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Eccesso di cibo: il lavoro del fegato è proporzionale all'introito calorico. Le calorie in eccesso si traducono in un superlavoro da parte del fegato, e ad un'aumentata probabilità di incorrere in patologie come la steatosi epatica (fegato grasso). Per evitare l'eccesso di cibo è sufficiente (si fa per dire. ) essere in peso forma. Dunque, i soggetti in sovrappeso preoccupati per il loro fegato dovrebbero innzitutto perdere peso.

Eccesso di alcol: limitare l'assunzione di alcol a 250 ml di vino al giorno o una quantità di altri alcolici equivalente (vedi l'articolo sull'alcol).

Eccesso di cibi grassi: i grassi sono le sostanze più difficili da digerire e da elaborare anche da parte del fegato, bisognerebbe dunque limitarne il consumo. C'è da dire che in una dieta normocalorica, seguita da un soggetto in perfetto peso forma, la quantità di grassi nella dieta è automaticamente regolata dall'impossibilità di assumere calorie in eccesso. Sarebbe opportuno alternare i grassi vegetali (mono e polinsaturi) a quelli animali e soprattutto assumere una quantità adeguata di grassi del pesce (omega 3).

Cotture ad alta temperatura: i grassi cotti ad alta temperatura e/o a lungo (fritti in primis) sono particolarmente difficili da elaborare per il fegato e contengono sostanze tossiche, come l'acroleina, che vanno smaltite dal fegato, intossicandola in misura proporzionale all'assunzione. A rischio anche i cibi bruciacchiati o tostati, soprattutto la carne ala griglia, tossica per lo stomaco oltre che per il fegato (limitare il consumo al massimo a una volta a settimana).

Evitare l'eccesso di medicinali e limitare ulteriormente, o eliminare, l'assunzione di alcol in concomitanza con i medicinali, per evitare di aggiungere al fegato lo stress per smaltire l'alcol a quello per metabolizzare i medicinali.

Questi sono i rimedi veramente efficaci per depurare il fegato, e come si vede sono tutti "in negativo" cioè si tratta di consigli atti all'eliminazione o alla riduzione delle sostanze intossicanti per il fegato. I rimedi che in genere vengono proposti (carciofo, cardo mariano, mirtillo, cavoli, polline, lievito di birra, acerola) hanno una valenza scientifica discutibile e comunque il loro effetto sulla depurazione del fegato, ammesso che esista, è molto inferiore a quelli proposti in precedenza.

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Laser terapia E' una tecnica che ha applicazioni sempre più vaste e si sta diffondendo in moltissimi campi della medicina, nella cura dell'artrosi viene impiegato un laser non chirurgico dirigendolo sui vari punti cutanei, variando l'intensità a seconda della profondità da raggiungere, In molti casi i punti sulla pelle che ricevono il laser corrispondono ai punti utilizzati in agopuntura. L'effetto principale del laser è l'azione antidolorifica.

Terapia Marconi e radarterapia.

Queste tecniche utilizzano apparecchi a correnti alternate e frequenze elevatissime, che hanno grande capacità di penetrazione nei tessuti del corpo, inducono un calore intenso che ha effetti antinfiammatori.

Terapia Tens Consiste in una stimolazione elettrica mediante un apposito apparecchio applicato sui punti doloranti, è latecnica più efficace contro il dolore.

Magnetoterapia Gli effetti dei magneti naturali e i tentativi di usari in medicina sono noti fin dall'antichità, solamente negli ultimi venti anni si sono però intrapresi studi scientifici legati all'interazione tra i campi magnetici e il corpo umano. Oggi la magnetoterapia utilizza apparecchiature che generano campi magnetici a bassa intensità, hanno un effetto antidolorifico, antinfiammatorio, di rilassamento muscolare e "funzionano", nonostante i meccanismi reali dell'effetto terapeutico non siano ancora del tutto chiari, anche se, per ogni tipo di trattamento qui riportato, la risposta del malato dipende dalla sua interazione corretta al trattamento.

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Questo articolo è stato scritto mercoledì 24 febbraio 2016 alle 23:10 nella categoria alimentazione.

nel lungo ( si spera) periodo dobbiamo tutti morire. Mi domando come devo vivere la vita se devo incominciare, per esempio, a non usare più il sale, non bere più un grappino serale o il mio amato liquore al mirto sardo. La carne, come posso vivere senza la fiorentina, le uova in padella,il caffè dopo pranzo e tanta e tante cose che mi uccidono. Non è forse meglio spararsi primo invece che avere tutte queste limitazioni che rendono la vita infernale, un esercizio di ascetismo estremo per aspiranti vegani? Mi domando come abbiano potuto sopravvivere le precedenti generazioni che questi problemi non se li sono mai posti e noi qui a raccontarcela. Quanto l’umanità deve,per esempio, al cannibalismo perchè mica mi potete raccontare che alle origini eravamo vegetariani.

D’accordo che alla fine tutti dobbiamo morire ma la questione è COME. Dopo avere visto come sono morti alcuni miei conoscenti, costretti a letto anche per 15 anni ( dopo i 70) afflitti dalle più varie malattie degenerative, diventati un peso per i loro famigliari, senza neanche più la lucidità mentale, vegetali, io mi chiedo: COME voglio morire un giorno? Vorrei spegnermi serenamente, nel sonno, magari dopo una bella passaggiata con il cane al mare al tramonto ( con le mie gambe), o dopo avere scattato qualche foto a quel nido di uccellini che ho visto la mattina, o dopo aver letto l’ultimo libro del mio autore preferito ( con i miei occhi) e aver attizzato il fuoco nel caminetto (con le mie mani), o dopo avere parlato via skype con mio nipote che studia in america. Insomma vorrei morire vecchia ma NON malata, questo è quello che mi auguro, e se per raggiungere questo, lo “scotto” da pagare è non mangiare insaccati, fritti e grassi animali…beh, io ci sto, ci sono così tante cose buone e salutari che hai solo l’imbarazzo della scelta! veramente, negarlo è solo pigrizia mentale.

sul nido di uccellini non lo direi molto in giro che i bergameschi mica hanno smesso di mangiare “polenta e usei”.

Un mio amico più giovane di me è morto di tumore al polmone, non aveva mai fumato, era un fissato di quelli che prendono antiossidanti, mangiatore di cavoli che fanno tanto bene. Possibile che tutto quello che fa parte della nostra tradizione alimentare faccia male, e invece fanno bene porcherie orientali immangiabili, però secondo le statistiche saimo trà quelli che campano di più, per ora a mio avviso, noi nati dopo la guerra moriremo prima dei nostri avi, mio nonno è morto a 95 anni come piacerebbe a lei, e ha sempre mangiato di tutto, senza strafare è chiaro. E’ meglio vivere da malati mangiando schifezze per morire sani, oppure godersi un pò anche i piaceri della tavola, a me piace il whisky da malto stravecchio, che dovrei usare al suo posto, il tofu mangiatelo voialtri.

L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni caratterizzate da dolore, gonfiore è rigidità articolare, di solito associata alla presenza di psoriasi cutanea.

Sebbene si possa manifestare ad ogni età il picco d’ incidenza massimo è tra i 30 e i 50 anni. Ne sono colpiti in maniera pressoché uguale uomini e donne. La prevalenza, fra i pazienti psoriasici, è dato controverso: si parte dal 5-8% della letteratura “classica” per arrivare al 20-25% rilevato da studi clinici recentissimi.

Nella maggioranza dei casi (75%) la psoriasi precede la comparsa di artrite; più rara è l’insorgenza contemporanea del coinvolgimento articolare e cutaneo (15%) mentre ancora meno frequente è la comparsa dell’artrite prima della psoriasi (10%). In un piccolo sottogruppo di pazienti può essere diagnosticata anche in assenza di psoriasi.

Non è invece stata dimostrata alcuna correlazione tra gravità ed estensione delle lesioni cutanee e coinvolgimento articolare che è piuttosto frequente sia nei pazienti con psoriasi lieve, sia in quelli affetti da forme severe.

Come si presenta?

La diagnosi della artrite psoriasica è una diagnosi clinica che si basa sulla presenza di precise manifestazioni. L’artrite può svilupparsi lentamente con sintomi lievi oppure rapidamente e in forma severa. I sintomi iniziali possono essere:

rigidità (specialmente al mattino); dolore e gonfiore in una o più articolazioni delle mani, dei piedi oppure di gomiti, ginocchia e caviglie di solito a carattere asimmetrico; riduzione dell’ampiezza dei movimenti; cambiamento d’aspetto delle unghie.

L’interessamento delle unghie, presente in circa il 40% dei casi, è infatti fortemente predittivo dell’’interessamento articolare.

Esistono inoltre dei segni distintivi rispetto alle altre forme artrosiche: la dattilite, il cosiddetto dito a “salsicciotto”, che si manifesta con gonfiore omogeneo di un dito della mano o del piede per infiammazione dei tendini e delle articolazioni del dito interessato, e l’entesite, infiammazione del punto d’inserzione dei tendini e dei legamenti sull’osso: la localizzazione più frequente è a carico dell’inserzione del tendine di Achille, posteriormente alla caviglia.

Come si effettua la diagnosi?

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Bere acqua è fondamentale per disintossicarsi in modo naturale e mantenere idratato tutto l’organismo. Bere acqua e limone aiuta a sbarazzarsi delle tossine ancora più facilmente. L’acido citrico contenuto nel succo di limone infatti stimola il fegato a produrre la bile, che rappresenta un altro veicolo che il nostro corpo utilizza per espellere le tossine.

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Grazie agli applicatori TATOpro, i più fini in commercio, è possibile trattare le neoplasie di fegato, reni, polmoni, mammella, tiroide e ossa riducendo i fenomeni di sanguinamento e di dolore post procedurale. In particolare TATOpro 18G è l’unico applicatore che permette di intervenire sulla prostata.

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TATO, grazie al sistema di termoablazione a microonde, assicura al medico una lesione sferica e riduce il rischio di danneggiare i tessuti sani intorno al tumore. TATO minimizza la dispersione dell’energia erogata dal generatore; senza dispersione, gli applicatori lavorano anche a basse potenze e la procedura di ablazione non causa gli effetti collaterali associati all’uso di potenze più elevate: effetto cometa, carbonizzazione e vaporizzazione.

Un’alternativa all’asportazione chirurgica del tumore.

TATO è l’unico sistema che permette di utilizzare fino a 4 applicatori in contemporanea e con un singolo generatore. Il radiologo interventista può, in un solo trattamento della durata di 15 minuti, intervenire su una neoplasia del diametro superiore ai 5 cm o su 4 metastasi disseminate, evitando così l’asportazione chirurgica e rendendo possibile il trattamento su pazienti inoperabili.

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Questi due tipi di cancro rispondono in modo diverso alle terapie. La migliore terapia per ogni singolo caso dipenderà dal tipo di tumore.

Cancro del polmone non a piccole cellule Esistono diversi tipi di cancro del polmone non a piccole cellule a seconda del tipo di cellula anormale:

adenocarcinoma – più comune nelle donne, in particolare nelle fumatrici, tende a formare grumi di muco nelle vie aeree più piccole; carcinoma spinocellulare (chiamato anche carcinoma epidermide o squamoso) – si forma più frequentemente negli uomini e negli anziani di entrambi i sessi, ma è raro nei non fumatori. Compare come una irregolare crescita di cellule a forma di squame ed è più comune nelle vie aeree centrali del polmone. Può crescere fino a bloccare il passaggio dell’aria ad una parte del polmone causandone il collasso. Questo tipo di cancro del polmone viene comunemente rimosso con la chirurgia.

Cancro del polmone a piccole cellule E’ causato da piccole cellule di forma rotonda che formano protuberanze polipoidi, solitamente nelle vie aeree più larghe. E’ molto raro nei non fumatori. Le cellule di questo tipo di tumore polmonare si dividono e si moltiplicano molto rapidamente, al punto che sono spesso già arrivate ad interessare i linfonodi e/o gli altri organi del corpo al momento della diagnosi. Risponde meglio alla chemioterapia e alla radioterapia rispetto al cancro del polmone non a piccole cellule, ma possono esserci delle recidive. Al termine della terapia è utile effettuare dei regolari check-ups per garantire che non ci siano delle recidive.

mesotelioma – non nasce dal polmone, ma dal sottile foglietto che lo ricopre, la pleura. E’ strettamente collegato all’esposizione all’asbesto. Generalmente interessa gli anziani ed ha un’incubazione che può arrivare a 35-40 anni dalla data della prima esposizione. Questo tipo di tumore è solito produrre del liquido che va drenato di tanto in tanto per migliorare la respirazione. Tumore carcinoide – è un tumore del polmone raro e, di solito, benigno (1-2% di tutti i tipi di tumore). Si manifesta principalmente nei giovani e la maggior parte dei pazienti non accusa sintomi alla diagnosi. Se compaiono i sintomi, questi sono improvvisi arrossamenti cutanei, diarrea, problemi cardiaci, dispnea. La chirurgia di solito è curativa, ma la radioterapia e la chemioterapia possono essere usate per controllare i sintomi.

Stadiazione Per determinare la terapia più appropriata, i tumori vengono stadiati, classificati cioè in base alla gravità della malattia:

Il Cancro del polmone a piccole cellule viene classificato come "limitato" (cancro presente solo in un polmone e nei linfonodi dello stessa lato) o "esteso" (cancro che si è diffuso a tutto il torace o in altre parti del corpo).

Il Cancro del polmone non a piccole cellule viene stadiato in 7 differenti stadi (I ab, II ab, III ab, IV). Un’utile semplificazione è la seguente:

stadio I: il cancro è presente solo all’interno del polmone; stadio II: il cancro si è diffuso ai linfonodi vicini o alla sola parete toracica; stadio III: il cancro si è diffuso in modo più estensivo all’interno del torace ed ai linfonodi più distanti; stadio IV: il cancro si è diffuso alle altre parti del corpo, ad esempio al fegato o alle ossa.

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Pasta 1/2 taza = pelota de tenis.

Patata Ratón de computadora.

Crema de maní 2 cucharadas = pelota de ping-pong.

Coma bien aun con prisas.

Idealmente, lo mejor sería obtener todas las vitaminas y minerales de comidas preparadas en casa. No obstante, debido a la vida atareada de hoy en día, las listas interminables de pendientes y la fatiga al final de la jornada, comer algo en el camino se ha vuelto la norma. Afortunadamente hay un mayor acceso que nunca a opciones saludables. He aquí cinco clases de alimentos para llevar que le ayudarán a saciar el apetito:

Nueces. Las nueces contienen proteína, calcio, magnesio, zinc, vitamina E y ácido alfa linoleico (el cual estimula al sistema inmunológico) que el cuerpo convierte en omega-3. Aun estando relativamente cargadas de grasa y calorías, los estudios muestran que las nueces ayudan a adelgazar. Su proteína, fibra y grasas mono insaturadas satisfacen el hambre. Como tienen calcio y magnesio existen, además, beneficios adicionales como el fortalecer y proteger los huesos, cuya importancia es primordial en quienes tienen artritis.

Tipologie e cause di artrosi.

Esistono vari tipi di artrosi. C’è quella derivante da malattie, traumi, sovraccarichi fisici (se si è praticato uno sport faticoso o un lavoro duro), e quella derivante da un fisiologico e progressivo logorio delle articolazioni. Può essere che in giovane età si abbiano avuto episodi e avvisaglie, poi superati grazie alla capacità rigenerativa dei tessuti. Con l’avanzare dell’età l’organismo perde tale capacità. La postura scorretta, il sovrappeso e l’età sono le principali cause dell’insorgere dell’osteoartrite, detta comunemente “artrite”. E’ importante mantenersi in forma con una ginnastica moderata ma continua, che renda le articolazioni flessibili, per prevenire il rischio di irrigidimento.

Dove colpisce l’artrosi.

Anche se può colpire qualunque articolazione, l’artrosi interessa, in particolare, alcune parti del corpo: le anche, le ginocchia, le mani, la colonna vertebrale. Quella alle anche causa rigidità, dolore e, nei casi più gravi, uno stato di disabilità. Il dolore può essere avvertito anche all’inguine, impedendo al soggetto di piegarsi. Nelle persone più anziane questo limita, per esempio, la possibilità di indossare da soli calze e scarpe. La forma che colpisce le ginocchia è una delle più comuni. Il ginocchio colpito diventa gonfio, rigido e dolorante, e questo rende difficile e faticoso anche il semplice camminare o salire la scale. Quella alle mani colpisce soprattutto le donne durante la menopausa, e può coinvolgere sia le articolazioni periferiche, che più in profondità. Le mani diventano rigide, poco sensibili e doloranti. Quella alla colonna vertebrale può avere ripercussioni anche sulle braccia e le gambe, che si indeboliscono. E’ il tipo più difficile da curare, proprio per le sue implicazioni su altre articolazioni, che vengono inevitabilmente coinvolte.

Che differenza c’è tra artrite e artrosi.

Che differenza c'è tra artrite e artrosi? Ecco quali sono i sintomi per riconoscere queste due patologie, spesso responsabili di disturbi insidiosi.

Che differenza c’è tra artrite e artrosi: prima di tutto bisogna comprendere la natura di queste due patologie. L’artrite è una malattia infiammatoria, mentre l’artrosi è di tipo degenerativo-cronico. Alla base di ciò, è possibile capire se si tratta di due sintomatologie molto diverse fra loro. Entrambe sono considerate delle patologie reumatiche, poiché colpiscono le articolazioni, comportando talvolta seri disagi. I sintomi possono sembrare molto simili in quanto, in entrambi i casi, si prova rigidità e dolore durante i movimenti.

Ecco perché capita molto spesso di confondere l’artrite e l’artrosi per la stessa patologia. Le loro distinzioni si basano soprattutto sull’età dei soggetti colpiti. L’artrite, oltre ad essere di natura infiammatoria, è anche una malattia di origine autoimmune, ovvero può presentarsi a qualsiasi età e colpire anche i più piccoli. L’artrosi è, invece, una malattia degenerativa che, nella maggior parte dei casi, colpisce gli individui di oltre 50 anni. Precisamente l’artrite si manifesta attraverso un’infiammazione articolare che può provocare arrossamento, gonfiore e dolore.

Non solo, nei casi più gravi è spesso accompagnata da rigidità e limitazione della capacità motoria delle articolazioni che possono sfociare in una deformazione con conseguenti difficoltà a svolgere anche i semplici movimenti quotidiani. L’artrosi non ha niente a che vedere con la natura infiammatoria, poiché la sua causa scatenante è l’usura delle articolazioni. Generalmente si manifesta lungo le spalle, le mani, i piedi, le ginocchia e la colonna vertebrale, poiché sono le zone del corpo che sono state maggiormente esposte allo stress durante gli anni. È inoltre fondamentale, precisare che nella maggior parte dei casi l’artrite non si manifesta per una causa ben precisa, ma ciò non significa che l’infiammazione può essere trascurata.

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Ho ritirato gli esami del sangue con questi valori: emoglobina 13,6 ematocrito 40,9 volume globulare medio 93,2 contenuto medio emoglobina 31 ferritina 5 parametri 10/300 transferrina 249 ferro 51 Cosa ne pensa? devo preoccuparmi per il valore basso della ferritina? grazie.

Salve, ha una lieve carenza di ferro e non riesce ad accumularlo. Tuttavia al momento non ha ancora causato anemia in quanto emoglobina, ematocrito, mcv sono nella norma per cui non mi preoccuperei. Le suggerisco di consumare cibi ricchi di ferro come carne, lenticchie, fagioli, spinaci, piselli. saluti.

Grazie. I suoi chiarimenti mi sono stati molto utili. In effetti consumo poca carne e pochi legumi. Saluti.

Salve,chiedo cortesemente un parere medico sulla seguente patologia. A luglio 2015 avevo un’emoglobina a 7 e la ferritina a 3! La causa e’ stata imputata all’utero, che mi e’ stato asportato con la cervice ed il collo dell’utero in dicembre. E’ stato diagnosticato un g1 e la cervicite metaplastica.A settembre dagli esami del sangue si evincevano i seguenti valori:ferro55,emoglobina11.9,seguita teraia sideral e folina. L’intervento e’ stato eseguito il 3 dicembre,a gennaio ilferro era 53,la ferritina 12 e l’emoglobina 14!il 5 aprile si verificano i. seguenti valori senza l’assunzione di nessuna terapia. emoglobina 14.3,ferrro 122 fer.ritina8.

La dieta è varia?

La ringrazio per aver risposto. Oltre ad attuare una dieta varia assumo dal mese di aprile il sideral e la folina. Nonostante cio’ la ferritina e’ scesa a 7,mentre l’emoglobina e’ 14,3. Il gastroenterologo mi ha consigliato di eseguire la colonscopia.Ho eseguito la gastroscopia prima dell’intervento all’utero con il seguente esito:mucosa gastrica con note di edema della tonaca propria ed ipoatrofia ghiandolare focale. hp negativo.In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente.