antinfiammatorio per schiena bifida significado

Il check up inoltre risulta importante per individuare il rischio di patologie nascenti o di predisposizione genetica, correggere le informazioni scorrette che creano squilibrio e testa i rimedi naturali più adatti alla chimica della persona. Ogni organismo produce una sua chimica, i sintomi sono diversi da persona a persona, come lo squilibrio di informazione dei meridiani e del sistema endocrino e molto altro.

La terapia conseguente viene effettuata da operatori esperti in medicina quantistica e biorisonanza, poiché con questo metodo è possibile agire riequilibrando gli organi interessati, disperdere i sovraccarichi energetici, calmare la mente, tranquillizzare in generale tutto il corpo.

Nel caso dell’artrosi, risulta importante la valutazione di elastina, collagene e tutti i nutrienti in carenza, un altra parte importante riguarda l’acidità dell’organismo (pH), causa riconosciuta di quasi tutte le patologie e disturbi.

Nutripuntura, l’agopuntura senza aghi.

Con la Nutripuntura ci poniamo l’obiettivo di fornire quelle informazioni che sono presenti nel corpo umano di ogni individuo già fin dalla nascita e che, per un motivo o un altro, si sono perse nel corso della vita di ognuno di noi.

Ecco dunque, noi facciamo in modo di nutrire nuovamente l’organismo umano offrendo appunto un nutrimento endocellulare, fornendo quindi quelle informazioni che ha perso.

È molto probabile che sarete in grado di riprendere la guida della macchina quando il vostro ginocchio si piegherà sufficientemente tanto da consentirvi di entrare e di sedervi comodamente in auto, e quando il vostro controllo muscolare fornisce il tempo di reazione adeguato per la frenata e l'accelerazione. La maggior parte delle persone riprenderà la guida dopo circa 4-6 settimane dall'intervento chirurgico.

I rapporti sessuali possono tranquillamente essere ripresi 4-6 settimane dopo l'intervento chirurgico. Chiedete al vostro medico se avete bisogno di maggiori informazioni.

Come evitare i problemi dopo la chirurgia.

Prevenzione dei coaguli di sangue.

Seguite attentamente le istruzioni del vostro Chirurgo ortopedico per ridurre il rischio di coaguli di sangue (trombi) in via di sviluppo durante le prime settimane di recupero. Lui può raccomandare di continuare ad assumere il farmaco anticoagulante del sangue che è stato iniziato in ospedale (N.B. durante l'assunzione di questi farmaci anticoagulanti bisognerà eseguire le prove ematiche della coagulazione ogni 10-15 giorni per evitare complicanze relative alla loro assunzione). Contattare immediatamente il Medico se si sviluppano uno dei seguenti segnali di pericolo.

I segnali di pericolo di coaguli di sangue. I segni premonitori di eventuali coaguli di sangue nella gamba includono:

Aumento del dolore al polpaccio. Gonfiore o arrossamento sopra o sotto il ginocchio. Aumentato gonfiore al polpaccio, caviglia e piede.

I segnali di pericolo di embolia polmonare. I segnali di allarme che un coagulo di sangue è arrivato al polmone sono:

dolore perineo uomo universale da

L’entità e la gravità del processo sembra inoltre dipendere dal numero dei fattori che intervengono, dalla loro intensità e dalla loro durata d’azione.

Fattori di rischio.

Benché l’osteoartrite diventi più comune con gli anni, in realtà possono svilupparla anche soggetti più giovani, in genere a seguito di un trauma articolare, di una malformazione o di un difetto genetico della cartilagine articolare.

La malattia colpisce sia uomini che donne:

prima dei 45 anni, è più frequente negli uomini, dopo diventa più comune nelle donne.

Si manifesta anche più frequentemente nei soggetti sovrappeso e in chi fa mestieri particolarmente usuranti per determinate articolazioni.

Se la capacità rigenerativa psico-fisica è limitata e l’organismo non è più in grado di adattarsi a situazioni stressanti, si creano le condizioni predisponenti allo sviluppo di patologie croniche, che a loro volta contribuiscono al mantenimento dello squilibrio immunologico. Fattori negativi come stress, infiammazioni croniche, allergie e tumori determinano uno spostamento dell’attività del sistema immunitario verso la risposta umorale (produzione di anticorpi e stimolo infiammatorio).

La risposta umorale (definita TH2) e quella cellulo-mediata (TH1) in condizioni di equilibrio dovrebbero lavorare 12 ore l’uno e 12 ore l’altro. Se permane lo stimolo per una risposta TH2, la risposta TH1 viene automaticamente inibita, per cui l’organismo perde la capacità di difendersi da virus e cellule tumorali. L’eccesso di vaccinazioni e terapie prolungate con cortisone provocano uno sbilanciamento della risposta verso TH2 con riduzione della sorveglianza immunitaria TH1. Per questo motivo, non devono essere vaccinati animali con tumori, allergie, malattie degenerative e autoimmuni. Il ripristino di un equilibrio tra risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata è, quindi, assolutamente necessario per consentire all’organismo di poter funzionare sia contro i microrganismi sia contro le cellule tumorali.

Artrite e artrosi: ecco cosa mangiare per sentirsi meglio.

L'artrite e l'artrosi sono patologie croniche infiammatorie autoimmuni. Ecco cosa è meglio mangiare per alleviare i dolori e sentirsi meglio.

L’artrite e l’artrosi sono delle malattie reumatiche che interessano le articolazioni, i sintomi che appaiono sono molto simili in quanto si ha una limitazione del movimento, forti dolori accompagnati a rigidità. Queste malattie posso rivelarsi e comparire a qualsiasi età, dall’infanzia all’adolescenza, dall’età adulta all’anzianità poiché si tratta di patologie croniche infiammatorie autoimmuni. Le differenze per queste due patologie sono tante ma non staremo qui a spiegarle, anche la prevenzione e le cure sono differenti. Importante è non prendere peso e mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato favorendo anche un’attività fisica leggera.

I l Food and Nutrition Information Center ha diramato una serie di informazioni e raccomandazioni per i pazienti che soffrono di artrite e artrosi. Innanzitutto occorre mangiare alimenti con fibre, perché oltre a dare un maggior senso di sazietà, aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo e a prevenire il diabete. Inoltre contengono vitamine e grassi salubri. Ottimi i legumi, le carote e la frutta secca. Anche l’omega 3 è importante, contenuto nel pesce e nell’olio, questi grassi aiutano a ridurre i danni provocati dall’infiammazione di artrosi e artrite perchè riduce i livelli di due proteine, proteina C-reattiva e l’interleuchina-6, Molto importante quindi mangiare salmone, tonno, sardine, trota, acciughe, aringhe, merluzzo e lo sgombro. Mangiare tra gli 80 e i 160 grammi almeno quattro volte a settimana riduce l’infiammazione e protegge anche il cuore.

sintomi artrite reumatoide manifesto movie

La terapia della FM è radicalmente cambiata negli ultimi 15 anni. Fino a circa 10 anni fa la FM veniva raramente diagnosticata, anche perché si riteneva che tale diagnosi non fosse di alcuna utilità, in quanto si considerava la FM una patologia di natura psicogena e pertanto difficilmente curabile. Negli ultimi anni le cose sono radicalmente cambiate e oggi si può affermare che la FM si può curare con successo. Grazie alla scoperta dei meccanismi alla base della FM possiamo oggi utilizzare farmaci in grado di correggere i deficit alla base della malattia (in particolare il deficit di serotonina). Oltre ai nuovi farmaci disponiamo di alcuni trattamenti non farmacologici estremamente efficaci in grado di modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella FM.

Terapia Farmacologica.

Possiamo distinguere fondamentalmente due classi di farmaci utilizzati per il trattamento della FM: i farmaci miorilassanti, che agiscono sulla manifestazione “periferica” della FM cioè sulla contrattura muscolare, e i farmaci che potenziano l’attività della serotonina che agiscono invece su uno dei meccanismi “centrali” della malattia. Generalmente questi farmaci vengono associati nello stesso paziente. La grande novità è stata l’introduzione dei Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina (SSRI), utilizzati primariamente come antidepressivi, ma che si è poi visto essere estremamente efficaci su alcune delle manifestazioni della FM, in particolare sulla astenia e sulla insonnia. Oggi il “gold standard” della terapia farmacologica della FM è considerato l’uso di uno dei più recenti SSRI (paroxetina o sertralina), da assumere al mattino, in associazione alla ciclobenzaprina, da assumere in unica dose serale. Da ricordare anche l’importanza dei sali di magnesio che rivestono un ruolo essenziale nel metabolismo muscolare, non tutti i prodotti in commercio sono però ugualmente efficaci in quanto alcuni hanno uno scarso assorbimento. Altri farmaci che vengono correntemente utilizzati nella terapia della FM sono gli antiepilettici, gli analgesici centrali, alcuni antiparkinsoniani. Grande interesse sta poi suscitando una nuova classe di farmaci antidepressivi, i Farmaci Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina (SNRI), i quali agiscono su di un più ampio spettro di neurotrasmettitori rispetto agli SSRI. I farmaci anti-infiammatori utilizzati per trattare molte patologie reumatiche non mostrano importanti effetti nella fibromialgia. Tuttavia, a basse dosi, possono dare qualche sollievo al dolore. I cortisonici sono inefficaci e dovrebbero essere evitati per i loro potenziali effetti collaterali. I farmaci che facilitano il sonno profondo e il rilassamento muscolare aiutano molti pazienti affetti da fibromialgia a riposare meglio. Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante, simili strutturalmente agli antidepressivi. Sebbene questi farmaci abbiano come principale indicazione la depressione, essi vengono abitualmente prescritti ai pazienti affetti da fibromialgia a bassi dosaggi, di solito prima di andare a letto. Nei pazienti fibromialgici, questi farmaci sono principalmente utilizzati per lenire il dolore, rilassare i muscoli e migliorare la qualità del sonno piuttosto che per il loro effetto antidepressivo. Sebbene molti pazienti dormano meglio e abbiano meno fastidi quando assumono questi farmaci, il miglioramento varia molto da persona a persona. In aggiunta, i farmaci hanno effetti collaterali come sonnolenza diurna, costipazione, bocca asciutta e aumento dell’appetito. Gli effetti collaterali sono raramente severi, ma possono essere disturbanti. È quindi consigliabile limitarne l’uso.

Terapia Non Farmacologica.

Si può affermare che tutte le terapie non farmacologiche note, più o meno ortodosse, sono state utilizzate nel trattamento della FM. Non è pertanto semplice districarsi nell’ambito di un campo nel quale molto spesso risulta difficoltoso separare la reale efficacia di un trattamento dalla semplice suggestione. È quindi necessario basarsi solo sui dati dimostrati che derivano dagli studi scientifici. Il primo punto da chiarire è relativo alle terapie fisiche (TENS, ionoforesi, termoterapia, ecc.) che vengono spesso consigliate ai pazienti con FM: a parte la TENS che risulta efficace fino al 70% dei casi, nessuna altra terapia fisica ha dimostrato risultati superiori al placebo. Per quanto riguarda il massaggio, è stato utilizzato in pochi studi: è comunque comune esperienza dei pazienti con FM che il massaggio può fare peggiorare nettamente la sintomatologia. Anzi si può affermare che, in generale, qualora un paziente trattato con massaggio per una contrattura muscolare riferisca un peggioramento dei sintomi si deve sospettare una FM. Almeno due studi hanno documentato l’efficacia del biofeedback elettromiografico, metodica che ha il limite di essere poco diffusa e quindi per lo più sconosciuta ai pazienti. Un altro argomento che suscita interesse e quello della omeopatia che, negli ultimi anni, anche in Italia è andata sempre più diffondendosi. Alcuni studi hanno studiato l’effetto di uno specifico rimedio omeopatico il “Rhus Tox” con risultati variabili: è necessario però chiarire che tale trattamento non è adatto a tutti i pazienti, ma solo ad una piccolo sottogruppo con caratteristiche ben definite. La terapia non farmacologica che negli ultimi anni ha però radicalmente cambiato l’approccio terapeutico e la prognosi della FM è certamente la Terapia di Rilassamento Muscolare Profondo: Training Autogeno di Schultz, Terapia Cognitivo-Comportamentale, Terapia di Rilassamento basata su Tecniche Ericksoniane. Le prime due tecniche di rilassamento hanno un limite nella scarsa adesione dei pazienti al programma terapeutico a causa della lunga durate dello stesso e della complessità dell’approccio. La terapia di rilassamento di tipo ericksoniano (definita “a breve termine”) è invece preferibile per la rapidità dell’effetto terapeutico, per l’efficacia su tutti i parametri esaminati (numero di punti tender, disturbi del sonno, astenia, dolore globale) e per la durata dell’effetto almeno fino al 6° mese dal termine del trattamento. Sono tecniche di derivazione psicologica che inducono il rilassamento muscolare riducendo l’iperattività neurovegetativa alla base della FM. Sono basate sull’uso di un linguaggio “analogico” (cioè un linguaggio suggeritivo in grado di attivare ricordi e sensazioni) che ha lo scopo di attivare le funzioni neuropsicologiche tipiche dell’emisfero cerebrale destro. Nel corso del trattamento si conduce il paziente a valutare eventuali tensioni intrapsichiche per poi applicare tecniche verbali di programmazione neurolinguistica al fine di rimuovere le cause di tensione. Il numero di sedute necessarie è generalmente compreso tra 3 e 5 con frequenza settimanale o bisettimanale. Se il paziente riesce ad ottenere un buon rilassamento muscolare, il risultato è solitamente duraturo e non sono richiesti ulteriori trattamenti. L’effetto sulla sintomatologia della FM è progressivo e comporta una attenuazione delle principali manifestazioni (in particolare della astenia e del dolore) ed un miglioramento della qualità del sonno.

Esercizio e Terapie Fisiche.

artrosi dolorosa margulis las plantas

Se non si esegue la terapia adeguata infatti, la sintomatologia potrebbe andare incontro ad un peggioramento e ripresentarsi nel corso degli anni. Dunque è proprio la cartilagine la causa scatenante dell’artrosi. Accade infatti che questa col passare del tempo si inizi ad assottigliare fino ad usurarsi del tutto in maniera graduale. Oltre alle terapie farmacologiche, uno stile di vita sano e una dieta composta da alimenti ricchi di calcio sono la base per tenere sotto controllo entrambe le patologie e la salute delle ossa.

Artrosi nel Gatto Cure Naturali Omeopatia Rimedi ad Hoc.

L’ Artrosi nel Gatto sta diventando un disturbo sempre più diffuso tra i Gatti domestici.. Parliamo di una malattia che dalle stime veterinarie risulta pressochè inesistente tra gli animali selvatici.

Artrosi e Artrite nel Gatto sono figlie dell’inquinamento ambientale causato da vari agenti esterni, ma principalmente, da alimenti industriali confezionati, che favoriscono le infiammazioni dei tessuti, il deposito di tossine acide e dall’uso massiccio di farmaci, vaccini ecc. che sconvolgono il Sistema Immunitario e rendono vulnerabile l’organismo.

Questa premessa non vuol dire che bisogna lasciare un Gatto allo stato selvatico, è bene allevarlo seguendo le sue inclinazioni naturali, per prevenire malattie dovute a stili di vita contronatura. I GATTI in particolar modo, sono sensibili a manipolazioni esterne a livello emotivo e fisico e ne risentono negativamente.

L’Artrite nel Gatto, è un evento infiammatorio acuto, mentre l’Artrosi è una malattia cronico-degenerativa ugualmente sostenuta da uno stato infiammatorio.

Nell’ Artrosi nel Gatto, la componente INFIAMMATORIA è sempre molto intensa, ed è di fondamentale importanza, valutare l’eventuale presenza di allergie alimentari, che portano uno stato tossico permanente, che infiamma i tessuti.

ernia a disco lombare sintomi gravidanza

Trattamenti chirurgici, sono davvero utili?

Per i casi più gravi di artrosi alle mani, purtroppo, l'unico rimedio pare essere il trattamento chirurgico. Oggi sono interventi poco invasivi da effettuare anche in day hospital e che hanno un periodo di convalescenza variabile in base alla zona operata. Purtroppo nessuno di questi interventi riesce a ripristinare al 100% la funzionalità della zona colpita che comunque continuerà a presentare un lieve disagio ma, se tutto è andato bene, senza sintomi dolorosi e con un discreto recupero del movimento. La tipologia di intervento differisce a seconda della zona da trattare, nel caso della terza falange, si procederà a fonderla con la seconda, riducendo drasticamente il problema.

L'intervento in sé non è rischioso e dura poco tempo. Il periodo di recupero è di circa un mese, dopo il quale si potrà procedere con la fisioterapia. Pur recuperando una discreta funzionalità del dito, un recupero totale non ci sarà. Per l'utilizzo di protesi invece si deve manifestare un grado di gravità elevato e in zone ove sia possibile intervenire con tale metodo. In questo caso il recupero è ottimale. La cosa migliore da fare, se in famiglia abbiamo casi di artrosi alle mani, è quella di correre ai ripari il prima possibile, gestendo la nostra alimentazione e il nostro stile di vita in modo da prepararci a combattere al meglio questo tipo di disagio.

Bassa in grassi saturi. Ricca in grassi polinsaturi: Omega 3 e omega 6. Ricca in carboidrati complessi (fibra). Normoproteica. Ricca in potassio.

Alimenti non raccomandati. Alimenti raccomandati.

Humanitas News persegue l’obiettivo di comunicare, tramite la produzione di contenuti testuali, grafici e multimediali, le attività cliniche, scientifiche, divulgative ed educative di Humanitas e dei suoi professionisti. Scoperte scientifiche e studi clinici, trattamenti e tecnologie, eventi di spessore nazionale e internazionale, nonché iniziative di prevenzione alle quali l’Ospedale aderisce: sono solo alcuni dei temi affrontati in articoli e interviste di approfondimento pubblicati quotidianamente e scritti in collaborazione con gli specialisti dell’Istituto. Attivissima anche sui social, la redazione di Humanitas News propone inoltre una newsletter mensile inviata a tutti gli iscritti, per rimanere sempre aggiornati sulle più interessanti novità legate al mondo Humanitas.

OPINIÓN: La leche y sus derivados tienen consecuencias graves para tu salud.

Por Raquel Pérez de León Nota del Editor: Raquel Pérez de León es Licenciada en Nutrición, especializada en clínica y deporte. Síguela en su cuenta de twitter: @raq_nutriologa (CNNMéxico) — Siempre nos han dicho que tomar leche es indispensable para crecer y mantener saludables nuestros huesos y dientes. Me parece que la industria de los lácteos nos ha…

10:54 ET (14:54 GMT) 19 junio, 2013.

Por Raquel Pérez de León.

Nota del Editor: Raquel Pérez de León es Licenciada en Nutrición, especializada en clínica y deporte. Síguela en su cuenta de twitter: @raq_nutriologa.

(CNNMéxico) — Siempre nos han dicho que tomar leche es indispensable para crecer y mantener saludables nuestros huesos y dientes. Me parece que la industria de los lácteos nos ha vendido ese mensaje por años.

Pero lo cierto es que el consumo de leche y sus derivados está relacionado con consecuencias graves a la salud, como cáncer, obesidad, osteoporosis, alergias y problemas digestivos, entre otros.

La información existe: estudios científicos de universidades de prestigio lo comprueban, sin embargo, ¿por qué no llega a nuestras manos? ¿quién va a atreverse a cuestionar a sectores como el de la industria de los lácteos?

dolore al ginocchio laterale interno destroyah crab

MATERIALI E METODI.

Si tratta di uno studio prospettico randomizzato iniziato nel 2009. Dei 319 pazienti totali, 93 (119 ginocchia) hanno soddisfatto i criteri di inclusione e hanno ricevuto iniezioni (Regen ACR-C, Regen Lab, Svizzera) endoarticolari di plasma ricco di piastrine autologhe (PRP) nel ginocchio, per le prime fasi di OA (Grado 1-2 di Kell- gren-Lawrence), e sono stati sistematicamente seguiti per un minimo di 2 anni dall’inizio del trattamento. Nei 3 anni precedenti il trattamento, tutti i pazienti si esercitavano in attività sportive (jogging, nuoto, sci, ciclismo, passeggiate o trekking) a livello non professionistico, e avevano registrato presenza di sintomi.

Criteri di inclusione.

Criteri di esclusione.

Non sono stati inclusi nello studio i pazienti con diagnosi di OA tricompartmentale, artrite reumatoide, o concomitanza severa di artrosi dell’anca. Pazienti con un precedente intervento di osteotomia tibiale o trapianto cartilagineo. Pazienti con grado 2+ e 3+ di versamento nell’ articolazione del ginocchio in base al test Stroke, pazienti con malattie del sangue, malattie metaboliche sistemiche, immunodeficienza, positività al test per epatite B o C, HIV, infezione locale o sistemica, ingestione di farmaci anti-piastrinici entro 7 giorni prima della iniezione, e trattamento con corticosteroidi endoarticolari o orali nei 3 mesi precedenti la prima iniezione. Quei pazienti che hanno soddisfatto i criteri di inclusione hanno ricevuto un minimo di 1 ciclo di iniezioni endoarticolari di PRP nel ginocchio interessato. Un ciclo consisteva di tre iniezioni, ciascuna somministrata con cadenza mensile. Trentotto pazienti (50 ginocchia) sono stati selezionati in modo casuale, tramite computer, utilizzando numeri casuali (Research Randomizer © 1997-2013 G. Urbaniak e S. Plous) prima della prima iniezione, e destinati a ricevere un secondo ciclo al termine del 1 ° anno. Tra i cicli, i pazienti non hanno ricevuto altre iniezioni endoarticolari o farmaci per via orale per il ginocchio, con l’eccezione di acetaminofene, quando richiesto. I pazienti sono stati intervistati per quanto riguarda il consumo di analgesici e trattamenti alternativi ad ogni follow-up. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a fisioterapia presso lo stesso centro, con lo stesso protocollo per 4 settimane a partire dalla settimana successiva alla prima iniezione, per migliorare la forza muscolare del quadricipite e la gamma di movimento. La valutazione radiografica pre-trattamento comprendeva una radiografia in proiezione antero-posteriore su lastra lunga, da in piedi, per tutta la gamba, comprendendo fianchi e caviglie; in piedi antero-posteriore, con vista laterale del ginocchio; assiale femoro-rotulea e in piedi con ginocchio flesso a 45 °; inoltre, diagnosi mediante risonanza magnetica. Prima del trattamento sono state effettuate indagini del sangue di routine, compresi emocromo completo, profilo di coagulazione e di screening per le malattie trasmissibili (HIV, HBsAg).

Preparazione del PRP.

Sono stati prelevati 8 millilitri di sangue dalla vena cubitale, e centrifugato per una sola volta, per 5 minuti, a 1500 giri di forza centrifuga relativa e 3500 giri, come prescritto dal produttore. La centrifugazione del sangue intero venoso presenta il vantaggio di differenziare per diversi gradienti di densità i componenti del sangue. Gli eritrociti, che sono più densi, rimangono impacchettati sul fondo del contenitore da centrifuga. Il buffy coat (si indica con questo termine lo strato di leucociti che si forma tra i globuli rossi ed il plasma quando il sangue non coagulato viene centrifugato) di globuli bianchi è sopra di questo, mentre le piastrine sono alla massima concentrazione nel plasma, appena sopra il buffy coat, riducendosi in concentrazione verso la parte superiore dello strato di plasma. Dopo centrifugazione, nei 4 ml di PRP ottenuto, il recupero delle piastrine era superiore all’ 80% e la concentrazione totale dei leucociti al di sotto del livello basale, con una deplezione di granulociti inferiore al 95% (vengono recuperati il 75% di linfociti, e monociti al 50%). E’ stato quindi ottenuto l’LP-PRP (PRP povero di leucociti), secondo la classificazione di Dohan Ehrenfest ed il sistema di classificazione di PAW, che classifica il PRP ottenuto come P2Bß. Una volta preparato il PRP (con una concentrazione di piastrine di circa il doppio), è stato aspirato in una siringa per essere iniettato. Il PRP si è attivato in vivo, solo dopo l’iniezione, quando le piastrine sono state esposte al collagene, o fattore di von Willebrand, che porta alla loro aggregazione. Dopo il trattamento, ai pazienti è stato permesso il moderato carico sull’arto, e consigliata l’applicazione locale di ghiaccio per 20 minuti ogni 2-3 h per 24 h. E’ stato inoltre raccomandato di evitare le attività vigorose con coinvolgimento del ginocchio per le successive 48 ore.

Analisi dei risultati.