ginnastica artrosi ancaster

Il risultato del trattamento è stato valutato utilizzando le scale di valutazione KOOS (Knee Injury and Osteoarthritis Outcome Score (KOOS), Visual Analogue Scale (VAS) (0 = nessun dolore e 10 = peggior dolore possibile), Tegner e Marx, sistemi di valutazione che sono stati implementati, attraverso la registrazione delle informazioni, sui questionari compilati dai pazienti stessi, precedentemente alla prima iniezione e poi a 12, 18 e 24 mesi di follow-up. I dati sono stati registrati nel software per esiti ortopedici SOCRATESTM (2012 Ortholink PTY Ltd.). Un comitato di revisione istituzionale, ha approvato lo studio (AISPO San Raffaele di Milano, Italia, con il numero di protocollo 20081203/14) e la data di approvazione 12 novembre 2008 Tutti i pazienti hanno dato un consenso informato scritto prima di essere inclusi nello studio.

Analisi statistica.

L’analisi statistica è stata effettuata da un osservatore indipendente utilizzando il software SPSS (SPSS 17.0, SPSS, Chicago, IL, USA). E’ stato costruito il modello lineare per i ripetuti test di misura al fine di indagare all’interno di variazioni temporali per le variabili continue (Koos, Marx, VAS) per tutti i pazienti e ogni sottogruppo valutato. I fattori valutati sono stati il ‘numero di cicli’ e il “p-value” con gli aggiustamenti Greenhouse-Geis e Bonferroni; altri test statistici utilizzati sono i test non parametrici di Friedman, e il test Wilcoxon. Per l’analisi delle differenze tra i sottogruppi valutati, è stato eseguito il test di Mann-Whitney U non parametrico. Sono stati riportati i p-value a due code, con un livello alfa di significatività pari a 0,05.

RISULTATI.

I due gruppi sottoposti al trattamento ciclico erano omogenei per sesso (ns), età (ns), BMI (ns) e follow-up (ns). Settantanove pazienti (102 ginocchia) erano disponibili al follow-up finale: 51 pazienti (69 ginocchia) nel gruppo a singolo ciclo (gruppo 1) e 28 pazienti (33 ginocchia) nel gruppo con due cicli (gruppo 2). Ad 1 anno di follow-up, 14 pazienti (17 ginocchia) del gruppo 2 hanno mostrato un significativo miglioramento sintomatico; in questi pazienti non si sentiva la necessità di un secondo ciclo. Dal momento che avevano ricevuto un ciclo completo di iniezioni, sono stati mantenuti nel gruppo di studio, ma i loro risultati sono riportati con i pazienti del gruppo 1. Al fine di eliminare ogni pregiudizio generato da questo crossover, è stato eseguito un “intention to treat” (per l’analisi ITT, tutti coloro che hanno cominciato il trattamento sono considerati facenti parte dell’esperimento, a prescindere dal fatto che l’abbiano portato a compimento). Nessuna differenza è stata trovata tra i risultati conseguiti e i risultati stimati (ns). Quattordici pazienti (17 ginocchia) appartenenti al gruppo 1 sono stati persi al follow-up o sono stati esclusi. Oltre ai 10 pazienti che sono passati al gruppo 1, nessun altro paziente è stato perso al follow-up del gruppo 2. C’è stato un miglioramento significativo su tutti gli scores (KOOS, VAS, Tegner e Marx) ad ogni follow-up, confrontato al valore di pre-trattamento (p.

A 2 anni di follow-up, i punteggi erano diminuiti rispetto al valore di 18 mesi in entrambi i gruppi. Il valore medio in entrambi i gruppi, tuttavia, è rimasto significativamente superiore al valore pre-trattamento, e nessuna differenza significativa è stata trovata tra i punteggi dei due gruppi nonostante i pazienti del gruppo 2 abbiano fatto registrare valori medi più elevati per tutti i punteggi.

DISCUSSIONE.

I risultati più importanti di questo studio sono che le iniezioni di PRP endoarticolari possono migliorare i risultati funzionali e ridurre il dolore nei pazienti nelle fasi iniziali di OA del ginocchio, e la ripetizione annuale di tre di queste iniezioni può migliorare i risultati. Gli effetti benefici del trattamento presentano un picco entro 6 mesi dalle iniezioni, e successivamente si riducono, e le misure di esito rimangono significativamente più elevate rispetto ai valori pre-trattamento, anche 24 mesi dopo il trattamento.

