabriele Data: 28 Gennaio 2014 alle 23:53.

Per Antonella. Avevo scritto un messaggio, ma non l'hanno pubblicato. Perciò partendo da zucchero=saccarosio3 ti consiglio di cercare: Saccarosio contenuto nella frutta Indice glicemico Picco glicemico, insulina e glucagone. Se cerchi bene, capirai cosa fa veramente ingrassare, che lo "zucchero" non è letale come l'hai descritto tu e tante altre cose interessanti che ti toglieranno un po' di confusione nella testa.

Scritto da: Antonella zinni Data: 29 Gennaio 2014 alle 10:35.

X Maurizio. Conosco benissimo, le goccie alcalinizzanti x l'acqua. Te le sconsiglio vivamente, inquanto sono dei sali inorganici che il nostro organismo nn riesce a metabolizzare quindi vengono convogliati nella circolazione linfatica e sanguigna creando grossi danni all'organismo. artrosi, placche arteriose, calcoli, cataratta ecc. Se proprio vuoi alcalinizzare la tua acqua in modo naturale, aggiungi mezzo limone in un litro di acqua naturale, il limone è il frutto più alcalino che esiste in natura. Ti consiglio acqua lauretana o s. Anna. Sono le acque con il residuo fisso più basso. E ricorda che la dieta è al primo posto, se non elimini i cibi acidificanti è tutto inutile.ti invito a leggere i blog di valdo vaccaro.