artrosi degenerativa della colonna vertebrale anatomia

Categoria: Diete Dimagranti.

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E adesso che abbiamo visto quali cibi portare a tavola e quali escludere, parliamo di integratori per l’artrosi.

Gli integratori alimentari contro l’artrosi.

Assieme a una dieta personalizzata, lo specialista può consigliare l’assunzione di integratori alimentari per l’artrosi con ingredienti naturali dall’azione antinfiammatoria e antiossidante, dunque efficaci per la protezione delle articolazioni. Quali sono questi ingredienti? Qui di seguito te ne menziono cinque: 1. Boswellia: è una pianta di origine africana, nella cui resina si trova un principio attivo dalla spiccata attività antinfiammatoria e con effetto protettivo sulle cartilagini. 2. Zenzero: la sua gingerina è un potente agente antinfiammatorio. 3. Curcuma: la curcumina, il suo principio attivo, contrasta la proliferazione dei radicali liberi che provocano l’invecchiamento cellulare e, soprattutto, previene l’infiammazione. 4. Melograno: ricchissimo di polifenoli (parliamo quindi di una pianta con azione antiossidante e antinvecchiamento) e di vitamina C. 5. Aloe vera: anche questa pianta protegge i tessuti dallo stress ossidativo, e quindi dalla degenerazione.

Come vedi, attraverso l’alimentazione si può fare tanto per contrastare l’artrosi e i suoi sintomi. Mi raccomando, però: chiedi sempre consiglio al tuo medico. E se vuoi approfondire l’argomento, puoi leggere altri articoli che ho scritto su questa patologia:

Artrosi della mano: le cause, la sintomatologia e i possibili rimedi.

dolore basso schiena e gambesons

Se l’artrosi non risponde ai trattamenti conservativi e il paziente sente dolore anche di notte, potrebbe essere necessaria la chirurgia.

protesi totale ginocchio.

mini protesi ginocchio.

Ci sono diverse opzioni chirurgiche:

L’ artroscopia è un operazione chirurgica che utilizza una tecnologia in fibra ottica per consentire al chirurgo di vedere all’interno dell’articolazione, rimuovere i detriti (corpi estranei) o riparare la cartilagine degradata. L’ osteotomia è una procedura che serve per migliorare l’allineamento del ginocchio modificando la forma delle ossa. Questo tipo di chirurgia può essere consigliata se l’usura dell’articolazione è localizzata principalmente in un lato del ginocchio, di solito a causa del varismo o valgismo del ginocchio. Può essere un intervento raccomandato dopo una frattura del ginocchio se le ossa non sono rimaste ben allineate. Un’osteotomia non è permanente, un ulteriore intervento chirurgico può essere necessario in seguito.

L’ intervento chirurgico di sostituzione dell’articolazione o artroplastica è una procedura chirurgica in cui le articolazioni sono sostituite con protesi di ginocchio artificiali realizzate con metallo e plastica. La sostituzione può interessare un lato del ginocchio o tutta l’articolazione. Di solito l’intervento chirurgico di protesizzazione è riservato a persone sopra i 50 anni con grave artrosi. È possibile dover ripetere l’intervento chirurgico in futuro se avviene un infezione, se si stacca dalla sua sede o se l’articolazione si usura ulteriormente dopo diversi anni. Oggi, con le attuali tecniche chirurgiche, la maggior parte delle nuove articolazioni resiste più di 20 anni. L’intervento chirurgico ha dei rischi, ma generalmente i risultati sono molto buoni.

L’innesto di cartilagine è possibile solo per pochi pazienti. Le condizioni sono che il paziente sia giovane, che abbia solo un distacco parziale di cartilagine, che il danno sia provocato da un trauma e che non ci siano i segni dell’artrosi.

Artrosi alle mani.

la malattia interessa in genere le articolazioni o le strutture anatomiche ad esse collegate: ossa, muscoli, tendini e guaine tendinee (tenosinoviali), legamen­ti, inserzioni tendinee o legamentose (entesi), borse e fasce; il sintomo più evidente della malattia è rappresen­tato dal dolore a carico di queste strutture; quasi sempre sono identificabili fenomeni connessi con un processo di natura infiammatoria più o meno rilevante; all'origine della malattia è frequentemente ricono­scibile una perturbazione della reattività, che può essere in rapporto con le risposte immunitarie o con reazioni tissutali o più semplicemen­te con una ipersensibilità al dolore del soggetto "reumatico".