Spremi limoni e lime manuale.

Molti sanno che bere un bicchiere di acqua e limone è un ottimo modo per iniziare la giornata, come ho già descritto in un mio precedente articolo che puoi leggere qui: Un bicchiere di acqua calda e … [Leggi Tutto. ] about Spremi limoni e lime manuale.

Aggressività Umana.

Premessa all'articolo Aggressività Umana Sono restio a parlare di certi argomenti, anche a quattrocchi, perché c'è una tendenza a discutere che non porta mai a nulla, anche se gli interlocutori … [Leggi Tutto. ] about Aggressività Umana.

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La glucosamina e’ spesso già molto efficace.

Le dosi vengono basate sul peso del cane. Per glucosamina:

Fino a 15kg: 1 capsula da 750mg di glucosamina ogni 2 giorni 15-30kg: 1 capsula da 750mg di glucosamina al giorno 30-40kg: 1-2 capsule da 750mg di glucosamina al giorno 40kg e +: 2 capsule da 750mg di glucosamina al giorno.

Artrosi - ATMAR.

Dott. Giuseppe Paolazzi Primario U.O. Reumatologia Responsabile alta specializzazione reumatologia.

Dott. Roberto Bortolotti Sostituto del direttore, responsabile di struttura semplice day hospital e farmaci biotecnologici.

ARTROSI E PARAFFINA.

FANGOTERAPIA E ARTROSI.

Cos’è l’ artrosi?

L’ artrosi è un ‘artrite cronica degenerativa o deformante. L’ artrosi è un ‘assenza di costruzione della cartilagine o eccessivo consumo e/o la mancanza o carenza di oligoelementi che riducono l’ attività costruttiva.

La struttura delle articolazioni per comprenderne le cause dell’artrosi stessa.

Le articolazioni sono costituite fondamentalmente da tre elementi: l’ osso, il tessuto articolare e la capsula sinoviale. L’ osso è nutrito dal sangue, il tessuto articolare è nutrito dal liquido sinoviale e la capsula sinoviale è il deposito nel quale confluiscono gli scarti del tessuto cartilagineo.

Accumulo di sostanze di scarto: la causa prima.

Tutte le azioni che intraprendiamo nella nostra vita, hanno un comune denominatore: il metabolismo produce delle scorie. Queste scorie sono sostanze acide e nel corso degli anni, si accumulano e causano direttamente invecchiamento.

Le tossine e gli scarti nelle articolazioni.

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Quaderno di novembre 2016.

Presentazione: TORNANO GLI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI DI SSNV! Dopo molti mesi di assenza, ritorna l'appuntamento con gli aggiornamenti scientifici in tema di nutrizione di SSNV. Leggi.

Sommario: - Carne e uova aumentano il rischio di ictus - Il mito degli eschimesi e degli omega-3 - La frutta previene la disfunzione erettile - Semi di finocchio e zenzero contro i disturbi mestruali - L'adolescenza, fase di cambiamento e di consapevolezza - Dopo i bagni di sole estivi. - Scopriamo la vitamina D - Il tofu: un prezioso dono dall'Oriente - L'esperto risponde - Autunno in tavola - Letture di approfondimento.

Quaderno di dicembre 2015.

Presentazione: TROPPE FALSE CREDENZE SUI NUTRIENTI In questo Quaderno esaminiamo il ruolo di alcuni nutrienti per controbattere ad alcune credenze comuni. Leggi.

Quaderno di settembre 2015.

Quaderno di giugno 2015.

Quaderno di marzo 2015.

Quaderno di dicembre 2014.

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E invece no, tutto è cambiato: il cibo è all’ordine del giorno come argomento scottante e ogni dì scopri che si lanciano allarmi “gravi” in ogni dove. Il guaio è che nessuno concorda in questo campo su ciò che fa bene o che fa male.

La ricerca lasciamola perdere… un giorno sì e un giorno no cambia idea su ciò che fa bene o male, smentendosi spesso sui dictat predicati magari per anni. Ci rimangono i poveri medici, gli unici che combattono sul campo e che alla fine contano veramente per noi, poveri mortali ormai terrorizzati a toccar qualsia boccone.

