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Agopuntura L’agopuntura è un trattamento della medicina tradizionale cinese la cui efficacia è provata in varie situazioni di dolore, compreso quello provocato da artrosi. Pertanto l’opzione terapeutica dell’agopuntura può essere valutata, ovviamente affidandosi ad un veterinario competente ed esperto.

Controllo del peso Si è verificato scientificamente che la sola riduzione del peso è in grado di ridurre la gravità di una zoppia posteriore dovuta ad artrosi, che l’artrosi del cane si presenta in percentuale minore in cani normopeso o sottopeso e che comunque la loro vita media è più lunga a seguito della comparsa di questa patologia. Inoltre la necessità di trattamenti per OA è nettamente più precoce in soggetti sovrappeso. Purtroppo i proprietari degli animali spesso sottovalutano l’estremo beneficio di mobilità e salute che darebbe mantenere o riportare il loro beniamino in una buona forma! (vai all’articolo sull’obesità)

Fisioterapia L’obiettivo della fisioterapia è quello di conservare, ripristinare e promuovere la funzionalità muscolo scheletrica. Il fisioterapista veterinario porrà in primo luogo attenzione alla verifica del peso forma dell’animale, e a modificare l’ambiente in cui esso vive, in maniera da evitare alle sue articolazioni traumi inutili e dolore, ricercando con il proprietario i relativi punti critici: pavimenti scivolosi, scale, salti, posizione cibo, cuccia, errate abitudini di movimento… La fisioterapia vera e propria volge al controllo della contrazione muscolare riflessa e del dolore, al recupero del movimento articolare e al rinforzo muscolare del paziente. Nella prima visita si misurano le articolazioni e si valuta la massa muscolare, il livello di zoppia e di dolore dell’animale e ci si informa delle limitazioni che ha il suo movimento, per poter procedere ad una valutazione dell’efficacia a fine della terapia. Nella mia esperienza circa il 30% degli animali che arrivano allo studio di fisioterapia veterinaria manifestano un problema artrosico, con spesso un interessamento di più articolazioni contemporaneamente. I trattamenti di fisioterapia variano a seconda del paziente, della risposta clinica, della gravità della patologia. La fisioterapia nell’artrosi del cane può avere anche una buona componente preventiva, soprattutto nei casi di alterazioni articolari fin dalla giovane età dell’animale, nei quali la sintomatologia è ancora lieve o limitata.

Concludento, quando di parla di artrosi del cane: è necessario pensare a terapie multimodali, che vanno corrette e rimodulate in base alla risposta che il paziente ci mostra; ci vuole un lavoro di squadra tra proprietario, veterinario curante, ortopedico, fisioterapista, agopuntore; non si deve sottovalutare il dolore cronico del cane; è più efficace lavorare con la prevenzione e per lunghi periodi, che nel dolore acuto.

Bibliografia.

Gestione multimodale dell’artrosi – S.M. Fox, D. Millis – EV, Innovet – 2011.

Fisioterapia riabilitativa del cane e del gatto – L. Dragone – Elsevier 2011.

Essential facts of Physiotherapy in dogs and cats – B. Bockstahler, D. Levine. D. Millis – BE VetVerlag, 2004.

Canine Sports Medicine and Rehabilitation – M.C. Zink, J.B. Van Dyke – Wiley-Blackwell 2013.

Per approfondire sulla dieta per l’artrite vedi Come guarire definitivamente dall’Artrite mangiando correttamente in cui spiego che non è solo il cibo che mangiamo che fa la differenza, ma anche come viene combinato: ad esempio mescolare la frutta ai pasti produce fermentazione ed infiammazione. Anche lo zucchero va evitato perché è uno degli alimenti più infiammatori che esista.

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Ottimi anche gli acidi grassi polinsaturi del pesce. Selenio, vitamina D, rame, zinco alleati.

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Domanda: Faccio una cura per la cartilagine e assumo per 3 mesi il prodotto “Artdinamic” e vedendo il vostro sito ho visto vari prodotti per questa cura, mi sapreste dire se c’e un vostro prodotto migliore di Artdinamic? Ho letto le varie caratteristiche di Artho-5 e di Artdinamic e sono simili in parte…

Risposta: I prodotti sono simili ma solo per quanto riguarda gli ingredienti, non per le dosi e per efficacia.