Le malattie che interessano direttamente o indiret­tamente le articolazioni sono numerose; si dice comunemente che esistono più di cento malattie reumatiche diverse, naturalmente molto differenti per frequenza e gravità. Mol­te malattie reumatiche hanno rilevante importanza medico-sociale per la loro vasta diffusione e per il loro potenziale di disabilità, basti citare la cardiopatia reumatica, l'artrite reumatoide, le gravi artrosi e l'osteoporosi.

Nell'ambito delle malattie reumatiche si possono riconoscere diversi gruppi di affezioni, che passeremo rapidamente in rassegna per dare una idea della varietà e della complessità di questa materia.

Alcune malattie reumatiche dimostrano uno stretto rapporto con i processi infettivi. Nelle artriti infettive le lesioni sono causate direttamente dal germe che ha invaso l'articolazione, nelle malattie post-infettive (come nella febbre reumatica o reumatismo articolare acuto) il microrganismo è responsabile dell'insorgenza della malattia, ma le lesioni dipendono dall'anomala risposta immunitaria dell'ospite.

I reumatismi cronici primari costitiscono il nucleo centrale della Reumatologia in quanto queste malattie e per frequenza e per potenziale invalidante rappresentano la patologia che maggiormente impegna lo specialista reumatologo dal punto di vista clinico. I reumatismi infiammatori cronici inoltre costituiscono anche dal punto di vista scientifico una sfida tutt’ora aperta, in quanto non ne sono note le cause: appunto per questo motivo continuano ad essere chiamati primari. In conseguenza di questa ignoranza non è possibile in alcun modo effettuarne la prevenzione, cosa che è possibile con le malattie post-infettive, come è accaduto per la febbre reumatica, la cui più grave complicanza, vale a dire la cardiopatia reumatica, è oggigiorno pressocché scomparsa da noi.. I reumatismi cronici primari sono dunque delle malattie infiammatorie che colpiscono le articolazioni e le strutture periarticolari con andamento spontaneamente cronico e progressivo, spesso deformante e anchilosante.

Nell’ambito dei reumatismi cronici primari sono distinguibili due raggruppamenti: il “raggruppamento reumatoide” e il “raggruppamento spondiloartritico”. Le forme reumatoidi colpiscono elettivamente le articolazioni degli arti, le forme spondiloartritiche interessano in genere la colonna vertebrale. Sebbene si tratti di malattie reumatiche con predominante interessamento articolare e periarticolare, non mancano in esse frequenti manifestazioni sia di carattere generale (febbre, anemia, calo ponderale, affaticabilità) sia a carico di altri organi o apparati (cute, mucose, occhio, organi interni).

Con il termine di "connettiviti sistemiche" si intende un gruppo di malattie, già chiamate "malattie diffuse del collageno" o "collagenosi". Il concetto di malattie diffuse del collageno prende le mosse da osservazioni effettuate negli anni '30, quando si era riusciti a provocare una artrite sperimentale iniettando siero di cavallo nei conigli, dimostrando nelle lesioni la presenza di una peculiare sostanza chiamata "fibrinoide", che si poteva riscontrare facilmente nei tessuti di pazienti affetti da particolari malattie. Negli anni '50 si riuscì a dimostrare che la sostanza fibrinoide presente nelle lesioni delle malattie sistemiche del tessuto connettivo conteneva una o più plasmaproteine con le proprietà degli anticorpi. Le cinque malattie classicamente considerate “malattie diffuse del collageno” sono l'artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la polimiosite/dermatomiosite, la sclerodermia o sclerosi sistemica e la poliarterite nodosa.

Le connettiviti sistemiche sono tipicamente malattie dovute al concatenarsi di diverse cause. Tra i fattori responsabili svolgono un ruolo di volta in volta più o meno importante fattori genetici, fattori ambientali tra i quali molto probabilmente fattori infettivi, fattori endocrini (in particolare gli ormoni sessuali), fattori genericamente definibili "stressanti" sia in senso fisico che psicologico. La malattia insorge per alterazioni del sistema immunitario, che da sistema difensivo nei confronti degli agenti estranei si trasforma in sistema offensivo, attaccando le cellule ed i tessuti dell'organismo stesso mediante auto-anticorpi o particolari cloni di cellule aggressive.

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Sorazon: addio artrite e artrosi.

Quanti di voi soffrono di artrite e artrosi? In tanti perchè queste malattie colpiscono un’alta percentuale di individui soprattutto in età adulta.

L’artrite è ancora più fastidiosa da curare, e come l’artrosi i risultati sono visibili ma non risolutivi.

La speranza (dopo quella per i tumori grazie a Cell factory ) nel campo delle articolaizoni si chiama Sorazon, il macchinario contro artrite e artrosi. Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è Sorazon.

Più che un macchinario per la salute, sembra più il nome di un ballo spagnolo. In realtà invece stiamo parlando di una nuova ed innovativa speranza per la cura di artrite ed artrosi.

Sorazon è un macchinario che consente un’ ozonoterapia profonda, non invasiva ( come GlucoTrack TF-F), senza aghi e senza siringhe.

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Se deben vigilar los niveles de ácido úrico. Esto es muy importante, si el ácido úrico está elevado, la persona tendrá una mayor predisposición a las crisis.

Si está afectada a la columna vertebral, se deberá dormir en un somier rígido y almohada baja. La columna debe estar lo más recta posible.

Se debe evacuar diariamente para favorecer la eliminación de desechos orgánicos que intoxican nuestro organismo. Si la persona tiene un problema de estreñimiento deberá tomar laxantes suaves naturales y llevar la dieta adecuada al problema.

La alimentación adecuada al problema que nos ocupa es totalmente imprescindible. Si la persona aquejada de este problema sigue las recomendaciones está claro que mejorará o como mínimo se estabilizará. De lo contrario su situación tenderá a empeorar cada día más.

Los tratamientos con hipertermia dan excelentes resultados.

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Elenco delle principali patologie ed eventuale approccio terapeutico:

Artrosi cervicale e Uncoartrosi: è una particolare affezione di tipo degenerativo in cui le articolazioni sono erose dall’uso e dagli anni, per cui le superfici di “Contatto tra le vertebre” sono consumate, e ogni movimento risulta doloroso e difficoltoso. Generalmente è una patologia legata all’età, ma non è raro trovare anche persone giovani soffrire di questa patologia. La causa va cercata in un difetto di postura, legata al lavoro sedentario,a traumi pregressi, o patologie mal curate negli anni (vecchia scoliosi, mai compensata).Spesso nell’esame rx sono presenti dei reperti chiamati osteofiti, che altro non sono che delle apposizione di calcio sulla cartilagine che creano dei veri becchi, chiamati appunto Becchi Osteofitari. La terapia prevede una prima fase di terapie volte alla diminuzione del dolore, per poi passare alla fase di cura vera e propria.

Inversione della curva fisiologica Cervicale: La colonna Vertebrale presenta delle curve fisiologiche (Normali), il cui scopo è quello di funzionare come una molla, e ammortizzare i traumatismi verticali. A causa di problematiche posturali, incidenti, colpi di frusta, ecc ecc, può verificarsi che la contrattura muscolare determini un raddrizzamento della curva lordotica cervicale, con conseguenza di malfunzionamento dell’intera colonna vertebrale. I sintomi più frequenti sono certamente, il dolore e la rigidità cervicale. Frequenti sono i sintomi a carico dell’equilibrio con continui giramenti della testa, sensazione di svenimento, nausea, sensazione di ansia (a volte la sensazione di ansia e peso allo stomaco, è legato alla nausea, non facilmente percepibile dal paziente). Tanto veloce è l’intervento riabilitativo e tanto maggiore è la probabilità di cura e successo. Talvolta si scopre che a provocare questa condizione è magari un trauma risalente a svariati anni prima, che non è stato curato tempestivamente, e il corpo umano ha “Compensato” il problema andando a modificare l’assetto delle altre curve fisiologiche.

Riduzione dello spazio intersomatico: Come già accennato nella breve analisi sopra descritta, è presente un disco intervertebrale tra ogni vertebra della colonna. Tale spazio, in una colonna sana è più o meno uguale per ogni segmento preso in esame. In una colonna con dei problemi, capita di vedere uno spazio diminuito (nelle lastre i tessuti molli non si vedono), e presumibilmente in quel tratto, ci sarà un problema, di natura discale. Di solito si richiede l’affiancamento dell’esame rx con una risonanza per studiare meglio il comportamento del disco ed eventualmente i suoi rapporti con le strutture adiacenti come il midollo o le radici nervose, che possono essere compresse e dare vita a sintomatologia neurologica quale cervicobrachialgia.

Ernie e protrusioni Cervicale: Proseguimento dell’analisi sopra descritta andando a capire bene l’anatomia del disco. Tale struttura ha una circolare e schiacciata, presenta una struttura che la delimita, chiamata anello fibroso, che contiene un gel chiamato nucleo polposo. Tale anello subisce negli anni un processo degenerativo divenendo sempre più rigido, e poco elastico, tanto che anche autonomaente può fissurarsi e permettere una estroflessione. Si parla quindi di protrusione discale. Se l’anello si rompe del tutto, il gel del nucleo polposo tende ad uscire e invadere gli spazi circostanti, creando problematiche compressive a carico delle strutture neurologiche quali le radici sensitive e motorie, determinando una sintomatologia sensitiva, a carico del plesso brachiale se parliamo di tratto cervicale. La differenza tra le due problematiche sta quindi nel grado di lesione alla struttura discale: meno grave la protrusione rispetto all’ernia. Va comunque detto che molte persone hanno delle protrusioni o ernie senza saperlo affatto, e talvolta escono tali diagnosi in sede di esami, strumentali, in maniera fortuita. Va affrontata una cura che mitighi il danno arrecato al disco. Va considerato che tali condizioni non sono facilmente risolvibili in maniera definitiva, ma comuqnue si riesce nella maggior parte dei casi a imparare a convivere in maniera accettabile con la patologia. Importante risulta trattare il problema, in maniera corretta, con trattamenti posturali volti a riequilibrare il segmento, limitare i sovraccarichi, e tentare di recuperare uno spazio accettabile tra ogni vertebra così da avere un rapporto meno pressante tra disco e radice nervosa tanto invalidante quanto più la pressione è importante.

Terapia Farmacologica per curare la cervicale:

Generalmente il medico prescrive un ciclo di antinfiammatori per un periodo ben preciso, compreso in 1-2 settimane, al termine del quale generalmente integra il trattamento con una prescrizione fisioterapica. Nei casi di particolare sintomatologia dolorosa, è possibile che si prescriva un ciclo di iniezioni di cortisone o antinfiammatorio, per affrontare meglio l’infiammazione. Tale intervento farmacologico è bene ricordare che è volto ad abbassare la soglia di dolore e di certo non mira alla risoluzione completa del problema, ma permette al fisioterapista di lavorare meglio, e affrontare in maniera più incisiva il problema.

Fisioterapia e cura della cervicale:

Ministero della Salute.

Artrosi.

In collaborazione con:

Supervisione scientifica: Prof. Sandro Giannini.

Referente scientifico: Dott. Alberto Ruffilli.

L'artrosi è una delle principali cause di dolore cronico e di disabilità, colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

L’artrosi è un’alterazione degenerativa di un'articolazione nel suo complesso, caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine articolare e dell’osso sottostante, che provoca un grado variabile di limitazione funzionale e ha un impatto negativo sulla qualità di vita.

La cartilagine è un tessuto lucido e levigato che permettere lo scorrimento tra i due capi articolari.

Quando la cartilagine viene usurata, fino a scomparire, le ossa nel movimento articolare fanno frizione una sull’altra e vengono danneggiate. Questo provoca dolore, tumefazioni e rimodellamento delle ossa stesse e dei legamenti articolari.

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Il primo consiglio è di rientrare nel peso forma, gradualmente e sotto il controllo del medico. Prestate attenzione al vostro metabolismo e a eventuali disturbi associati: diabete, presenza di acido urico nel sangue, menopausa. il terzo consiglio è l’attenzione che dovete riservare ai cibi. Zuccheri, grassi e prodotti caseari vanno evitati a favore di frutta e verdura e prodotti non raffinati.

Questo non significa che una volta ogni tanto la “bistecca” non potete mangiarla! Diete che vietano tassativamente alcuni prodotti tendono a infierire sullo stato di salute e a generare paure e timori. Piuttosto è bene fare attenzione e concedervi qualche spazio di libertà in cucina occasionalmente. Alcune ricerche hanno confermato l’importanza della vitamina C ed E per il loro effetto antinfiammatorio ed antiossidante, invece la vitamina K ha un ruolo nei processi riparativi e cicatrizzanti.

Esempi di cibi sconsigliati per l’artrosi:

Carni (specialmente se rosse o selvaggina), zuccheri, prodotti raffinati, pomodori, patate, melanzane e peperoni (contengono sostanze pro-infiammatorie).

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La dieta da seguire in caso di gotta deve essere a base di alimenti poveri in purine. Ecco i consigli di Blogo.