problemi alla cartilagine del ginocchio gonfio lato

Non ho letto proprio tutto,ma mi sembra di aver capito un pò di cose,grazie. Per quanto mi riguarda,e per quello che sono la mia esperienza e le mie conoscenze,penso che l'approccio alimentare migliore sia quello di ingerire ad ogni pasto x 5 pasti al giorno il giusto apporto di carboidrati semplici,proteine e grassi buoni,scegliendo i cibi consentiti dal proprio gruppo sanguigno. Tutto purtroppo,o per fortuna,dipende dal sistema metabolico. Mantenere in equilibrio i livelli di glicemia,ed evitare quindi la risposta insulinica,credo sia il segreto del mantenimento in salute del sistema 'uomo'. Se è vero che lo zucchero non esisteva,dobbiamo dire che non esistevano nemmeno i cereali e la maggior parte della frutta. dipende dal periodo storico di riferimento. ma trovo sarebbe giusto partire dall'inizio,e non da dove risulta essere più comodo! Nel paleolitico l'uomo cacciava e pescava,e se era bravo e fortunato qualcosa portavaa casa,mentre la donna e i bambini raccoglievano ciò che trovavano per terra (erba,vegetali,funghi)e sulle piante (bacche e frutta secca),e quasi tutti gli alimenti,non essendo coltivazioni o allevamenti,contenevano omega3 e dha in natura.l'attività fisica era tipo il basket,a riprese,astuzia e velocità,tempo minimo e massimo sforzo.Oltre a vari libri di scienze dall'alimentazione,che oggi ritengo assolutamente incompleti,ho trovato utile leggere il libro di Wolf,del dott.Mozzi e vari articoli con specifiche medico scientifiche trovati sul sito di Mercola,peraltro osteopata,e sul sito www.anteai.com. spesso ciò che ci sembra assolutamente il meglio corrisponde ad un incrocio..il bello dell'imparare,dell'essere umili e dell'essere sempre pronti all'ascolto. Grazie e spero di aver dato ulteriori spunti.

Scritto da: GIANNELLA SABATINO Data: 19 Novembre 2014 alle 13:09.

Sabatino Giannella ne faro` un tesoro di queste informazion molto utile.io le uso dal 2013 mi trovo molto bene il mio peso era di76kg adesso e di 70,69,io uso molt0 erbe nutriende,dove molte vengo no cucinate e del'altre si possono usare al'insalate. camminare 3ore al giornoe quache piccolo durande il giorno.cor saluti ai lettori sabatino gian.

Scritto da: Federica Data: 25 Novembre 2014 alle 16:18.

Urgenteeeeee. Seguendo la dieta del Dott. Franco Berrino, quanti grammi di carne bianca sono ammessi al giorno? Quanti grammi di pesce? E quanti grammi di legumi?

Scritto da: tiziana Data: 22 Gennaio 2015 alle 14:28.

Vorrei sapere il testo del libro del dott berrino su come mangiare in modo corretto grazie.

Scritto da: Admin Data: 22 Gennaio 2015 alle 14:33.

L’artrosi è indubbiamente la patologia articolare più diffusa: ne sono affetti milioni di persone di entrambi i sessi, già a partire dai 35-40 anni e in modo sempre più significativo man mano che l’età avanza. È pertanto un problema di salute globale.

Disturbi da artrosi.

La sua insorgenza è primariamente legata all’invecchiamento dei tessuti articolari e, in particolare, della cartilagine, che con il tempo diventa meno idratata ed elastica, assottigliandosi progressivamente e offrendo una minore protezione alle superfici ossee durante il movimento.

Come prevenire i dolori alle articolazioni.

Lasonil Antinfiammatorio e Antireumatico 220mg.

Sintomi dell’artrosi.

L’artrosi è una malattia degenerativa, definita così perché si instaura attraverso un processo degenerativo graduale, che può essere in parte scongiurato e frenato con una corretta prevenzione, correggendo cioè i fattori di rischio modificabili (peso corporeo, attività fisica, traumi accidentali, cura ottimale delle patologie predisponenti ecc.), ma non arrestato né, tanto meno, fatto regredire. Una volta che i tessuti e le superfici articolari hanno iniziato a deteriorarsi, il danno non può che evolvere nel tempo, con un parallelo peggioramento dei sintomi.

Terapie per l’artrosi.

Obiettivo del trattamento dell’artrosi è ridurre il dolore e la limitazione funzionale, migliorando le possibilità di movimento e di uso dell’articolazione nella vita quotidiana.

