ernia lombare come guarire da un

Ma la perdita di peso non è un obiettivo facile per un paziente obeso. Secondo l’esperienza riportata da alcuni nutrizionisti, la strategia più utile e raccomandabile è quella di definire come obiettivo il raggiungimento dell’ultimo peso per il quale il paziente non riferiva dolore. Il paziente deve inoltre sapere come l’obesità sia associata a numerose patologie metaboliche e cardiovascolari e pertanto come siano diversi i vantaggi che si possono ottenere dal dimagrimento.

Tutti gli aspetti dell’obesità nell’artrosi saranno oggetto della nostra prossima rubrica.

Numerosi composti alimentari che introduciamo con la dieta contengono dei principi biologicamente attivi che possono svolgere azioni benefiche in diversi distretti dell’organismo.

Gli alimenti a cui sono stati attribuite le principali proprietà antinfiammatorie e che quindi possono svolgere un effetto benefico nell’artrosi sono gli acidi grassi omega-3, il tè verde, la glucosamina e il condroitin solfato e l’olio di oliva.

Omega (?)-3: Negli ultimi anni particolare interesse è stato rivolto al ruolo degli acidi grassi polinsaturi della serie?-3 nella riduzione dell’ infiammazione articolare e nel miglioramento della sintomatologia clinica di pazienti affetti da malattie reumatiche.

I cibi più ricchi di acidi grassi?-3, tra cui l’acido linolenico, l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docoesaenoico (DHA) sono il pesce, l’olio di pesce, i semi di lino e le noci (vedi tabelle 1 e 2).

Diversi studi hanno dimostrato che queste sostanze sono in grado di ridurre la produzione di citochine infiammatorie e soprattutto l’attività degli enzimi responsabili della degradazione della cartilagine come le metalloproteasi.

Per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti gli acidi grassi?-3 possono quindi rappresentare una valida integrazione alla terapia farmacologica dalla quale non si può prescindere.

Te verde: Il tè (Camellia sinensis) è una delle bevande più comuni e più consumata nel mondo. Ne esistono di diversi tipi anche se i più conosciuti sono il tè nero, quello più bevuto, e il tè verde.

Quest’ultimo, in particolare, contiene dei componenti ad azione benefica chiamati composti fenolici. Durante il processo di estrazione la fermentazione rende inattivi i fenoli nel tè nero mentre i processi di riscaldamento a vapore operati nella produzione del tè verde non modificano l’attività di queste sostanze.

Il composto responsabile dell’azione benefica del tè verde si chiama epigallocatechina-3-gallato e possiede attività antinfiammatorie, antitumorali e antiossidanti.

Elenco delle principali patologie ed eventuale approccio terapeutico:

Artrosi cervicale e Uncoartrosi: è una particolare affezione di tipo degenerativo in cui le articolazioni sono erose dall’uso e dagli anni, per cui le superfici di “Contatto tra le vertebre” sono consumate, e ogni movimento risulta doloroso e difficoltoso. Generalmente è una patologia legata all’età, ma non è raro trovare anche persone giovani soffrire di questa patologia. La causa va cercata in un difetto di postura, legata al lavoro sedentario,a traumi pregressi, o patologie mal curate negli anni (vecchia scoliosi, mai compensata).Spesso nell’esame rx sono presenti dei reperti chiamati osteofiti, che altro non sono che delle apposizione di calcio sulla cartilagine che creano dei veri becchi, chiamati appunto Becchi Osteofitari. La terapia prevede una prima fase di terapie volte alla diminuzione del dolore, per poi passare alla fase di cura vera e propria.

Inversione della curva fisiologica Cervicale: La colonna Vertebrale presenta delle curve fisiologiche (Normali), il cui scopo è quello di funzionare come una molla, e ammortizzare i traumatismi verticali. A causa di problematiche posturali, incidenti, colpi di frusta, ecc ecc, può verificarsi che la contrattura muscolare determini un raddrizzamento della curva lordotica cervicale, con conseguenza di malfunzionamento dell’intera colonna vertebrale. I sintomi più frequenti sono certamente, il dolore e la rigidità cervicale. Frequenti sono i sintomi a carico dell’equilibrio con continui giramenti della testa, sensazione di svenimento, nausea, sensazione di ansia (a volte la sensazione di ansia e peso allo stomaco, è legato alla nausea, non facilmente percepibile dal paziente). Tanto veloce è l’intervento riabilitativo e tanto maggiore è la probabilità di cura e successo. Talvolta si scopre che a provocare questa condizione è magari un trauma risalente a svariati anni prima, che non è stato curato tempestivamente, e il corpo umano ha “Compensato” il problema andando a modificare l’assetto delle altre curve fisiologiche.

Riduzione dello spazio intersomatico: Come già accennato nella breve analisi sopra descritta, è presente un disco intervertebrale tra ogni vertebra della colonna. Tale spazio, in una colonna sana è più o meno uguale per ogni segmento preso in esame. In una colonna con dei problemi, capita di vedere uno spazio diminuito (nelle lastre i tessuti molli non si vedono), e presumibilmente in quel tratto, ci sarà un problema, di natura discale. Di solito si richiede l’affiancamento dell’esame rx con una risonanza per studiare meglio il comportamento del disco ed eventualmente i suoi rapporti con le strutture adiacenti come il midollo o le radici nervose, che possono essere compresse e dare vita a sintomatologia neurologica quale cervicobrachialgia.

Ernie e protrusioni Cervicale: Proseguimento dell’analisi sopra descritta andando a capire bene l’anatomia del disco. Tale struttura ha una circolare e schiacciata, presenta una struttura che la delimita, chiamata anello fibroso, che contiene un gel chiamato nucleo polposo. Tale anello subisce negli anni un processo degenerativo divenendo sempre più rigido, e poco elastico, tanto che anche autonomaente può fissurarsi e permettere una estroflessione. Si parla quindi di protrusione discale. Se l’anello si rompe del tutto, il gel del nucleo polposo tende ad uscire e invadere gli spazi circostanti, creando problematiche compressive a carico delle strutture neurologiche quali le radici sensitive e motorie, determinando una sintomatologia sensitiva, a carico del plesso brachiale se parliamo di tratto cervicale. La differenza tra le due problematiche sta quindi nel grado di lesione alla struttura discale: meno grave la protrusione rispetto all’ernia. Va comunque detto che molte persone hanno delle protrusioni o ernie senza saperlo affatto, e talvolta escono tali diagnosi in sede di esami, strumentali, in maniera fortuita. Va affrontata una cura che mitighi il danno arrecato al disco. Va considerato che tali condizioni non sono facilmente risolvibili in maniera definitiva, ma comuqnue si riesce nella maggior parte dei casi a imparare a convivere in maniera accettabile con la patologia. Importante risulta trattare il problema, in maniera corretta, con trattamenti posturali volti a riequilibrare il segmento, limitare i sovraccarichi, e tentare di recuperare uno spazio accettabile tra ogni vertebra così da avere un rapporto meno pressante tra disco e radice nervosa tanto invalidante quanto più la pressione è importante.

Terapia Farmacologica per curare la cervicale:

Generalmente il medico prescrive un ciclo di antinfiammatori per un periodo ben preciso, compreso in 1-2 settimane, al termine del quale generalmente integra il trattamento con una prescrizione fisioterapica. Nei casi di particolare sintomatologia dolorosa, è possibile che si prescriva un ciclo di iniezioni di cortisone o antinfiammatorio, per affrontare meglio l’infiammazione. Tale intervento farmacologico è bene ricordare che è volto ad abbassare la soglia di dolore e di certo non mira alla risoluzione completa del problema, ma permette al fisioterapista di lavorare meglio, e affrontare in maniera più incisiva il problema.

Fisioterapia e cura della cervicale:

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L’artrosi è una patologia primitiva, ovvero non ci sono cause specifiche, ma tanti fattori che possono contribuire a creare la degenerazione articolare. L’artrosi nasce in maniera subdola e si evolve molto lentamente, il paziente si accorge di avere questo problema in fase avanzata quando i segni e i sintomi sono già relativamente gravi. L’artrosi si manifesta soprattutto negli anziani, la potremmo definire come l’invecchiamento dell’articolazione, colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa. I fattori che influiscono sulla degenerazione articolare sono:

Il tipo di lavoro: i muratori che utilizzano il martello pneumatico sollecitano le articolazioni molto più degli altri; Le signore che si dedicano prevalentemente ai lavori domestici sono tra le più colpite; C’è un’importante componente ereditaria; i figli di genitori artrosici presenteranno facilmente lo stesso disturbo; I traumi importanti e le fratture che sono trattate con l’immobilizzazione provocano una riduzione della circolazione sanguigna e quindi meno nutrizione per la cartilagine che degenera e si assottiglia.

Come si manifesta? I sintomi dell’artrosi alle mani.

I sintomi dell’artrosi sono: il dolore alla mano e alle dita, la rigidità, gli crepitii articolari e la mobilità ridotta, in certe fasi l’articolazione si può gonfiare. Il problema più importante è il dolore, soprattutto nella prima mezz’ora dal risveglio o dopo essere stato fermo per almeno un ora. La difficoltà si presenta soprattutto “a freddo”, quando l’articolazione inizia a muoversi il dolore è quasi assente, ma si avverte dopo alcuni sforzi o dopo lavori prolungati. Nella fase più avanzata le fitte si presentano anche a riposo.

I sintomi peggiorano con l’umidità o con il cambiamento del tempo. I segni visibili sono le mani e le dita gonfie a causa dell’infiammazione e i noduli che si chiamano di Heberden se si trovano sulle falangette (falangi distali), mentre a livello delle falangi prossimali si chiamano noduli di Bouchard. Con l’avanzare dell’artrosi, le articolazioni tendono a irrigidirsi e il movimento diventa limitato. La mano si deforma perché le falangi distali o falangette deviano lateralmente. In caso di rizoartrosi, il dolore può diventare molto intenso, rendendo impossibili anche i movimenti più blandi del pollice. L’artrosi tra osso trapezio e metacarpo (rizoartrosi) può provocare una protuberanza ossea verso l’esterno perché il primo metacarpo si sublussa e la mano assume una forma simile a un quadrato.

Come si arriva alla diagnosi dell’artrosi della mano?

Rizoartrosi, radiografia in proiezione laterale.

Il medico valuta le condizioni del paziente, cerca deformità o noduli di Heberden nella mano e prova a muovere le dita ascoltando eventuali scrosci articolari. Se il paziente ha un età superiore ai 50 anni, il medico deve escludere l’artrosi nella mano, quindi può prescrivere una radiografia per avere la conferma oppure consiglia direttamente una terapia. La radiografia è l’esame strumentale più adatto per sapere se l’articolazione è degenerata perché mostra bene le condizioni dell’osso, la rima articolare, eventuali deformità e osteofiti. Molti anziani con artrosi interfalangea ed evidente deviazione laterale della falange più distale, non avvertono sintomi o dolore, ma solo un inestetismo. La diagnosi differenziale si fa con l’artrite reumatoide dato che entrambe provocano dolore e noduli, anche le tendiniti e le tenosinoviti possono dare gli stessi sintomi, per esempio la sindrome di De quervain può causare gli stessi sintomi della rizoartrosi.

Apatite D8 fiale da bere: artrosi vertebrale lombare, quando cioè è interessata la colonna lombare (lombaggine, sciatica, blocchi di schiena, tendenza all’ernia al disco)

Calcaire de Versailles D8 fiale da bere: osteoporosi senile.

Orpimento D8 fiale da bere: quando è interessata l’articolazione coxo-femorale, quando cioè esiste l’artrosi dell’anca.

Artrosi nel Gatto.

FITOTERAPIA Pinus Montana macerato glicerico: stimola la nutrizione dell’osso e della cartilagine.

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Fonti.

1 Miehlke, K. & Inderst, R. (2002) Osteoarthrosen - Welche Möglichkeiten bietet die Ernährung zur Gesunderhaltung der Knorpel/Knochenmatrix?, Erfahrungsheilkunde, Volume 12, (pp. 838-844)

2 Soeken, K.L., Lee, W.L., Bausell, R.B., Agelli, M. & Berman, B.M. (2002) Safety and efficacy of S-adenosylmethionine (SAMe) for osteoarthritis, Journal of Family Practice, Volume 51, (pp. 425-430)

3 Ursini, F. & Pipicelli, G. (2009) Nutritional Supplementation for Osteoarthritis, Alternative and Complementary Therapies, Volume 15, issue 4, (pp. 173-177)

4 Williams, J.Z., Abumrad, N. & Barbul, A. (2002) Effect of a Specialized Amino Acid Mixture on Human Collagen Deposition, Annals of Surgery, Volume 236, issue 3, (pp. 369–375)

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È importante che venga effettuato anche l’esame dell’elettroforesi dell’emoglobina Chiedo tutto ciò perché sono un pò preoccupata Un’ultima cosa le chiedo ed è quella di eseguire anche l’esame della transferrina. Grazie.

Non mi sembra una situazione grave, ma lasciamo che sia il suo medico a valutare come e se approfondire.

Mia figlia all età di 19 anni ossia nel 2007, si ammala di un LH, Chemio, trapianto di cellule staminali e x ultimo trapianto di midollo con me A dicembre 2008 x avere REMISSIONE COMPLETA. la sofferenza ed gli effetti collaterali del trapianto la fanno da padrona. questi anni di combattimento mia figlia ha dovuto fare tante trasfusioni di sangue. la ferritina nell anno 2009 era circa alll inizio su 1000, adesso che sono passati quasi 8 anni, i valori sono ANCORA 560. premetto che mia figlia è in menopausa le troppo chemio hanno bruciato le ovaie,x prevenire i problemi di salute inerenti assume la pillola anticoncezionale KLAIRA. Gli ematologi più volte interpellati, dicono che sono le troppe trasfusioni a fargli avere questo valore della ferritina alta, io so che accumuli di ferro creano problemi al fegato ed altro. Mia figlia f a i controlli con eco addominale tutti negativi. cosa bisogna fare, mi dia un consiglio, io sto sempre in ansia? Saluti rosy.

Buongiorno, concordo con gli ematologi; se però i controlli sono negativi per danni epatici o quant’altro provocato dall’accumulo di ferro può stare tranquilla, in caso sarebbero gli ematologi stessi a pensare ad una terapia per cercare di eliminare il ferro in eccesso.

buongiorno ho fatto le analisi del sangue tutto perfetto e nella norma tranne la ferritina a 214,2 (valori riferimento 13-150). la sideremia è 182 (33-193). sono donna 36 anni. sono terrorizzata da questo valore alto, puo dipendere da raffreddore o qualcosa di grave?

Sintomi? Per quale motivo sono state prescritte?

normali analisi di routine. prendo integratori multivitaminici e ho un raffreddore. nessun altro sintomo. da ch evalore la ferrtina alta indica patologie gravi?

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hola a todas!! llevo un tiempo siguiente este foro y estoy interesada en alguna dieta de proteinas pero aun no me decido por ninguna, mas que nada, pq donde vivo no hay ninguna farmacia que llevo kot o silken diet.

Top 3 respuestas.

Bimanan pro nadie conoce esta dieta.

Dietas hiperproteicas Hola, claro bimanan pro es la última en incorporarse al mercado de los sustitutivos hiperproteicos, los demás llevan unos 10 años en Francia, he estado comparando tanto la composición bioquímica de las comidas como el método de kot, siken diet, pronokal y bimanan pro. Bioquímicamente son muy similares, solo que Pronokal tiene en casos menor proporción de proteínas y más grasas que las demás, con lo cual serían más efectivas las restantes casas. Pero también es cierto que Pronokal tiene el método más agresivo, pues te alimentas solo de estos productos el día entero, por ello supongo que aumenta el n degrasas, y es el único que te obliga a que sea prescrito de esta manera por un clínico, es normal, nadie se atrevería a recomendar esto a la ligera.

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Bimanan pro nadie conoce esta dieta.

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La produzione del nostro multivitaminico e’ anche più cara poichè usiamo capsule softgel con olio d’oliva per le vitamine. Questo promuove l’assunzione delle vitamine. La maggior parte dei multivitaminici sono in forma di polvere in capsule o polvere compressa in capsule, cosa che non fa promuovere l’assunzione.

Per quanto tempo bisogna fare la cura di glucosamina?

Domanda: Per quanto tempo bisogna fare la cura di glucosamina, ci sono delle interruzioni?

Risposta: La glucosamina e’ un prodotto che deve essere usato preferibilmente di continuo, senza interruzioni. Funge da “alimento” per la cartilagine e stimola la produzione del liquido sinoviale. Se si cessa l’assunzione o la si interrompe, non pùo più avere questo effetto e l’effetto benefico scomparirà, tanto velocemente quanto si sono verificati i primi miglioramenti (di solito entro un mese con eccezioni di una settimana o 6 mesi).

Per questo motivo consigliamo l’uso continuo della glucosamina. Non ci sono motivi per sospendere o cessare la cura dopo un periodo di tempo. L’uso continuo e’ sicuro: studi scientifici hanno dimostrato che la glucosamina può essere usata senza problemi per tre anni consecutivi. Non ci sono stati studi per un periodo di tempo più lungo (o magari i risultati non sono ancora stati pubblicati) ma non c’e’ nessuna ragione di presumere che l’uso continuo non sia sicuro.

La glucosamina viene usata da più di 40 anni senza problemi da millioni di persone.

Arthro-5 efficace anche nei casi di lesioni traumatiche?

Risposta: Arthro-5 ha solo effetto in caso di un’usura degenerativa della cartilagine articolare. In caso di lesioni a causa di trauma come lesioni (sportive) o incidenti non fa molto. Il danno alla cartilagine o al menisco non puó piú essere riparato con un integratore.

E’ però vero che la cartilagine danneggiata o un menisco danneggiato possono portare a lungo termine a artrosi. Arthro-5 può prevenire o diminuire il sorgere di questi danni. Ma bisogno prendere l’integratore di continuo, per un periodo di molti anni.

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Non solo infiammazione articolare.

Il dolore artrosico viene comunemente attribuito ad infiammazione articolare. In verità il suo sviluppo può avere diverse origini: ossea, tendinea, può provenire dai legamenti o dal coinvolgimento dei tronchi nervosi. Si può affermare che il dolore artrosico deriva dall'interessamento in maniera diversa di tutte queste componenti.

Artrosi: da compagna scomoda a minaccia da combattere.

In principio tutte le malattie reumatiche sembravano simili. Tutto iniziava con la comparsa della malattia, proseguiva con l’intensificarsi del dolore e irrigidimento delle articolazioni che provocano difficoltà nel compiere movimenti, difficoltà che si intrecciavano con quelle dovute alla vecchiaia.

Cura e Terapia - Artrosi.