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Per due motivi fondamentali:

1. Obesità e sovrappeso sono spesso associati all’artrosi, in particolare del ginocchio e dell’anca.

2. Numerosi composti alimentari posseggono attività benefiche antinfiammatorie.

1- L’obesità è uno dei principali fattori di rischio per l’artrosi. Contribuisce allo sviluppo della malattia non solo per lo s tress meccanico che il peso esercita sulle articolazioni, ma anche per una serie di sostanze contenute nel tessuto adiposo che concorrono a sostenere lo stato infiammatorio. Il tessuto adiposo rappresenta infatti un organo metabolicamente attivo che rilascia una varietà di fattori con effetto infiammatorio. Tra questi i più importanti sono la leptina, il tumour necrosis factor alfa (TNFalfa) e altre citochine come l’interleuchina-6, rilasciati da cellule (i macrofagi) che si accumulano nel tessuto dei pazienti obesi. Fortunatamente il rilascio di queste molecole può essere ridotto ed anche soppresso dalla riduzione dell’indice di massa corporea (dall’inglese body mass index – BMI) ed in particolare dalla riduzione della massa grassa.

L’associazione tra obesità e artrosi del ginocchio è più elevata per le donne che per gli uomini. Inoltre, l’impegno bilaterale delle articolazioni è più frequente nei pazienti obesi rispetto a quelli normopeso.

Studi clinici hanno dimostrato che la perdita di peso non solo porta ad una riduzione del dolore ma anche ad un miglioramento della funzione delle articolazioni specialmente se combinato con l’ esercizio fisico.

Piante utili per le malattie dell'apparato osteocheletrico.

Conosco vecchi centenari che sollevano ancora balle di farina da cento chili, ma conosco anche giovani trentenni che soffrono di ernia discale o di artrosi; il motivo è semplice: una volta si facevano lavorare molto di più i muscoli creando un sano e forte apparato osteomuscolare. Oggi ci si muove poco: l'attività fisica è ridotta moltissimo. Questo purtroppo e ancora più vero in campo pediatrico: una volta i bambini correvano ore e ore nei campi o nei vicoli sviluppando ossa e muscoli; adesso si vive in piccoli appartamenti con ascensore e l'unico sport che fanno questi ragazzi (se va bene) sono le due ore settimanali di palestra dove i genitori li accompagnano e li riprendono come fossero pacchi postali.

Piante utili alla cura.

ARNICA; ARPAGOFITO (Harpagophytum procumbens); OLMARIA (Spiraea ulmaria); SALICE (Salix alba)

Centro Nazionale Artrosi a Monza.

Dal mese di settembre è attivo il Centro Nazionale Artrosi, un nuovo centro per la diagnosi e la cura dell’artrosi e delle malattie ortopediche. Il Centro ha sede a Monza in Vicolo Scuole 5 e si avvale della collaborazione di alcuni fra i migliori esperti in Italia per la cura dell’artrosi nei diversi distretti corporei.

Fra i promotori dell’iniziativa il Prof. Marco Lanzetta, chirurgo della mano di fama internazionale, che ha fortemente creduto in questo nuovo progetto. Per avvicinare la popolazione a una nuova visione conservativa della malattia, per il 2 ottobre è stata organizzata la Prima Giornata Nazionale dell’Artrosi.

A partire da martedì 24 settembre, telefonando al numero 039.2324219, sarà infatti possibile prenotare una visita gratuita con uno degli specialisti del Centro Nazionale Artrosi. L’iniziativa intende essere anche una campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione italiana, che sempre più manifesta dolori articolari. L’artrosi infatti si può curare in tanti modi con grandissimi risultati e con significativi miglioramenti della qualità della vita dei pazienti.

Fra le terapie possibili e percorribili prima di un intervento chirurgico si annoverano l’utilizzo delle cellule staminali con procedure mininvasive in artroscopia, l’applicazione indolore di gel contenenti farmaci specifici, la prevenzione effettuata attraverso una dieta alimentare anti artrosi e programmi di fisioterapia personalizzati, che prevedono alcune sedute nei centri specializzati e il mantenimento degli esercizi a domicilio.

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Non una medicina alternativa.

Patologie | Un supporto specifico dal Metodo Kousmine.

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Recarsi dal medico per effettuare un accertamento. La diagnosi comprende: Palpazione: spesso il fegato ingrassato è francamente gonfio e percepibile. Ecografia: il cambio di composizione cellulare degli epatociti è molto visibile, ma dev'essere di notevole entità. Analisi del sangue: oltre a rilevare eventuali cause di steatosi (ad esempio l'iperglicemia), identifica la presenza di enzimi epatici riversati nel torrente dopo la rottura degli epatociti infiammati (soprattutto le transaminasi e la fosfatasi alcalina). Biopsia: è un'analisi molto invasiva e normalmente non fa parte del percorso diagnostico per la steatosi epatica. Se la diagnosi è positiva, arrestare il processo steatosico e prevenire l'evoluzione in steatoepatite (e, nella peggiore delle ipotesi, in cirrosi). Escludere le bevande alcoliche. In caso di sovrappeso (soprattutto nella zona viscerale), dimagrire. Curare eventuali patologie metaboliche come: Sindrome metabolica. Insulinoresistenza, iperglicemia e diabete mellito tipo 2. Ipertrigliceridemia. Ipercolesterolemia. Rispettare una dieta adeguata (vedi sotto); in particolare è necessario tenere sotto controllo: Quantità di calorie. Livelli di vitamine. Ripartizione dei nutrienti energetici. Ripartizione dei pasti. Se il soggetto vive in condizioni da 3° o 4° mondo, curare il Kwashiorkor. Prevenire o curare l'anemia grave. Limitare l'assunzione di molecole tossiche, farmaci, molecole farmacologicamente attive, contaminanti e inquinanti. Se presenti, curare gli squilibri ormonali di: cortisolo, ACTH, T3, T4 e catecolamine.

Trascurare i sintomi di una possibile steatosi epatica. Non eseguire gli approfondimenti diagnostici specifici. Consumare molti alcolici. Ingrassare o rimanere in sovrappeso. Adottare uno stile di vita sedentario e senza attività motoria. Trascurare eventuali patologie metaboliche: sindrome metabolica, insulinoresistenza, iperglicemia e diabete mellito tipo 2, ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia. Seguire una dieta scorretta e sbilanciata. Se il soggetto vive in condizioni da 3° o 4° mondo, non prendere in considerazione la sindrome da malnutrizione chiamata Kwashiorkior. Trascurare l'anemia grave. Esporsi eccessivamente o incrementare l'assunzione di: Farmaci: cortisone, tetracicline, steroidi anabolizzanti. Nervini: caffeina, teofillina ecc. Certi additivi alimentari. Contaminanti e inquinanti: ad esempio il tetracloruro di carbonio. Ignorare gli squilibri ormonali.

La dieta per il fegato grasso può essere leggermente diversa a seconda dello stato nutrizionale del soggetto:

In caso di obesità o sovrappeso con evidente deposito viscerale, la dieta dovrà essere ipocalorica dimagrante. Si consiglia una riduzione delle calorie totali pari al -30%. La ripartizione dei nutrienti è simile a quella tradizionale della dieta mediterranea, con maggior importanza dei carboidrati complessi rispetto a quelli semplici e dei grassi insaturi (soprattutto polinsaturi) rispetto ai saturi. La ripartizione dei pasti è abbastanza tradizionale: colazione 15% delle calorie totali, 2 spuntini al 5%, pranzo al 40% e cena al 35%. E' possibile enfatizzare gli spuntini per diminuire l'apporto calorico del pranzo e della cena. Poiché la steatosi epatica peggiora all'aumentare dell'indice e del carico glicemico, le fonti di carboidrati dovranno essere: A basso indice glicemico: ortaggi, frutta poco o mediamente dolce, leguminose e cereali integrali. In porzioni moderate: si consiglia di non oltrepassare i 150g di frutta per volta e i 60-70g di cereali per i primi piatti, legumi o di pane per volta. Alimenti ricchi di fibre: soprattutto quelle solubili che sono i grado di modulare l'assorbimento intestinale. Alimenti ricchi di grassi buoni: esercitano un effetto positivo sulla lipemia e migliorano la condizione metabolica; in particolare: Omega 3: sono l'acido eicosapentaenoico (EPA), docosaesaenoico (DHA) e alfa linolenico (ALA). Esercitano un ruolo protettivo verso tutte le malattie del ricambio e hanno un ruolo antinfiammatorio. I primi due sono biologicamente molto attivi e sono contenuti soprattutto in: sarda, sgombro, palamita, alaccia, aringa, alletterato, ventresca di tonno, aguglia, alghe, krill ecc.. Il terzo, invece, è meno attivo ma costituisce un precursore di EPA; è contenuto principalmente nella frazione grassa di certi alimenti di origine vegetale o negli oli di: soia, semi di lino, semi di kiwi, semi di uva ecc. Alimenti ricchi di antiossidanti: Vitaminici: le vitamine antiossidanti sono i carotenoidi (provitamina A), la vitamina C e la vitamina E. Hanno un effetto benefico su tutti i parametri metabolici, poiché ostacolano lo stress ossidativo. I carotenoidi sono contenuti negli ortaggi e nei frutti rossi o arancioni (albicocche, peperone, melone, pesche, carote, zucca, pomodori ecc); sono presenti anche nei crostacei e nel latte. La vitamina C è tipica della frutta acidula e di alcune verdure (limoni, arance, mandarini, pompelmi, kiwi, peperoni, prezzemolo, cicoria, lattuga, pomodori, cavoli ecc). La vitamina E è reperibile nella porzione lipidica di molti semi e relativi oli (germe di grano, germe di mais, sesamo ecc). Minerali: zinco e selenio. Il primo è contenuto soprattutto in: fegato, carne, latte e derivati, alcuni molluschi bivalvi (soprattutto ostriche). Il secondo è contenuto soprattutto in: carne, prodotti della pesca, tuorlo d'uovo, latte e derivati, alimenti arricchiti (patate ecc). Polifenolici: fenoli semplici, flavonoidi, tannini. Alcuni rientrano nel gruppo dei fitosteroli (isoflavoni). Si comportano più o meno come le vitamine. Abbassano lo stress ossidativo e ottimizzano il metabolismo delle lipoproteine; sembrano correlarsi a una riduzione del colesterolo totale e LDL. Sono ricchissimi di polifenoli: ortaggi (cipolla, aglio, agrumi, ciliegie ecc), frutta e relativi semi (melograno, uva, frutti di bosco ecc), vino, semi oleosi, caffè, tè, cacao, leguminose e cereali integrali ecc. Alimenti ricchi di sostanze depurative e ricostituenti per il fegato: sono prevalentemente la cinarina e la silimarina contenute nel carciofo e nel cardo mariano. In caso di malnutrizione proteica (terzo e quarto mondo, anoressia nervosa, alcolismo grave ecc), migliorare il valore biologico delle proteine e garantirne l'apporto minimo giornaliero. In caso di malnutrizione vitaminica generalizzata (terzo e quarto mondo, anoressia nervosa, alcolismo grave ecc), aumentare SOPRATTUTTO l'apporto di vitamina B12 (contenuta esclusivamente nei cibi di origine animale), biotina (come la precedente) ed acido pantotenico (soprattutto nei legumi e nel fegato). In caso di anemia grave, aumentare l'apporto di: Ferro eme: contenuto soprattutto nella carne, nelle frattaglie e nei prodotti della pesca. Cobalamina: la vit B12 è tipica degli alimenti di origine animale. Acido folico: è caratteristico dei cibi di origine vegetale crudi (lattuga, mele, arance ecc).

Cosa NON Mangiare.

Cibi ipercalorici e abbuffate. Evitare soprattutto cibi spazzatura, fast food, alimenti di pasticceria ecc Alcolici. Alimenti e bevande ricchi di nervini: caffeina, teofillina, teobromina. Sono contenuti nel caffè, nella cola, negli energy drink, nei tonici come il guaranà ecc. Alimenti e bevande ricchi di glucidi, soprattutto raffinati e/o semplici, ad alto indice glicemico e in quantità rilevanti. Bibite zuccherate, dessert, snack dolci, farine raffinate ecc. Cibi ricchi di grassi saturi o idrogenati e di colesterolo: formaggi grassi, snack dolci e salati, margarine, hamburger, wurstel, tagli di carne grassa (pancetta, coppone ecc), insaccati (salsiccia, salame ecc), salumi (lardo, pancetta arrotolata) ecc. Alimenti ricchi di additivi: prevalentemente quelli confezionati.

Cure e Rimedi Naturali.

Per il fegato grasso sono utili certi integratori e rimedi di erboristeria:

Molto spesso la cura farmacologica del fegato grasso è costituita dai rimedi finalizzati alla remissione delle malattie primarie:

stanchezza e dolori articolari diffusion.

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Verduras crudas. Verduras listas para comer como zanahorias, guisantes (alverjas o chícharos), brócoli, pimiento y coliflor son bajas en calorías y poseen un alto contenido de fibra y también del estimulante inmunológico beta caroteno y vitamina C. Aderécelas en humus (paté de garbanzo), rico en fibra, para un refrigerio sustancioso.

Frutas enteras. Son ricas en vitamina C y están repletas de antioxidantes. Las naranjas, toronjas (pomelo), piña y papaya son algunas de las frutas que ayudan a sostener la fortaleza del sistema inmunológico (de defensa del cuerpo).

Yogurt griego. Este tipo de yogurt tiene más proteína y la mitad de sodio del yogurt regular. Ciertas marcas pueden contar con un mayor contenido de calcio que la leche regular. Además, el yogurt contiene probióticos que estimulan al sistema inmunológico. Adorne un yogurt simple con fruta fresca y algo de miel. Elija los yogures de fruta con menos azúcares, ya que algunos de éstos y las bebidas de yogurt pasan de los 16 gramos de azúcar.

Ensalada de frijol. Los frijoles están repletos de antioxidantes y fibra. Son una fuente excelente de proteína y se digieren lentamente, brindando así energía prolongada.

Cómo planear una comida saludable.

El Departamento de Agricultura de Estados Unidos (USDA) ofrece las pautas para crear una dieta saludable en su sitio web ChooseMyPlate.gov. Hallará ideas sobre la cantidad y variedad de alimentos que debe comer en las cinco categorías: frutas, verduras, cereales, proteínas y lácteos.

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La medicina non ha ancora trovato una cura all’artrite, anzi, si stima che ogni anno 16.000 persone muoiano a causa degli effetti collaterali dei farmaci anti-artrite. L’artrosi è una malattia degenerativa, la più frequente tra le patologie articolari, come si può prevenirne la degenerazione? Quali sono i rimedi naturali più adatti? Come mantenere in buona salute i nostri muscoli, tendini, legamenti e cartilagini? Qual è l’alimentazione consigliata? La medicina quantistica cosa può fare? Come funziona? La Nutripuntura può aiutarci? In questo articolo trovi le risposte a queste domande.

Introduzione.

Ogni movimento di cui l’uomo è capace è reso possibile dalla presenza delle articolazioni, strutture deputate a collegare, “articolare” appunto, fra loro le ossa. Le articolazioni hanno una struttura complessa di cui i principali componenti sono la cartilagine, la membrana sinoviale, i muscoli e i tendini. La cartilagine ricopre l’estremità delle ossa dell’articolazione, fungendo da “cuscinetto”; tra i due capi ossei si trova inoltre la membrana sinoviale contenente il liquido sinoviale, con funzione “lubrificante” e nutriente per le componenti articolari. A completare la struttura vi sono tendini e muscoli che, grazie alle loro azioni di contrazione e rilassamento, danno armonia ed efficacia a tutti i movimenti. Data la sua funzione di “ammortizzatore”, l’articolazione è una struttura sottoposta a notevole usura: se le ossa articolari non fossero protette dai cuscini cartilaginei, sfregandosi le une sulle altre, determinerebbero infiammazione, dolore e degenerazione delle articolazioni stesse. Per tale motivo la cartilagine è un materiale vivo e dinamico che viene costantemente demolito e rimpiazzato; è necessario però che vi sia un equilibrio fra distruzione del vecchio tessuto e la sintesi di quello nuovo sostituito per favorire il mantenimento di un’articolazione sana.

L’artrosi è frequentemente confusa con l’artrite, tra cui l’artrite reumatoide; questo equivoco nasce dal fatto che entrambe colpiscono le articolazioni e si manifestano con dolore. L’artrosi o osteoartrosi è un disturbo a carattere cronico-degenerativo che colpisce prevalentemente le articolazioni portanti (colonna vertebrale, ginocchia, anche); l’artrite reumatoide è caratterizzata da una condizione infiammatoria cronica, che colpisce in maniera predominante le articolazioni delle mani e dei piedi, per lo più in modo bilaterale e simmetrico. La differenza fra cronico degenerativo ed infiammatorio si manifesta prevalentemente in base ai sintomi avvertiti dal soggetto. L’artrosi, infatti, si presenta con un dolore che aumenta con il movimento e con carico articolare mentre l’artrite è caratterizzata da una sintomatologia dolorosa, che insorge tipicamente al mattino o dopo una prolungata inattività e diminuisce con l’inizio dell’attività quotidiana. L’artrosi è una problematica frequentissima che predilige il sesso femminile di età superiore ai 40 anni, destinata a diffondersi negli anni futuri, in virtù del progressivo allungamento della vita media. Schematicamente l’artrosi può essere considerata come il risultato di un’alterazione dell’equilibrio fra l’entità del carico a cui viene sottoposta la cartilagine articolare e la capacità della cartilagine stessa di far fronte allo stress meccanico.

Se dunque l’artrosi può derivare da un gruppo eterogeneo di fattori di rischio multifattoriale, la fase finale è comune: l’artrosi è caratterizzata da una progressiva perdita della funzionalità articolare che, partendo da sporadici episodi infiammatori (caratterizzati da dolore, gonfiore e difficoltà di movimento), può arrivare, attraverso episodi infiammatori sempre più frequenti, fino al blocco articolare completo, caratterizzato dalla totale perdita della funzionalità dell’articolazione, dovuta alla distruzione del tessuto cartilagineo.

Osteoatrite.

l’osteoartrite, la forma più comune di artrite, colpisce circa il 10 per cento della popolazione mondiale. Quasi l’80% delle persone sopra i cinquanta anni soffre, chi più chi meno, di osteoartrite. Si ritiene che sia causata soprattutto dall’usura e in genere colpisce articolazioni che portano peso, come quelle delle anche, delle ginocchia e della colonna vertebrale. E poichè le mani sono costantemente usate, anche le articolazioni delle dita ne sono spesso affette.

All’inizio, il dolore osteoartritico insorge solo quando si usa l’articolazione affetta, ma dopo un pò quest’ultima a fare sempre male. Man mano che l’articolazione si usura, il corpo cerca di ripararla producendo un nuovo osso e una nuova cartillagine. Ma se queste strutture non sono allineate correttamente, possono insorgere dolorosi speroni ossei capaci di ridurre la gamma dei movimenti.

La cura dell'artrosi della spalla si basa sull’impiego combinato di terapia strumentale ( tecarterapia, onde d’urto e laser yag) e terapia manuale ( normalizzazioni miofasciali ).

EFFETTI DELLE ONDE D'URTO.

Eliminazione dei fibroblasti calcificati, neovascolarizzazione dei legamenti, aumento della produzione di collagene, incremento del metabolismo e della microcircolazione, aumento dell’eliminazione della sostanza P, diminuzione della tensione muscolare.

EFFETTI DELLA TECARTERAPIA.

Sollecita fortemente i meccanismi cellulari e incrementa l’attivazione dei naturali processi riparativi e antinfiammatori, agendo anche sugli strati più profondi.

EFFETTI DEL LASER YAG.

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Indossa il camice, entra in sala e preparati per un'operazione che cambierà la vita dei tuoi pazienti.

La pressione è ai massimi livelli in questo lavoro. ma qualcuno dovrà pur farlo!

Questa povera principessa sta soffrendo per un terribile mal di denti. Puoi aiutarla? Controlla cosa succede dentro la sua bocca e scopri la causa dei suoi problemi dentali in questo gioco di dentista per ragazze.

Uno dei dottori peggiori al mondo è pronto a tornare in azione. Da morire dalle risate.

Per Alison, questo è il primo giorno di lavoro in una frequentatissima clinica medica. Vuoi aiutarla ad ambientarsi? Dovrà imparare a curare ogni tipo di paziente. senza perdere d'occhio la cavia della sua collega, che continua a scappare dalla gabbia e scorrazzare su e giù per la sala d'attesa!

Oh no! Un bel gioco dura poco quando ci si scheggia un dente. È ora di andare dal dentista.

Noah si è fatto male alla spalla mentre giocava a tennis. Ora ha bisogno del tuo aiuto per sistemarla, dottore.

Non è il momento per fare una pausa caffè, Dottore! Cinque pazienti ti aspettano in ospedale e hanno bisogno del tuo aiuto. Non temere, è appena arrivata la tua infermiera e ti assisterà in sala operatoria. Come sempre, è una giornata indaffarata nel mondo di Operate Now, la popolare serie di giochi chirurgici. Indossa il tuo camice e mettiti subito al lavoro!