dolori articolari e muscolari rimedi per la ritenzione

Durante la gravidanza, per esempio, è necessario apportare nutrienti che soddisfino il fabbisogno della mamma, ma anche quello di crescita del feto. In gravidanza è necessario evitare di prendere troppo peso, controllando il peso e affidandosi ai consigli dietetici del medico per ridurre al minimo i rischi di complicanze.

L’organismo dei bambini, va tenuto presente, utilizza parte dell’energia assunta con il cibo per la crescita.

Gli anziani, al contrario, possiedono processi di utilizzo del cibo rallentati. È quindi opportuno scegliere con cura la quantità e la tipologia di nutrienti in maniera appropriata in ogni fase della vita.

Bambini.

L’alimentazione dei più piccoli è fondamentale per una normale crescita, per prevenire malattie croniche e per acquisire uno stile alimentare sano che si porterà avanti per tutta la vita. Tuttavia, i bisogni nutrizionali di bambini sono peculiari. Innanzitutto, perché il loro bisogno in energia e in nutrienti è più alto, in rapporto al peso, rispetto a quello degli adulti. Ciò impone di adottare uno stile alimentare distribuito in 5 pasti quotidiani: oltre ai 3 principali, 2 spuntini che facciano fronte ai bisogni nutritivi, senza portare però a un eccessivo introito di calorie. È fondamentale che la dieta sia varia, ricca e abbia un alto contenuto di frutta e ortaggi. Fondamentale è l’apporto di proteine, vitamine (soprattutto la C, la D e il complesso B) e sali minerali (soprattutto calcio, ferro e iodio, quest’ultimo anche mediante l’uso di sale iodato). I bambini andrebbero incoraggiati ad assaggiare cibi diversi e a masticare bene il cibo. È importante,inoltre, che siano attivi fisicamente per almeno 1 ora al giorno, anche solo correndo e giocando, e che non trascorrano molto tempo della loro giornata in attività sedentarie.

Durante la gravidanza, per esempio, è necessario apportare nutrienti che soddisfino il fabbisogno della mamma, ma anche quello di crescita del feto. In gravidanza è necessario evitare di prendere troppo peso, controllando il peso e affidandosi ai consigli dietetici del medico per ridurre al minimo i rischi di complicanze.

L’organismo dei bambini, va tenuto presente, utilizza parte dell’energia assunta con il cibo per la crescita.

Gli anziani, al contrario, possiedono processi di utilizzo del cibo rallentati. È quindi opportuno scegliere con cura la quantità e la tipologia di nutrienti in maniera appropriata in ogni fase della vita.

Bambini.

L’alimentazione dei più piccoli è fondamentale per una normale crescita, per prevenire malattie croniche e per acquisire uno stile alimentare sano che si porterà avanti per tutta la vita. Tuttavia, i bisogni nutrizionali di bambini sono peculiari. Innanzitutto, perché il loro bisogno in energia e in nutrienti è più alto, in rapporto al peso, rispetto a quello degli adulti. Ciò impone di adottare uno stile alimentare distribuito in 5 pasti quotidiani: oltre ai 3 principali, 2 spuntini che facciano fronte ai bisogni nutritivi, senza portare però a un eccessivo introito di calorie. È fondamentale che la dieta sia varia, ricca e abbia un alto contenuto di frutta e ortaggi. Fondamentale è l’apporto di proteine, vitamine (soprattutto la C, la D e il complesso B) e sali minerali (soprattutto calcio, ferro e iodio, quest’ultimo anche mediante l’uso di sale iodato). I bambini andrebbero incoraggiati ad assaggiare cibi diversi e a masticare bene il cibo. È importante,inoltre, che siano attivi fisicamente per almeno 1 ora al giorno, anche solo correndo e giocando, e che non trascorrano molto tempo della loro giornata in attività sedentarie.

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I maggiori studi epidemiologici sulla FM evidenziano una frequenza nella popolazione generale compresa fra il 3 e il 4%, che aumenta progressivamente con l’età e nel sesso femminile fino a raggiungere l’8-9%: si tratta però di studi americani e canadesi, quindi su popolazioni con caratteristiche demografiche differenti da quelle europee. Di grande interesse è poi uno studio pilota europeo che nel 2003 ha valutato la prevalenza “possibile” (ricavata mediante interviste telefoniche e rapporti matematici) della FM nella popolazione generale in Francia e Portogallo, paesi molto simili all’Italia, risultata del 7,4 e del 10,4% rispettivamente. Recentemente tale tipo di studio è stato esteso ad una popolazione italiana di 1000 soggetti, ricavando una prevalenza possibile del 4,1% nella popolazione generale e del 6,9% nelle sole donne. Vista l’esiguità del campione e la metodologia utilizzata tali dati sono solo indicativi, verosimilmente comunque sottostimati; si potrebbe dunque ipotizzare una prevalenza in Italia nella popolazione generale intorno al 6-7% (che significa tra i 3 e i 4 milioni di individui affetti). La FM sarebbe quindi confrontabile per frequenza alla artrosi che da anni viene considerata la più diffusa malattia reumatica con importanti implicazioni socio-economiche. La frequenza di FM nei pazienti che si rivolgono allo specialista reumatologo per dolore osteo-articolare è di circa il 20-25%. La FM è molto più frequente nel sesso femminile rispetto a quello maschile (da 5 a 20 volte) e l’esordio dei sintomi si verifica più spesso nella classe di età compresa tra i 20 e i 30 anni, ma poiché la progressione è lenta, spesso i pazienti si abituano ai sintomi finché questi diventano difficilmente sopportabili e si rivolgono pertanto al medico in età più avanzata.

SINTOMATOLOGIA.

Oltre ai due sintomi principali, dolore e stanchezza, molte altre manifestazioni cliniche possono far parte del quadro della FM e, come detto, la varia associazione di tali multiformi sintomi può in parte spiegare le difficoltà nel diagnosticare tale malattia. Di seguito vengono elencati i sintomi più spesso riferiti dai pazienti. 1) Rigidità: sensazione di rigidità generalizzata oppure localizzata al dorso o a livello lombare, soprattutto al risveglio, ma anche se si resta per qualche tempo fermi nella stessa posizione (seduti o in piedi). 2) Astenia e disturbi del sonno: Circa il 90% dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce astenia (affaticamento) moderata o severa, ridotta resistenza alla fatica o una specie di stanchezza che ricorda quella normalmente riferita in corso di influenza o in mancanza di sonno. Qualche volta la stanchezza è più importante della sintomatologia dolorosa muscolo-scheletrica. I pazienti con fibromialgia possono avere una stanchezza simile a quella riscontrata in un’altra patologia correlata denominata sindrome da affaticamento cronico (CFS) INSERIRE LINK. Alcuni pazienti con fibromialgia hanno sintomi da sindrome da affaticamento cronico e viceversa. Le due sindromi spesso si sovrappongono e può essere impossibile distinguerle. La maggior parte dei pazienti affetti da sindrome fibromialgica riferisce disturbi del sonno: più che difficoltà ad addormentarsi si tratta di frequenti risvegli notturni e sonno non ristoratore; la fase profonda del sonno è spesso disturbata. Il sonno può essere leggero con continui risvegli notturni. Solitamente il paziente al risveglio si sente ancora affaticato come se non avesse dormito affatto. Alcune volte si associano disturbi del sonno quali la “ Sleep Apnea “. Viene considerata specifica della FM la cosiddetta “ anomalia alfa-delta “: non appena viene raggiunto il sonno “profondo” (caratterizzato da onde delta all’elettroencefalogramma) si ha un brusco ritorno verso il sonno “superficiale” (caratterizzato da onde alfa). La ricerca ha evidenziato che l’interruzione della fase profonda del sonno può alterare importanti funzioni del corpo e la percezione del dolore. La mancanza di sonno profondo, fase nella quale i muscoli si rilassano e recuperano la stanchezza accumulata durante il giorno, spiega molti dei sintomi della FM (stanchezza persistente, risvegli notturni, sonno non ristoratore). Può pertanto essere necessario assumere farmaci che migliorino la qualità del sonno. 3) Mal di testa o dolore al volto: la cefalea, specialmente di tipo muscolotensivo, o l’emicrania sono comuni nel paziente fibromialgico. Il mal di testa si caratterizza come cefalea nucale, temporale o sovraorbitaria oppure emicrania, molto spesso ad andamento cronico (cioè il paziente riferisce di soffrire di mal di testa “da sempre”). Frequentemente i pazienti con FM presentano dolore a livello mascellare o mandibolare e in questi casi la sintomatologia viene confusa con una artrosi o una disfunzione della articolazione temporo-mandibolare. Tale diagnosi, soprattutto in pazienti giovani, deve fare sospettare una FM. 4) Acufeni: fischi o vibrazioni all’interno delle orecchie. Possono essere originati da spasmi dei muscoli tensivi del timpano. 5) Disturbi della sensibilità: in particolare formicolii, diffusi a tutto il corpo oppure limitati ad un emisoma (cioè la metà destra o la metà sinistra del corpo) o ai soli arti. Inoltre diminuzione della sensibilità, senso di intorpidimento o di “addormentamento” con la stessa distribuzione. 6) Disturbi gastrointestinali: difficoltà digestive, acidità gastrica, dolori addominali spesso in relazione ai cambiamenti climatici o a fattori stressanti, e quindi classificate come “gastrite da stress”. Nel 60% dei pazienti con FM si associa una sindrome del colon irritabile (la cosiddetta “colite spastica”): alternanza di stipsi e diarrea con dolori addominali e meteorismo. 7) Disturbi urinari: caratteristica della FM è una aumentata frequenza dello stimolo ad urinare o una vera e propria urgenza minzionale in assenza di infezione delle urine. Più raramente si può sviluppare una condizione cronica con dolore a livello vescicale, definita “cistite interstiziale”. 8) Dismenorrea: molte delle dismenorree di notevole entità e scarsamente responsive alla terapia sono giustificate da una FM non diagnosticata. Anche il vaginismo (dolore durante il rapporto sessuale) è caratteristico della FM. 9) Alterazioni della temperatura corporea: alcuni pazienti riferiscono sensazioni anomale (non condivise dalle altre persone che stanno intorno a loro) di freddo o caldo intenso diffuso a tutto il corpo o agli arti. Non è rara una eccessiva sensibilità al freddo delle mani e dei piedi, con cambiamento di colore delle dita che possono diventare inizialmente pallide e quindi scure, cianotiche: tale condizione è nota come fenomeno di Raynaud. 10) Alterazioni dell’equilibrio: senso di instabilità, di sbandamento, vere e proprie vertigini spesso ad andamento cronico e che vengono erroneamente imputate all’artrosi cervicale o a problemi dell’orecchio. Poiché la FM coinvolge anche i muscoli oculari e pupillari i pazienti possono presentare nausea e visione sfuocata quando leggono o guidano l’automobile. 11) Tachicardia: episodi di tachicardia con cardiopalmo che portano spesso i pazienti con FM al Pronto Soccorso per paura di una malattia cardiaca, soprattutto se si associa dolore nella regione sternale (costo-condralgia), molto frequente nella FM. 12) Disturbi cognitivi: difficoltà a concentrarsi sul lavoro o nello studio, “testa confusa”, perdita di memoria a breve termine (in inglese tali manifestazioni vengono definite “fibro-fog”, cioè annebbiamento fibromialgico). Non esiste alcuna evidenza che questi problemi possano divenire più seri con il passar del tempo. Simili riscontri clinici sono stati notati in molte persone con alterazioni del tono dell’umore, disturbi del sonno o altre patologie croniche. 13) Sintomi a carico degli arti inferiori: sono rappresentati più spesso da crampi e meno frequentemente da movimenti incontrollati delle gambe che si manifestano soprattutto di notte (“Restless leg Syndrome” o “Sindrome delle gambe senza riposo”). 14) Allergie: una buona parte dei pazienti fibromialgici riferisce ipersensibilità a numerosi farmaci, allergie alimentari di vario tipo, allergie stagionali. Pur essendo queste manifestazioni comuni nella popolazione generale, in un sottogruppo di pazienti affetti da FM le allergie sono molteplici e rappresentano un aspetto preminente della malattia tale da impedire la normale alimentazione, lo svolgimento della attività lavorativa, ecc. In questi casi viene a configurarsi il quadro della cosiddetta “ Multiple Chemical Sensitivity Sindrome “, o Sindrome delle Intolleranze Chimiche Multiple, nella quale i pazienti risultano ipersensibili a moltissime sostanze, dai farmaci ai cibi a sostanze chimiche di vario tipo, con gravi limitazioni nella vita quotidiana. 15) Ansia e depressione: i cambiamenti del tono dell’umore o del pensiero sono comuni nella fibromialgia. Molti individui si “ sentono giù ” sebbene solo il 25% dei pazienti siano dei reali depressi o possano riferire disturbi d’ansia. Molti pazienti affetti da FM riferiscono manifestazioni ansiose (a volte con attacchi di panico) e/o depressive. Questa associazione ha fatto sì che in passato la FM venisse considerata come un processo di somatizzazione in soggetti ansiosi o depressi e purtroppo ancora oggi molti medici sono legati a questa ormai superata definizione. I numerosi studi sul rapporto tra ansia/depressione e FM hanno dimostrato inequivocabilmente che la FM non è una malattia psicosomatica e che gli eventuali sintomi depressivi o ansiosi sono un effetto piuttosto che una causa della malattia. Una reazione depressiva è infatti comune a tutte le malattie che comportano un dolore cronico, come ad esempio la artrite reumatoide o l’artrosi.

disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e non ristoratore) cefalea muscolotensiva o emicranica sensazione di stanchezza (astenia) rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle) colon irritabile (stipsi e/o diarrea) parestesie (costituite da formicolii e sensazioni simili a punture) bruciore a urinare sensazione di gonfiore alle mani dolori al torace perdita di memoria difficoltà di concentrazione disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)

EPIDEMIOLOGIA.

Chiunque si occupi di malattie reumatiche non ha difficoltà a riconoscere che la FM è la patologia che si incontra più frequentemente, soprattutto nell’attività ambulatoriale. Ciò nonostante non ci sono dati attendibili sulla reale frequenza della FM in quanto tale malattia continua ancora oggi ad essere ampiamente sottostimata e raramente diagnosticata. Basti pensare all’ambulatorio del medico di medicina generale e a quanti pazienti ogni giorno visita in quanto lamentano uno o più di questi sintomi: dolori muscolari, cefalea, vertigini, epigastralgie, insonnia, dolori addominali, astenia, parestesie, tachicardia. Una buona parte è certamente affetta da FM senza saperlo. I dati epidemiologici di cui disponiamo sono relativi a valutazioni eseguite in:

studi su popolazione sana, di cui alcuni recentissimi, che documentano una prevalenza compresa tra il 2 e il 4% (con valori notevolmente più elevati se si scorporano i dati per la sola popolazione femminile: 8-10% circa) studi su pazienti ricoverati in ambiente internistico che evidenziano prevalenze nell’ordine del 10% studi su pazienti valutati in ambiente reumatologico dove la prevalenza raggiunge il 25%

Tra gli ultimi lavori di tipo epidemiologico, due rivestono particolare interesse:

1- Il primo è uno studio di popolazione, pubblicato nel 1999, che ha coinvolto 3395 abitanti della cittadina canadese di London (The London Fibromyalgia Epidemiology Study). Sono stati individuati 100 casi di FM (86 femmine e 14 maschi: rapporto F/M=3:1), con una prevalenza quindi del 3.3%. La prevalenza nel sesso femminile era pari al 4.9% per salire al 8% nella classe d’età 55-64 anni. Sono stati individuati una serie di fattori di rischio per la FM: oltre al sesso femminile, età media, livello di istruzione inferiore, reddito basso, essere divorziati. A tutt’oggi questo rimane lo studio più ampio e rigoroso effettuato. 2- Il secondo è uno studio pubblicato nel 2005 che rientra in un progetto iniziato nel 2003 con uno studio a livello europeo (The Feel Study: Fibromyalgia Epidemiology European Large Scale Survey) per valutare la prevalenza “possibile” della FM nella popolazione generale. La metodologia utilizzata è quella delle interviste telefoniche per raggiungere il maggior numero possibile di individui: il numero dei pazienti “possibili” veniva poi corretto con un coefficiente calcolato dallo studio canadese di cui sopra (rapporto tra FM teoriche e FM confermate dalla visita reumatologica). In tale modo è stato possibile calcolare la prevalenza possibile della FM in: a) Francia (su campione di 1000 abitanti): 4,3% della popolazione generale (6,1% delle donne e 0,5% degli uomini) – b) Portogallo (su campione di 500 abitanti): 6,1% della popolazione generale (8,8% delle donne e 0,7% degli uomini) – c) Italia (su campione di 1000 abitanti): 4,1% della popolazione generale (6,9% delle donne e 0,3% degli uomini).

Osteoartrosi: la triade terapeutica.

Nonostante non esista una cura per le artropatie, in base al tipo e alla severità di queste malattie sono disponibili varie opzioni di trattamento per alleviare il dolore e l’infiammazione, preservare o migliorare la funzione articolare e prevenire o procrastinare l’intervento chirurgico. Ogni artropatia richiede un trattamento personalizzato, che generalmente associ approcci non farmacologici (per esempio, calo ponderale, attività fisica, uso di compresse calde/fredde) con i farmaci che alleviano il dolore e l’infiammazione.

Osteoartrosi: tutti i farmaci ieri e oggi.

I farmaci usati per l’osteoartrosi appartengono a 4 gruppi.

Osteoartrosi: Fans o Coxib? Risponde l'esperto.

Giovanni Minisola, Direttore della Divisione di Reumatologia dell’Ospedale San Camillo di Roma, ci spiega la differenza tra FANS tradizionali e Coxib e illustra quando preferire un gruppo di farmaci rispetto all’altro. Ricordiamo che entrambi questi gruppo di farmaci appartengono alla classe dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), che servono per trattare l’infiammazione, il dolore di entità lieve-moderata e la febbre, bloccando l’enzima ciclo-ossigenasi che causa il dolore e l’infiammazione. I FANS tradizionali bloccano le azioni sia dell’enzima COX-1 che dell’enzima COX-2, mentre i Coxib bloccano selettivamente l’enzima COX-2, minimizzando così gli effetti gastrointestinali del farmaco.

Osteoartrosi: arriva il farmaco che protegge l'intestino.

Arcoxia (principio attivo: etoricoxib) è un farmaco antinfiammatorio sviluppato dalla Merck Sharp & Dohme (MSD) per il trattamento sintomatico dell’artropatia e del dolore. Il suo uso da parte di persone che soffrono di artropatie provoca un rapido e prolungato sollievo dal dolore e dall’infiammazione. È stato dimostrato infatti che una singola dose giornaliera di questo farmaco determina sollievo dal dolore che comincia entro i primi 24 minuti successivi alla somministrazione e dura fino a 24 ore. Questa è una delle più rapide insorgenze di azione tra i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) più usati.

Altre cure - Osteoartrosi.

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Se non riuscite a eseguire i lavaggi con questa cadenza, potete lasciar passare un po’ più di tempo tra una operazione di pulizia e l’altra.

E importante ricordare che una volta iniziato il lavaggio del fegato, dovrete proseguire fino a quando per due lavaggi consecutivi non verranno più espulsi calcoli.

Lasciare il fegato semi-depurato per un lungo periodo di tempo (tre o più mesi), infatti, può causare malesseri maggiori di quanti si avrebbero se il fegato non fosse mai stato sottoposto a depurazione.

Il fegato, nel suo complesso, inizierà a funzionare più efficacemente subito dopo il primo lavaggio e potrete notare immediatamente improvvisi miglioramenti, a volte addirittura nel giro di poche ore.

I dolori diminuiranno, l’energia aumenterà e la lucidità mentale migliorerà notevolmente.

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4. Tisana disintossicante alla curcuma.

La curcuma può essere aggiunta nell’acqua e posta sul fuoco mediante l’apposito bricco. Il tutto deve bollire e rimanere sul fuoco per circa 15 minuti. Arrivato il momento filtrare e unire del miele. Potete aggiungere anche poco succo di limone, è buonissimo da usare oltre che fornire tanti benefici. Una bevanda adatta contro virus e malattie influenzali, migliora l’assorbimento del ferro e depura l’organismo in modo naturale.

5. Tisana depurativa al tarassaco e curcuma.

Acquistate in erboristeria e miscelate 30 gr di fiori di camomilla, 30 gr di semi di finocchio e 40 gr di tarassaco essiccato. Mettete a bollire in un pentolino 250 ml di acqua e quando inizia a bollire spegnete il fuoco, aggiungete un cucchiaino di miscela erboristica e mezzo cucchiaino di curcuma in polvere. Coprite e lasciate in infusione per 10 minuti. Filtrate e bevete addolcendo la tisana depurativa con poco miele.