L’articolo che ci poni come spunto di riflessione come sempre è molto interessante. Per natura cerco sempre di essere critica anche verso ciò che ritengo valido, valutandone anche i difetti senza condizionamento alcuno. Io seguo un altro tipo di dieta che comprende anche la carne e ripara i danni alla salute togliendo glutine, latticini, troppa frutta e salumi, e in alcuni caso anche gli zuccheri; ma come ignorare ciò che dice saggiamente il Dottor Lanzetta, e negare che comunque la carne che ci rifilano (a parte la condanna del modo disumano in cui crescono gli animali)sia nutrita malamente in modo spesso pericoloso per la salute, a meno che (mah) mangi biologico e naturalmente pagato a suon di dobloni, si? Ma contemporaneamente questa patologia così invalidante (l’artrosi)viene anche risolta, verità raccontata dia pazienti stessi, con la dieta dei gruppi sanguigni che si discosta comunque solo per alcuni particolari da quella consigliata nell’articolo. Ben lontana dal pensare di avere la verità in tasca, ma felice di vedere che finalmente alcuni medici sono comnque alla ricerca della salute attraverso la scoperta dei danni da cibo,mi limito a continuare ad osservare questa realtà nella quale sono incappata osservando i risultati sulle persone,con pregi e difetti, ma sempre considerando anche i risultati riscontrati con altre diete. Conclusione? Ammettiamolo:Ti metti a tavola e anziché metterti al desco e gustarti il cibo, ringraziando ilcielo di avere qualcosa a tavola, che di questi tempi inizia a diventare un privilegio che non sempre l’italiano ha… cominci a rimuginare su ciò che rumini esitante: glutine… mamma mia come starò male domani, la carne… con quello che mangiano; passiamo alle verdure e i pesticidi dove li metti, mmh allora un piccolo frutto e te lo rigiri dubbiosa tra le mani, oddio l’artrosi …. Sconsolata, sempre se arrivi a fine pasto senza andar fuori di cotenna, ti vorresti risollevare lo spirito con un be dolcetto. Dolcettoooo? Senza latte però…ma per qualcuno anche le uova possono celare insidie nascoste. Beh uno zuccherino come i cavalli almeno….no no no potresti incorrere in guai seri, soprattutto se è di canna! visto l’epidemia che ha falcidiato i coltivatori del Sudamerica per via pesticidi(chissà se era bio….)

Diciamolo: se non fosse una tragedia vera che coinvolge tutti noi,(è indubbio che milioni di persone anche in Italia si ammalano sempre di più di tumori e patologie autoimmuni, senza nulla togliere ad inquinamento, vaccini, etc) beh, ci sarebbe proprio da ridere.

Ma pur cercando di prendrla con ironia, non scherziamo affatto …come sempre se esistesse una società con un’etica non si dovrebbe ammazzare per i soldi pure attraverso il cibo, ma nella realtà anche ciò che produciamo per nutrirci è lo specchio di ciò che siamo diventati: si preferisce il profitto alla preservazione e al rispetto della vita, e questa constatazione è sempre molto triste….

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La cura di Burroughs consiste nell’assumere durante la giornata da 6 a 12 bicchieri di una bevanda preparata miscelando acqua (anche tiepida), succo di limone, sciroppo di acero (ricavato dalla linfa degli aceri che crescono nell’America settentrionale) e un pizzico di peperoncino. Sono ovviamente esclusi tutti gli altri alimenti, soprattutto quelli solidi, mentre sono concesse bevande come spremute di arancia, succhi di mela, infusi di camomilla, menta, rosa canina, tiglio.

A un periodo di cura di durata variabile (1-2-3 giorni fino a 10), deve seguire un’attenta fase di transizione per riavvicinarsi gradualmente all’alimentazione consueta. Infatti, l’errore più comune, dopo la cura disintossicante del limone, è quello di ritornare a mangiare troppo e, soprattutto, troppo velocemente.

nel primo giorno dopo il termine della cura è bene limitarsi a sorbire lentamente succhi di frutta freschi; nel secondo giorno è possibile aggiungere un passato di verdure a pranzo; nel terzo giorno si possono consumare anche verdure crude o cotte a vapore, evitando ancora carne, pesce, uova, pane, pasta e dolci. Dal giorno successivo si può ricominciare a consumare una dieta «normale», ma equilibrata e di buona qualità.

Occorre infine tener conto che durante questa cura è possibile che si presentino sintomi fastidiosi come diarrea, feci sfatte, mal di testa, eruzioni cutanee, sudorazioni abbondanti e sgradevoli, alito cattivo, lingua patinata. Si tratta di reazioni normali per un organismo in fase di depurazione. Prima di intraprendere la cura di Burroughs è bene parlarne con il proprio medico o naturopata per valutarne preventivamente la fattibilità e l’utilità.

La cura secondo Costacurta.

Luigi Costacurta (1921-1991) è stato un noto naturopata, studioso di scienza della nutrizione terapeutica (trofoterapia). Nelle sue proposte curative, la «cura dei limoni» ha sempre avuto un ruolo importante. Costacurta la consigliava soprattutto a chi soffriva di:

artrosi e gotta, arteriosclerosi, aumento del colesterolo sanguigno, calcoli nella cistifellea, irritazioni croniche della pelle, ipertensione arteriosa.

Eccola descritta in breve:

Diluite il succo di mezzo/un limone in un bicchiere di acqua tiepida e bevetelo al mattino a digiuno. È opportuno aspettare quindici minuti prima di consumare la colazione. Ogni tre giorni aumentate la dose di un altro limone fino a raggiungere la quantità massima di 3-7 limoni, variabile in relazione alla vostra costituzione e alle vostre necessità. Dopo altri tre giorni potete iniziare il percorso inverso (ogni tre giorni eliminate un limone) per ritornare gradatamente al consumo del succo di un limone al giorno. Costacurta consigliava di proseguire con la dose minima ancora per trenta giorni.

Gotta: sintomi, cause e la dieta per prevenirla.

Gli alimenti consigliati sono latte, uova, formaggi, verdure, ortaggi, frutta, pasta e gli altri cereali (fatta eccezione per germe di grano e prodotti integrali). Attenzione a piselli, fagioli, lenticchie, asparagi, spinaci, cavolfiori, funghi, arachidi e prodotti integrali.

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artrosi della colonna vertebrale d7200

Abbiamo a nostra disposizione tanti farmaci. Il farmaco più utilizzato e diffuso in questi casi, nel controllare il dolore lieve e moderato, è il paracetamolo che è un antinfiammatorio non steroideo (FANS) con pochi effetti collaterali e facilmente acquistabile.

Oltre al paracetamolo possiamo usare altri FANS non selettivi, come l’acido acetilsalicilico, il diclofenac, l’ibuprofene ecc. e degli inibitori selettivi della COX2 (ciclo-ossigenasi 2), come il celecoxib.

Non sempre, però, queste medicine risultano efficaci e in questi casi è possibile ricorrere anche all’assunzione dei derivati dell’oppio, come il tramadolo o la codeina. Diffuso e conosciuto è l’uso di FANS in forma di gel, schiume e pomate ad uso dermico, che a differenza dei farmaci assunti per bocca o per via iniettiva, hanno un rischio molto basso di effetti collaterali e sono facilmente applicabili, leniscono l’infiammazione locale e potenziano l’effetto dei farmaci assunti per bocca.

Sappiamo che esistono anche dei farmaci che possono essere iniettati direttamente nell’articolazione artrosica, i cosidetti farmaci topici a uso intra-articolare, come l’acido ialuronico o il cortisone. Ma questi sono indicati solo in alcuni casi e, soprattutto, dopo un’accurata valutazione specialistica.

Parlando di infiltrazioni intra-articolari, dobbiamo ricordare che le infiltrazioni intra-articolari di plasma ricco di piastrine (PRP), proposte di recente, come cura soprattutto dell’artrosi del ginocchio in fase iniziale, hanno a tutt’oggi un ruolo terapeutico poco definito e servono, in tal senso, ancora studi randomizzati di alta qualità.

Oggi, si parla molto anche del ruolo terapeutico degli integratori, come la glucosammina solfato, che trova un largo impiego; la sua assunzione, infatti, sembra utile non solo nell’alleviare il dolore, ma anche nel rallentare la progressione della malattia.