Artdinamic contiene 20 bustine con, per bustina, 400mg di glucosamina, 400mg di condroitina, 50mg di MSM, 50mg di artiglio del diavolo e 100mg di garcinia mangostana come dose giornaliera. Di questi ingredienti, i primi 4 hanno un effetto provato sulle articolazioni ma solo in alte dosi. Con queste dosi basse non ci sono prove sulla loro efficacia.

Arthro-5 contiene per dose giornaliera (6 capsule che possono essere prese tutte insieme) quantità molto più alte: 1500mg di glucosamina, 1200mg di condroitina, 1500mg di MSM, 300mg di ASU e 80mg di acido ialuronico. Questi ingredienti hanno tutti un effetto benefico dimostrato sulle articolazioni, con queste alte dosi.

Artdinamic potrebbe essere efficace se prendesse due bustine o preferibilmente tre al giorno.

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Quando lo sport logora l’anca.

L’ artrosi non è una malattia tipica solo della terza età: colpisce spesso anche i giovani, e tra i maschi sono i più sportivi ad esserne penalizzati. La chirurgia mininvasiva artroscopica aiuta ad evitare, o almeno a ritardare, il ricorso alle protesi. Chirurghi da tutto il mondo hanno fanno il punto in Humanitas. Ecco i 7 consigli per allontanare il rischio di artrosi.

L’ artrosi è la malattia cronica più diffusa tra gli over 75 nel nostro Paese e colpisce soprattutto le donne (circa il 60% contro il 40% degli uomini). Nel caso dell’ anca, in particolare, l’artrosi porta ad una degenerazione della cartilagine dell’ articolazione coxo-femorale, la cavità destinata ad accogliere la testa del femore, con conseguenze invalidanti come dolore e difficoltà nei movimenti. Il risultato è un dolore intenso all’inguine che si irradia al ginocchio e all’anca, talvolta anche al gluteo. Se non trattato precocemente, quel dolore può portare a consumare l’articolazione e rendere necessario l’ intervento di protesi con sostituzione dell’articolazione in giovane età.

L’artrosi dell’anca colpisce anche i giovani, attenzione alla cartilagine.

Fino a pochi anni fa l’artrosi dell’anca veniva considerata una patologia tipica della terza età. In realtà, secondo il Riap (Registro italiano artro-protesi) sono oltre 90.000 le persone affette da artrosi che ricorrono all’intervento di protesi d’anca. Tra queste anche giovani, prevalentemente maschi quarantenni e sportivi. Sembra infatti che un’eccessiva e intensa attività sportiva prolungata, possa costituire un fattore di rischio per una precoce usura della cartilagine, una membrana elastica ma molto resistente che favorisce ogni movimento articolare; il risultato è lo sfregamento delle ossa che compongono l’articolazione con conseguente dolore tipico dell’artrosi dell’anca.

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Management of chronic osteoarthritic pain – R. Mc Laughlin – Veterinary Clinics of America: small animal practice, Vol. 30, n° 4, 07/2000.

Mani gonfie al mattino: cosa nascondono?

Non sempre siamo in grado di interpretare correttamente i segnali che provengono dal nostro corpo e, proprio per questo, o tendiamo a non dare il giusto peso alle cose oppure tendiamo a sopravalutarle un po’ troppo. In entrambi i casi apriamo comunque le porte a dei comportamenti errati di cui ci possiamo liberare solo e soltanto in un modo: iniziando a capire i segnali che il nostro copro tenta di farci recapitare!

Mani gonfie al mattino: c’è da preoccuparsi?

Uno di questi riguarda il gonfiore alle mani: molte persone lamentano infatti di svegliarsi al mattino con delle mani un po’ troppo gonfie rispetto al normale. Ebbene, cosa sta a significare questo particolare sintomo? In alcuni casi parliamo di un fenomeno del tutto innocuo ed i cui sintomi possono venire tranquillamente trascurati, ma in altri casi ci ritroviamo ad avere a che fare con dei segnali che potrebbero presupporre l’inizio di una qualche patologia.

Non dobbiamo dimenticare che le mani sono una delle parti del corpo che più comunemente vengono colpite dall’artrosi e dall’artrite: insieme a colonna vertebrale, anca, ginocchio, bacino e dita dei piedi, le mani rappresentano dei punti molto sensibili per quel che riguarda patologie di questo genere. E il gonfiore alle mani potrebbe proprio stare a significare la comparsa di una malattia articolare – l’artrosi o l’artrite, appunto – che faremmo bene a tenere sempre sotto stretto controllo.

Artrosi e artrite, vediamoci chiaro!

Tuttavia prima di gridare al panico sarebbe il caso di dare un’occhiata al significato di queste parole e capire, prima di ogni altra cosa, quali sono le differenze tra queste due malattie che tanto frequentemente quanto erroneamente siamo soliti confondere. Con il termine artrosi indichiamo una malattia degenerativa che coinvolge la cartilagine articolare e che porta del dolore a livello osseo col passare del tempo: si tratta di una patologia davvero molto comune perchè non è che la si contrae nel vero senso del termine dato che, piaccia o meno, prima o poi riguarderà tutti noi non appena raggiungeremo un’età avanzata. E poi c’è l’ artrite, termine dietro cui si nasconde una infiammazione che coinvolge tessuti articolari e ossa provocandone un danneggiamento progressivo nel tempo; la differenza sostanziale tra artorsi e artrite sta proprio nel fatto che quest’ultima non è detto che compaia per forza di cose con lo scorrere degli anni né impone il fatto che finirà col coinvolgerci tutti quanti.

I sintomi dell’artrosi alle mani – Tra i sintomi principali che si è soliti avvertire in caso di artrosi, abbiamo: il dolore che aumenta durante il movimento e che si riduce in fase di riposo (e che dunque non è presente durante la nottata); una specie di rigidità che si manifesta in forma moderata o grave per non più di 30 minuti circa e il gonfiore che si presenta solo in alcuni specifici casi, come appunto alle mani non appena ci si sveglia al mattino. E’ invece assai raro se non del tutto improbabile che una sensazione di calore o la comparsa di rossore possano in qualche modo ricondursi a una diagnosi di artrosi.

I sintomi dell’artrite alle mani – Per quel che riguarda l’artrite, invece, sono quattro i principali sintomi che si è soliti avvertire sulle mani. Il primo è il dolore che compare indipendentemente dal fatto che la mano sia in movimento e che di conseguenza tende a farsi sentire anche di notte. In secondo luogo c’è la rigidità che è tipica del primo mattino e che tende a protrarsi per un’oretta circa: in genere la rigidità migliora se ci si prova a muovere un po’ e tende a riguardare più articolazioni nello stesso momento. Il terzo sintomo tipico dell’artrite è il gonfiore che può appunto comparire anche alle mani e, per finire, il calore e il rossore che a differenza dell’artrosi sono uno dei sintomi più frequenti nei casi di artrite (calore e rossore dipendono tuttavia da quanto è superficiale l’articolazione interessata dalla patologia).

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Proprio per via della limitata scelta di rimedi offerti dalla medicina tradizionale e per l’effetto limitato a sedare il dolore ma non ad impedire il progredire del problema, l’artrosi è il disturbo per il quale la più alta percentuale di pazienti ricorre a trattamenti alternativi o rimedi naturali (2).

Rimedi naturali contro l' artrite e problemi alle articolazioni?

L’artiglio del gatto (nome scientifico Uncaria tomentosa ) è un rimedio che arriva dal Perù che aiuta a ridurre i dolori articolari, soprattutto in corrispondenza con attività sportiva. I primi miglioramenti si registrano già dopo una settimana di trattamento (3).

L’ Urtica dioica, decisamente meglio nota come ortica, è il rimedio naturale più utilizzato per curare la rinite allergica. Tuttavia alcuni studi ne evidenziano l’efficacia anche contro l’artrosi (4) grazie agli alti livelli di polisaccaridi, lectine e lignani, steroli vegetali e flavonoidi. Per questo le foglie e la radice dell’ortica vengono considerate antiossidanti e cardioprotettivi.

Ben noti sono anche gli effetti antinfiammatori della Boswellia, albero tipico delle regioni collinari di India e Cina. Due i meccanismi di azione utili ai fini del trattamento di artrosi e problemi di reumatismi: inibizione della 5-LO (lipossigenasi) e inibizione della migrazione dei leucociti polimorfo nucleati.

Studi sull’efficacia contro l’artrite hanno riguardato anche la curcuma. La curcuma longa, nota anche come “ zafferano delle Indie ” per via del suo colore giallognolo, è da tempo utilizzata come farmaco naturale per via delle proprietà antiinfiammatorie. La dose giornaliera va stabilita con il medico in base alla gravità del problema ma di norma si sconsiglia di superare i 10 grammi al giorno. L’efficacia contro il dolore da artrite è stata paragonata, da alcuni studi, a quella dei farmaci ma con effetti collaterali decisamente ridotti (5). Occorre sapere però che ha un'azione anti-coagulante.

Rigenerare le articolazioni è possibile?

Come abbiamo visto tutti i rimedi per l’artrosi appena indicati, che siano medicinali o naturali, promettono essenzialmente di alleviare il dolore. Un approccio risolutivo invece dovrebbe includere la possibilità di intervenire sulla struttura delle articolazioni colpite, rigenerandole. Una sostanza idealmente candidata a questo scopo è la glucosamina solfato. Si tratta di uno zucchero amminico, precursore nella biosintesi della cartilagine (che, come noto, funge da ammortizzatore nelle articolazioni). I risultati statistici sembrano essere a favore del suo utilizzo (soprattutto per l’artrosi che interessa l’articolazione del ginocchio) ma non sono ancora sufficienti ad attribuire a questo approccio basi scientifiche solide. Alcuni medici restano scettici, soprattutto quelli non inclini a somministrare facilmente integratori. E’ innegabile però che la glucosamina stimoli la produzione di collagene e proteoglicani e di acido ialuronico sinoviale. Quest’ultimo ha una funzione lubrificante nel liquido sinoviale. In media, con le opportune personalizzazioni dovute al peso e alla condizione fisica, una persona ha bisogno di una dose giornaliera variabile tra 1000mg ed i 2000 mg di glucosamina (8).

Bibliografia.

1 Hunter DJ, Felson DT. Osteoarthritis. BMJ 2006;332:639-42;

Valori Normali.

Uomini: 24-336 mcg/l Donne: 11-307 mcg/l.

Nei casi di emocromatosi spesso si rilevano valori superiori a 1000 mcg/l.

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione.

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Quali tipi di interventi chirurgici si possono effettuare?

Per quanto riguarda l’ artrosi di anca e di ginocchio, si possono effettuare interventi di debridement artroscopico, le osteotomie di correzione e l’impianto di atroprotesi. Bisogna comunque ricordare sempre ai pazienti che le indicazioni di ogni procedura chirurgica sono individuali e che numerose sono le variabili che influenzano il risultato finale e, come per ogni intervento medico o chirurgico, non si è esenti da complicanze.

A fronte di tutto ciò, e del fatto che ci troviamo davanti una malattia così diffusa e invalidante, è fondamentale la prevenzione. In questo caso, prevenire significa adottare uno stile di vita corretto, che miri a ridurre l’eccesso di peso e a implementare l’attività fisica.

Ridurre l’eccesso di peso vuol dire ridurre biomeccanicamente il carico in eccesso che grava sul ginocchio e sull’anca, migliorando il dolore, la funzionalità e il decorso della malattia. Inoltre, il grasso sembrerebbe avere un’azione pro-infiammatoria, quindi, una sua riduzione potrebbe agire in modo positivo anche sul processo infiammatorio articolare innescato dal danno cartilagineo.

Per quanto riguarda l’ attività fisica, se essa viene praticata in modo corretto apporta due benefici:

uno è la diminuzione del peso corporeo e quindi del grasso; l’altro è il miglioramento della funzionalità, dell’aerobiosi e del tono muscolare.

Infatti, avere dei muscoli più tonici, più flessibili e potenti aiuta il paziente a deambulare meglio e ad avere più stabilità. Inoltre, il miglioramento della stabilità durante la deambulazione riduce il rischio di cadute e migliora la distribuzione del carico sulle articolazioni. Un assorbimento e un impatto del carico ben distribuito sulle articolazioni può ridurre a sua volta il dolore.

In caso di artrosi, non tutte le attività fisiche sono consigliabili. Dobbiamo, infatti, ricordare che la maggior parte delle persone che soffrono di artrosi quando iniziano a praticare un’attività fisica lo fanno purtroppo già tardivamente. Quindi, in questi casi, le attività consigliabili devono essere sicure per l’anziano e facilmente praticabili.

Queste sono fortunatamente tante e vanno dalle semplici e lunghe passeggiate all’acquagym, alla bicicletta, alla cyclette e al tapis roulant. Per chi lo preferisce, anche il Tai Chi e lo yoga vanno bene, poiché possono migliorare la postura, l’equilibrio, la coordinazione e il rilasciamento muscolare.

Una cosa importante da ricordare è che, per apportare benefici, l’attività fisica deve essere praticata in modo corretto, in maniera costante e moderata.