Dieta al limone.

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Lo zinco:

riduce la secchezza e l’infiammazione della pelle, favorendo la crescita delle cellule della pelle e mantenendo il collagene e l’elastina.

Lo troveremo in:

– Noci brasiliane – Tacchino – Kiwi – Patate – Verdure verde scuro (cavoli, spinaci, asparagi, broccoli, peperoni) – Frutta e verdura rossa e arancione (pomodori, patate, agrumi, papaya)

Gli acidi grassi omega:

contrastano la secchezza della pelle e aiutano la produzione di collagene.

Li troveremo in:

– Noci brasiliane, anacardi, noci pecan, mandorle – Salmone, tonno – Avocado.

Modo de preparo:

Ferver a água e adicionar as plantas medicinais num bule e deixar repousar por cerca de 5 a 7 minutos. Coar, deixar amornar e tomar 1 xícara, meia hora antes do almoço e do jantar.

2. Pomada de arnica.

Esta pomada caseira é indicada para artrite reumatóide porque estimula a irrigação sanguínea, tem efeito antiinflamatório e alivia as dores.

Ingredientes:

5g de cera de abelha 45 ml de óleo de oliva 4 colheres de folhas e flores de arnica picadas.

Modo de Preparo:

Em banho-maria coloque os ingredientes numa panela e deixe ferver em fogo baixo durante alguns minutos. A seguir apague o fogo e deixe os ingredientes dentro da panela por algumas horas para macerar. Antes que esfrie, deverá coar e armazenar a parte líquida em recipientes com tampa. Que devem ser mantidos sempre num local seco, escuro e arejado.

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Artrosi del ginocchio (gonartrosi)

L' artrosi del ginocchio è una patologia cronica ed evolutiva che colpisce un gran numero di persone.

Consiste in alterazioni della cartilagine del ginocchio che secondariamente coinvolge, modificandole, strutture come la sinovia e la capsula.

Il ginocchio è la terza sede più frequente di artrosi, si stima che circa il 27% delle artrosi colpiscano il ginocchio. L'artrosi in una articolazione compare quando c'è uno squilibrio tra la resistenza della cartilagine e le sollecitazioni funzionali e si possono distinguere dei fattori generali e altri locali.

Fattori generali: età (modificazioni del pH del liquido sinoviale). ereditarietà (predisposizione familiare a patologie artro-reumatiche) assetto ormonale obesità (sovraccarico alle articolazioni) alterazioni metaboliche (alterazioni del metabolismo del calcio, diabete, ipercolesterolemia, iperuricemia).

Fattori locali: alterata distribuzione delle sollecitazioni meccaniche sulle articolazioni (per esempio una deviazione dell'asse di carico come nel ginocchio valgo) alterazioni articolari prodotte da malattie di natura infiammatoria o traumatica.

Nella classica artrosi senile, che compare quindi nell'età avanzata per fenomeni di degenerazione della cartilagine, si verifica una riduzione dei condroblasti (cellule che formano la cartilagine) con ridotta produzione dei proteoglicani e conseguente perdita della sua elasticità e diventa soggetta ad usura meccanica.

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Le statistiche dicono che un in Italia un adulto su tre, vale a dire circa il 33.4%, è in soprappeso. La colpa a detta degli esperti è delle sbagliate, spesso pessime, abitudini alimentari sbagliate e della poca attività fisica. A quanto pare però, anche i gatti italiani hanno qualche problema con i chili di troppo. Una recente indagine ha infatti presentato risultati con le stesse percentuali di quelle che riguardano le persone: un gatto su tre è obeso. Si tratta di un problema che non interessa solo gli animali che vivono nel nostro Paese ma un po’ tutti quelli d’Europa e anche d’oltre Oceano. Alcuni di questi gatti sono addirittura diventati famosi proprio per il loro peso da record. Ad esempio Himmy, un soriano che viveva in Australia e che poco prima di morire, all’età di dieci anni, pesava 21,3 chili, con una circonferenza del corpo di ben 84 centimetri. Altri “pesi massimi” erano Poppa, un micio di Newport in Inghilterra che pesava 20,19 chili e Edward Beer di Sydney che sfiorava i 22. Sembra proprio che i mici assimilino le cattive abitudini dei loro padroni in fatto di alimentazione. E non è una cosa che deve far sorridere o riempire di orgoglio. Non deve farci felici perché siamo più vicini ai nostri animali, compagni anche nei vizi. Invece notizie del genere ci devono caricare di responsabilità per la loro salute. Un micio obeso corre rischi molto seri, va incontro a problemi digestivi, ad artrosi, a disturbi cardiaci e respiratori e persino al diabete. La sua struttura fisica, per quanto robusta come quella di un atleta, non è fatta per sorreggere pesi eccessivi e quindi tutto l’organismo di un gatto sovrappeso invecchia prematuramente. Non ci sono scuse: se un micio è troppo grasso la colpa è solo ed esclusivamente di chi lo accudisce. Ed è un problema che non coinvolge solo il cibo. I gatti domestici, ormai cittadini a tutti gli effetti, sono per la maggior parte “sedentari”. Fanno una vita tranquilla, dormono moltissimo, si muovono poco e bruciano quindi poche calorie. Inoltre vengono quasi tutti sterilizzati, un’operazione che soprattutto nel caso delle femmine, facilità l’aumento di peso. Tenendo conto di tutto questo, i padroni non devono rincarare la dose riempiendo a dismisura la ciotola della pappa. Tutti a dieta, allora? Sì, ma senza drastiche misure. A meno che non sia il veterinario a consigliare regimi alimentari particolari, in presenza di seri disturbi, mettere un po’ a dieta il gatto non è difficile. E’ sufficiente correggere la pessima abitudine di lasciare cibo a continua disposizione del micio. Di solito agiamo così pensando che sappia regolarsi da solo ma dimentichiamo che i gatti non mangiano solo quando hanno fame. Lo fanno anche per occupare il tempo, proprio come capita anche alle persone. Il gatto è un animale dotato di una vivida intelligenza, e quando è inattivo finisce con l’annoiarsi. Allora dirigersi alla ciotola per frequenti spuntini diventa per lui un modo per fare qualcosa, magari per abbreviare l’attesa del padrone fuori casa per lavoro, o l’attesa della primavera per poter uscire di casa. Nella ciotola poi, mettiamo sempre abbondanti dosi di croccantini, non pensando che questi sono un alimento completo e non uno snack. Una porzione di 25 grammi di cibo secco contiene le stesse calorie di 100 grammi di cibo in scatola. E per un gatto una porzione di un etto è come per un uomo una porzione di cinque chili e mezzo di cibo. Se abbiamo paura che il micio si annoi, e nello stesso tempo però lo vogliamo in forma, è meglio dargli giocattoli che pappa. Procuriamogliene di nuovi, che oltre a tenerlo occupato risvegliano la sua curiosità e mantengono il suo cervello attivo. E cerchiamo di trovare del tempo per farlo giocare. Farlo correre e saltare serve ad aumentare ancora di più il legame con lui e anche a fargli bruciare calorie in eccesso.

I GATTI E LA POLENTA.

Gli italiani che abitano al settentrione, sono grandi mangiatori di polenta. Questo piatto tradizionale e antico, le cui prime ricette scritte risalgono addirittura al 1500 e che viene descritto anche nei “Promessi sposi”, viene preparato in vario modo a secondo del luogo e della regione. Ci sono polente gialle, bianche, fatte di solo mais oppure con l’aggiunta di grano saraceno. E ci sono polente dure e altre morbide a alcune addirittura semi liquide. I nostri nonni raccontano spesso di come, ai loro tempi, la polenta fosse un alimento quotidiano, che veniva consumato caldo oppure freddo. Il grande Giovannino Guareschi, l’indimenticato autore di “Don Camillo” descrive spesso nei suoi racconti come un tempo, nella Bassa del Po’, si facesse colazione con latte caldo corretto col vino bianco e con fette di polenta. Tutto si poteva pensare però tranne che la polenta fosse anche un cibo che piace ai gatti. Susan Pitcairn, esperta di alimentazione animale e autrice di diversi libri sull’argomento, sostiene che, se resa ancora più nutriente dall’aggiunta di una abbondante dose di carne, la polenta diventa un ottima pappa per il micio, molto energetica, ricca di proteine e carboidrati, ideale in modo particolare per le gatte che stanno per partorire e per quelle che allattano, condizioni che necessitano di un’alimentazione molto calorica. Per scoprire se anche il nostro gatto di casa è un amante della polenta, proviamo a cucinare per lui questa semplice ricetta. Facciamo bollire 200 ml di acqua e quindi aggiungiamo circa 50 grammi di farina di mais, la comune polenta gialla. Lasciamo sobbollire a fuco lento il tutto per almeno mezz’ora e, quando la polenta è ben cotta, mettiamo un cucchiaino di olio di oliva e due etti di carne macinata di pollo, di tacchino oppure di manzo. Poi mescoliamo per bene e infine, se sappiamo che il nostro micio lo gradisce, mettiamoci anche un cucchiaio di formaggio grattugiato. Il gatto pare gradisca anche un altro piatto nazionale italiano e cioè la pasta. È stato calcolato che nel nostro paese ogni persona consuma circa trenta chili di pasta all’anno. E sono molte le persone che danno gli spaghetti anche al micio di casa. Così come la polenta, anche la pasta è un cibo un po’ atipico per la dieta di un felino ma diventa un’ottima variante alle solite scatolette con l’aggiunta di proteine animali. E’ bene ricordare infatti che il gatto ha un elevatissimo bisogno di proteine. Il suo organismo è in grado di sintetizzare solo dieci amminoacidi essenziali e gli altri devono essere assimilati con il cibo. Uno di questi amminoacidi è la taurina, importante per il perfetto funzionamento del fegato, della digestione, dell’olfatto e della retina. Privato di questa sostanza, che si trova nella carne, il gatto può anche diventare in poco tempo cieco. Allora mettiamo pure pasta nella sua ciotola ma sempre con pesce lesso, sardine, tonno oppure carne in scatola. La pasta migliore è quella che richiede poco tempo di cottura perché è più digeribile. E attenzioni alle porzioni. Polenta e pasta sono alimenti ricchissimi di carboidrati che possono fare ingrassare un micio che fa poco moto, come quelli che vivono in casa. Le stime dicono che purtroppo un gatto su tre è in sovrappeso. Vogliamo sapere se il nostro piccolo amico è troppo grasso? Utilizziamo il semplice test del dottor Buffington della Ohio State University. Accarezziamo il gatto lungo i fianchi: se non sentiamo le costole vuol dire che è ora di mettersi a dieta.

Quaderni di Scienza Vegetariana.

I Quaderni trattano argomenti di rilevanza in modo semplice e chiaro, permettendo di arricchire il bagaglio di informazioni del lettore e fornendogli un valido supporto per chiarire dubbi e accompagnarlo nella sua scelta vegetariana, mostrando quanto essa sia semplice e salutare rispetto a un'alimentazione basata sui cibi animali.

Quaderno di dicembre 2017.

Sommario: - Le crucifere - Il cavolfiore - Il cavolo - I broccoli - Il cavolo riccio (Kale) - I cavoletti di Bruxelles - La rucola - Il cavolo cinese - La rapa - Il ravanello e il daikon - La senape indiana - Il crescione - Le cime di rapa - Il cavolo rapa - L'esperto risponde - Letture di approfondimento.

Quaderno di settembre 2017.

Quaderno di maggio 2017.

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Alimenti che accelerano il metabolismo: zuppe.

Alimenti che accelerano il metabolismo: farina d'avena.

Alimenti che accelerano il metabolismo: cannella.

Alimenti che accelerano il metabolismo: aceto di mele.

Alcune ricette sane e gustose della dieta per dimagrire 10 kg!

Ajudam a diminuir as dores causadas pela artrite e reumatismo, sendo um ótimo anti-inflamatório natural.

Ingredientes:

6 folhas de sálvia 3 ramos de alecrim 300 ml de água fervente.

Modo de preparo:

Juntar todos os ingredientes num bule e deixar repousar durante 5 a 7 minutos. Coar, deixar amornar e tomar esse remédio caseiro 2 vezes ao dia.

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Come si cura la fibromialgia?

Le opzioni terapeutiche per la fibromialgia comprendono:

farmaci che diminuiscono il dolore e migliorano la qualità del sonno programmi di esercizi di stiramento (stretching) muscolare e/o che migliorino il fitness cardiovascolare tecniche di rilassamento ed altre metodiche per ridurre la tensione muscolare programmi educativi per aiutare il paziente a comprendere la fibromialgia e ad imparare a conviverci (terapia cognitivo-comportamentale)

Il medico di famiglia o lo specialista possono aiutare il paziente organizzando un piano terapeutico individuale ed elaborato sulle necessità del singolo paziente. Alcuni pazienti con fibromialgia hanno sintomi lievi e necessitano di modesto trattamento, una volta compresa la natura della malattia. Altri pazienti presentano sintomi più severi o invalidanti e necessitano di un approccio terapeutico più globale.

FIBROMIALGIA E ALIMENTAZIONE.

Numerosi pazienti affetti da FM hanno riferito un miglioramento dei sintomi nel corso di diete a basso contenuto di grassi che stavano seguendo per perdere peso. Non esiste una dieta specifica per la FM, ma certamente per una patologia che si esprime con dolore e stanchezza muscolare l’alimentazione ha un ruolo decisivo. Delle numerose proposte di regimi dietetici quella che più corrisponde alla esperienza di numerosi pazienti è quella del Dr. Thomas Weiss, il quale ha recentemente pubblicato un testo monografico sull’argomento (non disponibile però in italiano), del quale vengono riportate le indicazioni principali nel Sito dei Fibroamici. I consigli alimentari utili ai pazienti affetti da FM possono quindi essere così riassunti:

ridurre il più possibile lo zucchero, specie se bianco e raffinato, dunque anche i dolci, merendine, marmellate industriali; impiegare di preferenza lo zucchero di canna non raffinato una dieta vegetariana (con l’adeguato apporto di proteine vegetali) o comunque con pochissima carne rossa è più favorevole, data la scarsa capacità di drenaggio delle tossine dai tessuti, propria del fibromialgico. Fonti di proteine animali da preferire: pesce, pollame, coniglio, uova, latticini e formaggi se non si hanno intolleranze al lattosio o colesterolo alto mangiare molta frutta e verdura fresca di stagione, meglio se da agricoltura biologica, per l’azione antiossidante delle vitamine e per l’apporto di sali minerali ottimo l’impiego di cereali integrali (pasta integrale, riso, farro ecc.) ben cotti; in presenza di disturbi gastrointestinali, questi andranno introdotti nella dieta poco a poco, all’inizio con tempi di cottura ancora più lunghi. Meglio condirli con olio d’oliva (per la presenza di vitamine e acidi grassi insaturi) e ci si può sbizzarrire nell’uso di tutte le erbe aromatiche. Da limitare l’impiego delle solanacee (pomodori, melanzane, patate, peperoni) perchè facilmente scatenanti reazioni di intolleranza alimentare con manifestazioni a livello muscolare ridurre l’apporto di sale per evitare i ristagni e gli edemi, frequenti nella FM per la stessa ragione, bere molto: non bevande zuccherine (Coca Cola, aranciata ecc.) né succhi di frutta ma preferibilmente acqua, infusi, tisane. Limitare l’uso di caffé e tè, preferire il tè verde e l’orzo o il malto. Non ha controindicazioni un bicchiere di vino ai pasti, meglio se rosso (ha proprietà antiossidanti); evitare invece i superalcolici. Per supplire alla mancanza del caffé è possibile utilizzare altre sostanze che diano più tono senza eccitare il sistema nervoso: complessi vitaminici, la pappa reale, l’alga spirulina (quest’ultima a condizione che il fegato sia in buone condizioni, e non per lungo tempo). Poco indicato invece il Ginseng: è un tonico efficace, in genere, ma nella FM può aumentare la contrattilità muscolare e il livello di dolore, ed eventualmente le difficoltà a riposare la notte.

FIBROMIALGIA IN GRAVIDANZA.

Poiché la FM colpisce prevalentemente donne in età fertile, è frequente che le pazienti già in terapia per tale patologia consultino lo specialista per l’insorgenza della gravidanza, anche perché non sembra che la malattia influenzi in alcun modo la fertilità. In alternativa, molte pazienti si chiedono se con questa malattia possono affrontare tranquillamente una eventuale gravidanza. Esistono pochi studi pubblicati che indagano i rapporti tra gravidanza e FM e si tratta di lavori su numeri esigui di pazienti. In generale viene sottolineato che nella maggior parte dei casi la gravidanza comporta un peggioramento dei sintomi della FM, soprattutto nell’ultimo trimestre, non vengono però valutate le terapie che eventualmente le pazienti hanno seguito. In realtà, basandosi sulla esperienza riferita direttamente dalle pazienti, difficilmente la gravidanza di per sé comporta un peggioramento dei sintomi della malattia, anzi alcune pazienti riferiscono uno stato di benessere nel corso di tutta la gravidanza. Ciò probabilmente dipende, almeno in parte, da come questo evento viene vissuto a livello emotivo; un’altra possibile spiegazione è che il miglioramento sia correlato all’aumentata produzione di un ormone, la relaxina, che è in grado di migliorare i sintomi muscolari. Il problema maggiore è piuttosto relativo alla necessità di sospendere alcuni dei farmaci che vengono comunemente utilizzati nella terapia della FM e che contribuiscono allo stato di benessere delle pazienti prima della gravidanza. I sintomi più spesso lamentati dopo sospensione dei farmaci sono: