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Verdura y/o ensalada 150/200 g. de pescado ó 100/150 g. de carne ó un huevo grande. 20/40 g. de pan (se puede sustituir por una patata ó por un puñado de arroz, de pasta ó legumbres). Si no se hace ejercicio se aconseja reducir la cantidad de estos alimentos. Una fruta.

Una vez por semana legumbres como plato único y cocinado con verduras y una ensalada.

MERIENDA.

20/40 g. de pan con unos 30 g. de jamón o atún al natural o caña de lomo Ó Un yogur natural y 5 frutos secos.

No se deben usar al día más de 5 cucharadas soperas de aceite de oliva virgen (30 cc) para cocinar o aliñar los alimentos.

134 comentarios.

Hola Paloma. Somos de Almonte. Un saludo de 2 fans tuyos y de la báscula. Te admiramos mucho.

Queriamos hacerte una pregunta. ¿esta dieta que pones si la sigo así tal y como has escrito y haciendo ejercicio sirve para también perder peso ademas de comer equilibrado y saludable o tendría que reducir las cantidades que has descrito?

Jamás debe ponerse el paciente de rodillas ni mantenerlo a pie firme. Pensemos que todo nuestro peso recae sobre nuestras piernas.

Utilizar zapatos cómodos con suela acolchada para facilitar el movimiento. Estos nunca deben ser de tacón fino, sino más bien de tacón ancho y no demasiado alto.

Se deben vigilar los niveles de ácido úrico. Esto es muy importante, si el ácido úrico está elevado, la persona tendrá una mayor predisposición a las crisis.

Si está afectada a la columna vertebral, se deberá dormir en un somier rígido y almohada baja. La columna debe estar lo más recta posible.

Se debe evacuar diariamente para favorecer la eliminación de desechos orgánicos que intoxican nuestro organismo. Si la persona tiene un problema de estreñimiento deberá tomar laxantes suaves naturales y llevar la dieta adecuada al problema.

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Margherita di Genova - 19/08/2013.

Ho molto apprezzato l'articolo sull'artrosi al ginocchio. Ho effettuato la radiografia, consulterò il mio ortppedico per terapia e suggerimenti adeguati. Grazie.

Mariano Bubbico - 04/12/2013.

Sono appena stata sottoposta ad artroscopia al ginocchio dx, mi è stato diagnosticato una condropatia di 2 3 grado femore rotulea. Ho forti dolori ed è molto gonfio. Mi hanno consigliato infiltrazioni di acido ialuronico. Intanto faccio impacchi di argilla verde sperando in un miglioramento. Saluti.

Monica di Pordenone - 10/12/2013.

Utile-proverò a praticare i suggerimenti.

Anche io ho l'artrosi al ginocchio destro e sinistro, prendo alla sera una pastiglia di dicloreum da 150 mg e mi aiuta per tutta la giornata.. provate!

Ma il Dicloreum, e' un farmaco che a lungo andare causa effetti collaterali gravissimi, consigliati con un medico, non si puo' prendere per troppo tempo. sarebbe meglio non assumerlo, informati.

Nuestros remedios para la artrosis de rodilla pretenden ayudarte a estar informado, pero nunca deben sustituir una consulta médica. Es fundamental que consultes a tu médico sobre este o cualquier otro tratamiento natural, así como posibles contraindicaciones o incompatibilidades.

Alimentación / dieta de la artrosis de rodilla.

En estos casos se debe llevar una dieta sana y equilibrada, intentando incrementar el consumo de pescado azul, ya que tiene un gran contenido en omega-3, bueno para esta dolencia. También es bueno incrementar el consumo de frutas y verduras frescas, así como de frutos secos, ya que son una gran fuente de vitaminas y minerales.

Artrosis Degenerativa: Síntomas, Causas y Tratamiento.

La artrosis degenerativa es una dolencia que afecta a las articulaciones que se caracteriza por un deterioro del cartílago articular del hueso afectado y de su opuesto.

Cuando este cartílago se destruye, los huesos entran en contacto entre sí y la continua fricción de hueso contra hueso provoca una degeneración y deformidad de los mismos que se llama artrosis.

La artrosis afecta fundamentalmente a las articulaciones que soportan una mayor carga del cuerpo, por tanto son la cadera y la rodilla las que más se afectan.

ernia alla schiena rimedi per la depressione

Dolori, sensibilità alla pressione e gonfiore in corrispondenza dell'articolazione colpita.

Se non curata, quale decorso assume tale malattia?

Un attacco acuto può durare per un arco di tempo variabile dai due ai quattordici giorni; di quando in quando possono aversi ricadute, intervallate da periodi (variabili da parecchi mesi a un anno o più) durante i quali il paziente non avverte di solito alcun dolore o disturbo articolare. Se non si interviene con una terapia appropriata, dopo alcuni anni questi attacchi divengono sempre più frequenti e prolungati, causando profondi danni articolari, finché possono prodursi gravi deformazioni e danni irreparabili alle articolazioni, delle mani e dei piedi in particolare.

Come può essere confermata la diagnosi di artrite gottosa?

Riscontrando un aumento del tasso uricemico.

Curare il diabete con la dieta del dottor Mozzi – La testimonianza di Enrica.

Lettore della glicemia.

Scrivo questa testimonianza piena di gratitudine per il Dott. Mozzi perché, seguendo i suoi consigli alimentari, ho risolto in breve tempo il mio diabete che mi accompagnava da più di dieci anni. Ho 66 anni e sono di gruppo 0 positivo. Nel 2004 mi fu diagnosticato il diabete in seguito ad una paresi a un occhio con una glicemia a digiuno di 190. Seguita dal reparto di diabetologia di Livorno, mi furono prescritte tre compresse di metformina 500 al giorno. La dietologa mi consegnò una dieta rigorosa da 1200 calorie, che seguii con molto scrupolo, dimagrendo 20 kg nonostante patissi una gran fame: in diabetologia si mostrarono tutti sorpresi e mi informarono che solo il 4% dei pazienti riusciva ad avere simili risultati.

Pasta, pane e pizza alzano la glicemia.

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Con i progressi della medicina si è riusciti ad ottenere un significativo aumento delle aspettative di vita. A questo effetto indubbiamente positivo fa da contraltare il fatto che l’aumentata longevità comporta una maggiore usura delle articolazioni, specialmente quelle da carico.

Nello specifico il ginocchio risulta essere un’articolazione particolarmente predisposta all’usura che si rende evidente tanto più si va avanti con l’età. La manifestazione patologica di questa usura è l’artrosi. L’artrosi del ginocchio è una patologia degenerativa caratterizzata dal consumo della cartilagine articolare che comporta una deformazione dell’articolazione e la comparsa progressiva di dolore. La cartilagine articolare è un tessuto “nobile” che ricopre le superfici articolari. Nel ginocchio questa ricopre il femore e la tibia nelle porzioni dei condili femorali e del piatto tibiale. Questo tessuto una volta consumato non può essere rigenerato dal corpo umano. La funzione della cartilagine è quella di diminuire l’attrito a livello dell’articolazione e fare da “cuscino” protettivo. L’aspetto di una normale superficie articolare è assimilabile a quella di una palla di biliardo in quanto perfettamente liscia e morbida al tatto per attutire il carico. Traumi al ginocchio o la semplice usura dovuta all’età consumano la cartilagine ed espongono il sottostante osso subcondrale il quale non è perfettamente liscio ed è di consistenza dura. Questa esposizione dell’osso subcondrale comporta la comparsa del dolore e il rapido peggiorare dello stato artrosico. La sintomatologia che accompagna l’artrosi del ginocchio è caratterizzata principalmente dalla comparsa progressiva del dolore che ha una caratteristica definita in tre tempi: è forte a riposo, diminuisce nei primi passi e aumenta progressivamente con la distanza percorsa. I pazienti riferiscono la comparsa di una limitazione funzionale dovuta al dolore. Sintomi associati possono essere la comparsa di limitazione all’articolarità e il presentarsi di una tumefazione. Il dolore in ogni caso rimane il sintomo principale e determina il tipo di trattamento. Per effettuare diagnosi di artrosi al ginocchio occorre che un medico ortopedico esegua un esame clinico obiettivo dopo aver effettuato un’adeguata raccolta dei dati anamnestici del paziente. Dal punto di vista strumentale l’esame cardine è la radiografia sotto carico delle ginocchia in due proiezioni. La risonanza magnetica è un esame di seconda scelta in quanto non fornisce una chiara visualizzazione della componente ossea. Il sintomo che determina il tipo di trattamento è il dolore. La quantità di dolore, la durata, le modalità di comparsa e la limitazione funzionale connessa a questo sintomo sono i fattori che devono essere tenuti in considerazione per decidere quale tipo di trattamento effettuare. Essendo una patologia degenerativa non è possibile “guarire” dall’artrosi. La maggior parte dei trattamenti infatti mira a rallentare o bloccare la progressione della malattia per evitare l’approccio definitivo che consiste nella protesi di ginocchio. Importante è ricordare che il dolore non sempre è correlato con la gravità del quadro radiologico. Quindi anche in presenza di una radiografia che mostri un’artrosi avanzata è il dolore che deve guidare l’ortopedico verso la scelta del trattamento da utilizzare. Una prima linea di difesa per arginare la progressione dell’artrosi è la ginnastica sotto forma di fisioterapia. Mantenere un buon tono-trofismo muscolare e un’accettabile articolarità è fondamentale per alleviare i sintomi e ritardare la progressione dell’artrosi. Molto spesso infatti il dolore è dovuto ad una rigidità all’estensione con conseguente alterazione del carico. Il ginocchio di conseguenza durante il passo ha bisogno di avere un’estensione completa per scaricare correttamente il peso. Lo stretching dei muscoli flessori aiuta a ripristinare una corretta estensione del ginocchio mentre un buon trofismo muscolare da un sostegno importante al ginocchio. Il primo tentativo deve essere sempre quello di un ciclo di fisioterapia, specialmente per artrosi di grado iniziale e con dolore lieve. Negli ultimi venti anni sono state descritte innumerevoli terapie volte a ridurre il dolore e ritardare il progredire dell’artrosi. Quella maggiormente proposta dagli ortopedici è la terapia infiltrativa con acido ialuronico. Purtroppo mancano chiare evidenze scientifiche a supporto dell’efficacia di questo tipo di trattamento. Nel 2013 l’American Accademy of Orthopeadic Surgeons ha eliminato dalle proprie linee guida questo tipo di trattamento in quanto non supportato da risultati clinici. Recentemente la ricerca si è spostata verso altri tipi di terapie infiltrative. L’infiltrazione con gel piastrinico o con fattori di crescita (chiamata tecnicamente infiltrazione di PRP) è argomento attuale di dibattito scientifico. Purtroppo anche in questo caso sembrano mancare risultati clinici soddisfacenti. Tuttavia le diverse tecniche di preparazione e la mancata omologazione di questo tipo di trattamento non consentono di esprime un giudizio definitivo sulla sua validità. Una terapia sicuramente efficace è l’infiltrazione con cortisone. L’artrosi infatti spesso comporta una infiammazione dei tessuti molli periarticolari, responsabile per buona parte del dolore artrosico. La sinovite (infiammazione della sinovia articolare) è un riscontro frequente quando si operano pazienti affetti da artrosi al ginocchio. Per questo tipo di infiammazione il cortisone può avere un importante effetto antinfiammatorio risolvendo la sintomatologia. Se l’indicazione ad effettuare questo tipo di infiltrazione è corretta il trattamento risulta particolarmente efficace. È raccomandabile in caso di dolore localizzato, ma può anche essere effettuata per via intrarticolare. Quando i trattamenti conservativi (prevalentemente ginnastica e infiltrazioni di cortisone) non ottengono risultati e il dolore continua a limitare fortemente il paziente, è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico. L’artrosi di grado iniziale è generalmente localizzata ad uno dei due compartimenti del ginocchio. In caso di ginocchio varo (Figura 1) è interessato il compartimento mediale, mentre in caso di ginocchio valgo il compartimento laterale.

L’artrosi inoltre provoca una deformità progressiva dell’articolazione con lo spostamento dell’asse di carico dalla posizione centrale del ginocchio (condizione fisiologica e ideale per la normale fisiologia articolare) verso la porzione mediale o laterale. Una prima alternativa chirurgica è quella di effettuare un osteotomia tibiale valgizzante. L’intervento, indicato in caso di ginocchio varo con artrosi di lieve-media entità, sposta l’asse di carico dalla porzione mediale usurata verso la porzione laterale ancora sana. La procedura implica un taglio a cuneo effettuato sull’osso a livello della tibia che viene poi stabilizzato con placca e viti. L’intervento richiede una buona esperienza chirurgica ed è gravato da alcune difficoltà tecniche ma consente di ritardare sensibilmente l’intervento di protesi al ginocchio. Un altro intervento che allunga la vita del ginocchio è la protesi mono-compartimentale. Si tratta di applicare piccole componenti protesiche a livello della parte maggiormente usurata del ginocchio. È raccomandato in caso di artrosi di grado iniziale. Quando l’artrosi è di grado avanzato l’unica alternativa è rappresentata dall’artroprotesi totale di ginocchio. Questa deve rappresentare l’ultimo baluardo in quanto è un intervento chirurgico maggiore ed è gravato dal fatto che la protesi ha una durata limitata nel tempo. La procedura consiste nella sostituzione totale delle componenti articolari del ginocchio con componenti meccaniche (titanio e polietilene generalmente). Sebbene non sia possibile conoscere l’effettiva durata delle attuali protesi di ginocchio in quanto rilasciate da poco tempo in commercio, si pensa che abbiano una durata tra i 15 e i 20 anni. Risulta quindi fondamentale scegliere il momento giusto per applicare una protesi e cercare di ritardare quanto possibile l’intervento per diminuire il rischio di revisione. L’unico criterio da tenere in considerazione deve essere l’entità del dolore da parte del paziente. Il solo grado elevato dell’artrosi alla radiografia non può giustificare l’indicazione chirurgica. Deve essere il paziente infatti, guidato dai consigli del chirurgo ortopedico, a determinare quando il dolore è arrivato a un punto tale da limitarlo fortemente nella vita quotidiana.

Dottor Ludovico Caperna Specialista in Ortopedia e Traumatologia Svolge attività di consulenza nell’ambito del servizio di Ortopedia BIOSdiagnostica – Via D. Chelini 39, Roma.

Artrite Reumatoide.

Cos’è l’artrite reumatoide.

artrosi del ginocchio sintomi diagnosi e cure

Radioterapia della regione mammaria (nei tumori della mammella)

I disturbi sono modesti e si manifestano soprattutto a carico della cute che può diventare più secca ed arrossarsi fino ad irritarsi come quella scottata dal sole, specialmente nelle persone più sensibili. I punti più delicati sono costituiti dall’areola mammaria, dal capezzolo, e soprattutto dalle pieghe cutanee (solco sottomammario e pilastro ascellare) zone più facilmente sottoposte a macerazione per sudorazione e/o a sfregamento dovuto al reggiseno, specialmente in seni di grosse dimensioni o in presenza di cicatrici retraenti Talora in queste sedi si può verificare una perdita degli strati più superficiali dell’epidermide, con messa a nudo del derma sottostante con secrezione di siero (disepitelizzazione).

Per prevenire e limitare questi effetti, che comunque scompaiono dopo un periodo di tempo dalla fine del trattamento, si consiglia di:

seguire i consigli del medico radioterapista di riferimento per quanto riguarda la terapia farmacologica: per prevenire tali reazioni cutanee vengono prescritte sin dall'inizio del trattamento, pomate idratanti sostituite da rimedi più specifici alla presentazione delle prime eventuali irritazioni; lavarsi con acqua tiepida facendo uso di detergenti neutri e di asciugarsi delicatamente, senza sfregamenti; evitare l'applicazione di profumi, creme, deodoranti, cosmetici, alcol., prodotti “fai da te” che potrebbero interferire con le radiazioni; non usare sostanze depilatorie o lamette; evitare l'applicazione di cerotti nell'area irradiata; indossare solo magliette di cotone larghe e soffici, non usare indumenti di lana a contatto con la parte irradiata; non esporre al sole la parte interessata dal trattamento radiante: l'esposizione al sole della zona irradiata è da evitare sia durante il trattamento che per alcuni mesi successivi alla fine della terapia; di portare il meno possibile il reggiseno: il reggiseno, se usato, non deve avere sostegni metallici e deve essere confortevole.

Radioterapia del torace (per tumori del polmone, mediastino, tumori dell’esofago, linfomi)

Il sintomo più frequente è legato all'infiammazione della mucosa esofagea che si può manifestare come difficoltà e dolore al passaggio del cibo (disfagia). Questo sintomo è però controllabile con l'uso di farmaci antiacidi e di soluzioni che, presi prima dei pasti, hanno la capacità di rivestire la mucosa esofagea proteggendola dal contatto col cibo. Si possono verificare anche episodi di nausea per i quali il medico prescriverà specifici farmaci antiemetici. L'irradiazione del torace può comportare anche la comparsa di tosse e difficoltà respiratoria per irritazione del polmone.

Può dare adito, inoltre, a sintomi di tipo influenzale per qualche giorno a o dolore a livello toracico. A seconda dell'intensità della dose erogata e della durata del trattamento, tali effetti possono essere lievi o molto fastidiosi. Il maggiore fastidio che potreste avvertire verso la fine del ciclo di trattamento è la difficoltà a deglutire e bere bevande molto calde o molto fredde. Tutti gli effetti collaterali descritti dovrebbero scomparire gradualmente una volta concluso il ciclo di trattamento, ma se dovessero persistere è bene informare il medico.

Tossicità ematologica.

emocromo è tutto nella norma, e anche il resto: Glicemia mg/dL 80 range 60 – 110 Colesterolo mg/dL 192 range 150 – 200 Trigliceridi mg/dL 103 range 40 – 165 AST – GOT U/L 16 Dr. Guido Cimurro (farmacista) scrive il 7 dicembre 2016 alle 12:13.

Non credo che verrà considerato un problema, ma raccomando ovviamente di verificare con il medico.

Buongiorno dott. Per carenza di ferro e di ferritina il mio medico curante mi ha prescritto 20 gocce al giorno di intrafer Mi può dire cosa ne pensa anche perché ho sentito parlare anche del ferrogard Grazie.

Sono molto usati entrambi, proceda pure con fiducia con quello che è stato prescritto.

buongiorno ho fatto le analisi del sangue di routine tutto perfetto e nella norma (emocromo, glicemia, trigliceriddi, got e gpt) tranne la ferritina a 210 (valori riferimento 13-160). come puo’ essere considerando che la ves è 5 (valori 0-12), la pcr 1 (valori 1-6) e la sideremia 120 (valori 1-158)? da cosa puo’ dipendere secondo lei?

La causa potrebbe essere dietetica, ma raccomando di verificare con il medico, che potrà avere un quadro più generale della situazione.

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Chi è allergico ai pollini dovrebbe prestare attenzione anche alle allergie crociate con gli alimenti. In alcuni cibi sono presenti molecole che hanno una…

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