6. Tisana depurativa per il fegato.

Acquistate in erboristeria e miscelate 10 gr di frutti di cumino, 20 gr di semi di cardo mariano, 20 gr di foglie di menta e 30 gr di foglie di tarassaco essiccato. Mettete a bollire in un pentolino 250 ml di acqua e quando inizia a bollire spegnete il fuoco, aggiungete un cucchiaino di miscela erboristica e mezzo cucchiaino di curcuma in polvere. Coprite e lasciate in infusione per 10 minuti. Filtrate e bevete addolcendo la tisana depurativa per il fegato con poco miele.

7. Tisana detox alla rosa canina.

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Il medico potrebbe richiedere l'esame per vari motivi:

Diagnosi: Nel caso in cui altri esami del sangue abbiano evidenziato anomalie (per esempio un valore basso di emoglobina o di globuli rossi) e nasca quindi l'ipotesi di anemia, l'esame della ferritina può aiutare a conferma la diagnosi. Spesso può essere associato ad altri esami, come per esempio la quantità di transferrina (la principale proteina di trasporto del ferro nel sangue). Evoluzione: Se è stato diagnosticata una malattia come l'emocromatosi (eccessivo accumulo di ferro nel corpo), l'esame può aiutare nella scelta delle terapie necessarie.

e più nel dettaglio per:

prevedere e monitorare la carenza di ferro, monitorare la risposta alla terapia e la compliance al trattamento individuare la causa esatta di anemia, monitorare lo stato delle scorte di ferro nei pazienti con malattie renali, in dialisi o meno.

Preparazione richiesta.

Non è necessaria alcuna preparazione particolare prima dell'esame.

9. Centrifuga di avocado, sedano e lime!

Chi dice che l’ avocado va bene solo per preparare il guacamole? Usate mezzo avocado da centrifugare con 4 gambi di sedano e un lime. Per renderlo ancora più fresco, aggiungete della mentuccia e qualche cubetto di ghiaccio! E con l’avocado avanzato? Ecco 9 interessanti ricette QUI!

10. Centrifugato prugne, lamponi e mirtilli.

Un mix che darà alle vostre gambe un aiuto efficace per i capillari deboli, il centrifugato con prugne, mirtilli e lamponi! Mettete 4 prugne viola nella centrifuga con tre cucchiai di lamponi e tre di mirtilli: aggiungete alla fine il succo di mezzo limone e gustate la centrifuga fresca.

Volete provare anche un estratto o un centrifugato al passion fruit? Allora guardate il video tutorial QUI per estrarre il succo del frutto della passione nel modo giusto!

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L'importanza dell'attività fisica: gli sport più adatti per ogni fase della dieta del supermetabolismo.

Fondamentale perché ogni dieta funzioni, è che, in accompagnamento a questa, vi sia anche un' attività fisica e costante. Ma quali sono gli sport più indicati se si segue la dieta del supermetabolismo? In realtà ci sono discipline specifiche adatte per ognuna delle tre fasi in cui si suddivide questo regime alimentare. Vediamole qui di seguito:

Fase 1: in questa prima fase è meglio prediligere un'attività di tipo aerobico. Quindi via libera con il nuoto, lo spinning, la corsa o la bici. Bruciare calorie e smaltire è l'obiettivo della fase iniziale della dieta. Fase 2: ideale in questa fase centrale il lavoro anaerobico, in particolare la disciplina del sollevamento pesi e l'allenamento con gli attrezzi. Per questa seconda parte della dieta infatti, lo scopo è rinforzare e potenziare la muscolatura, per tonificare il fisico laddove si è perso peso grazie alla prima fase. Fase 3: perfetta qualsiasi disciplina che agevoli il rilassamento. Dallo yoga a Tai-chi fino alla meditazione pura: l'importante è distendere e rilassare la mente e il corpo, e anche il vostro pesoforma ringrazierà.

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L'infiammazione è una esperienza condivisa da tutti, tanto che i farmaci antinfiammatori sono in assoluto i più venduti al mondo. L'infiammazione da cibo è una realtà ormai certa e la vera novità è che oggi è possibile misurarla e definirla (verificando i valori di BAFF e di PAF). Recaller Food Inflammation Test è un test innovativo, l’unico sul mercato che unisce la misurazione del livello di infiammazione all’analisi delle reattività ai Grandi Gruppi Alimentari. Un sistema integrato di diagnosi e interpretazione dei dati abbinato a una dieta personalizzata.

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