fasce per il mal di schiena cosa

3) L’ESERCIZIO FISICO: un corretto e continuativo esercizio fisico (come la chinesiterapia attiva e passiva senza superare la soglia del dolore, il nuoto, la ginnastica passiva rilassante in acqua, la ginnastica posturale) è utile per mantenere il tono muscolare, preservare la mobilità articolare e ridurre il dolore. Un programma riabilitativo concordato con il reumatologo e il fisiatra è una componente essenziale del trattamento dell’artrite reumatoide: può infatti prevenirne o limitarne i danni funzionali.

4) L’ALIMENTAZIONE: nella gestione della malattia è importante seguire alcune regole generali di una corretta ed equilibrata alimentazione, che aiuti a mantenere un giusto peso corporeo, fondamentale per non sovraccaricare le articolazioni e per favorire una buona funzione cardio-circolatoria.

5) TEMPERATURA E CLIMA: i pazienti di artrite reumatoide in fase attiva devono evitare l’esposizione diretta ai raggi solari e ad altre fonti di calore (perché l’infiammazione articolare potrebbe peggiorare e perché potrebbe essere facilitata la comparsa di reazioni cutanee da farmaci).

Come Curare l’Artrosi alle Mani: Rimedi (Naturali e Chirurgici)

31 ott Come Curare l’Artrosi alle Mani: Rimedi (Naturali e Chirurgici)

Quali sono le cause dell’artrosi alle mani e soprattutto quali sono i rimedi per alleviare il dolore? Ecco come curare l’artrosi alle mani.

L’artrosi è una malattia degenerativa che colpisce le articolazioni. Le aree maggiormente interessate da artrosi sono la cartilagine articolare e l’ osso sottostante la cartilagine, mentre le parti del corpo più colpite da questo tipo di patologia sono:

Mani Anca Colonna vertebrale.

Esistono due forme di artrosi: primaria, che si manifesta soprattutto negli adulti oltre i 50 anni, e secondaria, più rara, che colpisce anche i soggetti più giovani in seguito ad una serie di tanti piccoli traumi derivanti dallo svolgimento di attività fisiche, lavorative o sportive. Le donne sono più soggette a soffrire di artrosi rispetto agli uomini.

Artrosi alle mani: principali sintomi.

In linea generale, i sintomi più frequenti dell’osteoporosi sono:

Dolori, sensibilità alla pressione e gonfiore in corrispondenza dell'articolazione colpita.

Se non curata, quale decorso assume tale malattia?

Un attacco acuto può durare per un arco di tempo variabile dai due ai quattordici giorni; di quando in quando possono aversi ricadute, intervallate da periodi (variabili da parecchi mesi a un anno o più) durante i quali il paziente non avverte di solito alcun dolore o disturbo articolare. Se non si interviene con una terapia appropriata, dopo alcuni anni questi attacchi divengono sempre più frequenti e prolungati, causando profondi danni articolari, finché possono prodursi gravi deformazioni e danni irreparabili alle articolazioni, delle mani e dei piedi in particolare.

Come può essere confermata la diagnosi di artrite gottosa?

Riscontrando un aumento del tasso uricemico.

Curare il diabete con la dieta del dottor Mozzi – La testimonianza di Enrica.

Lettore della glicemia.

Scrivo questa testimonianza piena di gratitudine per il Dott. Mozzi perché, seguendo i suoi consigli alimentari, ho risolto in breve tempo il mio diabete che mi accompagnava da più di dieci anni. Ho 66 anni e sono di gruppo 0 positivo. Nel 2004 mi fu diagnosticato il diabete in seguito ad una paresi a un occhio con una glicemia a digiuno di 190. Seguita dal reparto di diabetologia di Livorno, mi furono prescritte tre compresse di metformina 500 al giorno. La dietologa mi consegnò una dieta rigorosa da 1200 calorie, che seguii con molto scrupolo, dimagrendo 20 kg nonostante patissi una gran fame: in diabetologia si mostrarono tutti sorpresi e mi informarono che solo il 4% dei pazienti riusciva ad avere simili risultati.

Pasta, pane e pizza alzano la glicemia.

artrosi ginocchio ghiaccio federer

Alcuni grassi possono acuire l’infiammazione in caso di artrite reumatoide?

Sì. Gli studi hanno dimostrato che i grassi saturi possono acuire una eventuale infiammazione corporea. Gli alimenti ricchi di grassi saturi, come i prodotti di origine animale (per esempio, pancetta, bistecca e burro) possono aumentare le sostanze infiammatorie presenti nell’organismo, note col nome di prostaglandine. Le prostaglandine sono sostanze che causano infiammazione, dolore, gonfiore e distruzione articolare in caso di artrite reumatoide.

Inoltre, alcune scoperte confermano che la carne contiene elevate quantità di acido arachidonoico, un acido grasso che viene convertito nell’organismo in prostaglandine pro-infiammatorie.

Alcune persone che soffrono di artrite reumatoide hanno scoperto che seguire una dieta vegetariana può contribuire ad alleviare i sintomi, come dolore e rigidità. Altre persone che soffrono della medesima condizione, però, non traggono gli stessi benefici nel seguire una dieta che preveda l’eliminazione della carne.

Esiste un legame tra acidi grassi Omega 6 e infiammazione da artrite reumatoide?

Gli acidi grassi Omega 6 sono presenti negli oli vegetali che contengono acido linoleico. Questo gruppo di oli vegetali include l’olio di mais, l’olio di soia, l’olio di girasole, l’olio di germe di grano e l’olio di sesamo. Gli studi dimostrano che una tipica dieta occidentale prevede un maggiore consumo di acidi grassi Omega 6 rispetto agli acidi grassi Omega 3. Gli acidi grassi Omega 3 sono grassi polinsaturi presenti nel pesce d’acqua fredda.

Il consumo di quantità eccessive di Omega 6 può contribuire alla comparsa di malattie cardiovascolari e di tumore. Può, inoltre, favorire la comparsa di malattie infiammatorie e/o autoimmuni come l’artrite reumatoide. Ridurre il consumo di acidi grassi Omega 6 e aumentare quello degli Omega 3 può contrastare l’infiammazione.

Molti studi hanno dimostrato che ridurre il consumo di acidi grassi Omega 6 a favore degli acidi grassi Omega 3 può ridurre il rischio di malattia.

COS’È? – L’artrosi è una malattia basata su un processo infiammatorio/degenerativo. In questo processo, si osserva la degradazione della cartilagine articolare, cioè il tessuto che permette lo scorrimento tra due capi articolari. Quando la cartilagine subisce un danno compaiono infiammazione, dolore, sensazione di rigidità, debolezza. A essere colpite sono soprattutto le ginocchia, le anche, le piccole articolazioni delle mani, la colonna cervicale e lombare.

SINTOMI – Il sintomo più evidente è il dolore che può essere più o meno acuto a seconda delle parti interessate e dallo stadio di avanzamento della malattia. Altro sintomo è la limitazione funzional e, ovvero la difficoltà a eseguire movimenti che prima riuscivamo a compiere tranquillamente.

CAUSE – Ci sono due diverse tipologie di artrosi a seconda della causa che l’ha originata. Quella primaria è causata da fattori genetici a oggi sconosciuti, si ipotizza quindi una predisposizione ereditaria. Quella secondaria, invece, si sviluppa in relazione a eventi specifici che agiscono sulla salute cartilagine. Per esempio, una frattura del ginocchio non curata adeguatamente comporta uno sbilanciamento nella distribuzione del peso del corpo, così che alcune articolazioni sono costrette a lavorare di più, questo può danneggiarle progressivamente. Tra le altre cause, ci sono gli sport agonistici, che causano l’usura progressiva della cartilagine, e l’ invecchiamento, durante il quale si verifica un graduale assottigliamento del tessuto cartilagineo.

DIAGNOSI – La diagnosi dell’artrosi è soprattutto clinica, cioè effettuata dal medico con una visita medica e può essere confermata attraverso un esame strumentale (radiografia).

CURE – Il trattamento deve essere tempestivo: da ginocchiere e plantari per correggere la postura, alla dieta per perdere peso (se si è sovrappeso oppure obesi), alle terapie con farmaci antidolorifici e con integratori, formulazioni che consentono di apportare alla cartilagine i suoi costituenti naturali ( collagene, acido ialuronico ). La soluzione adottata in casi più estremi, è rappresentata dalla chirurgia per l’impianto di protesi.

COME PREVENIRLA – L’ideale sarebbe prevenire l’artrosi: il mezzo più semplice è un esercizio fisico regolare: basta una semplice camminata di circa un’ora ogni giorno, pari a 6000 passi. Tra le altre strategie utili per la prevenzione, troviamo anche il controllo del peso corporeo e una alimentazione ricca di antiossidanti naturali (vitamina C).

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L'artrosi si distingue in primaria e secondaria:

Primaria o idiopatica: conseguente a un'alterazione metabolica "primitiva" della cartilagine articolare, dalle cause sconosciute o non ben identificabili. Ha un esordio tra i 50 e i 60 anni, e le cause sono di tipo generale Secondaria, quindi attribuibile a traumi o ad altre malattie, come displasia, malattie reumatiche ecc. Ha cause di tipo locale.

NB: In diagnostica la classificazione dell'artrosi non è sempre facile e ben distinguibile.

Sintomi.

L'artrosi origina una sintomatologia abbastanza uniforme e facilmente identificabile: dolore, limitazione funzionale ed atteggiamenti viziosi (errori posturali e di deambulazione) conseguenti alle prime fasi degenerative della cartilagine.

Cause.

I fattori predisponenti all'artrosi possono essere:

Generali: età (conseguente alterazione del pH del liquido lubrificante articolare detto sinoviale ), ereditarietà, squilibrio ormonale ( soprattutto degli estrogeni ), obesità (per sovraccarico articolare), alterazioni metaboliche degli elettroliti (oligoelementi come il calcio ed il fosforo) ed ambiente (clima, abitudini e lavoro). Locali: distribuzione anomala del carico articolare ed alterazioni di altra natura patologica.

medicine per dolori articolari in gravidanza extra

1. Si tratta di una piccola fluttuazione, non credo che il medico la considererà un problema. 2. C’è un po’ di anemia e una delle possibili spiegazioni è la carenza di ferro (abbiamo il valore di ferro e ferritina?).

Ne parli con fiducia al medico, ma non si allarmi perchè non c’è motivo.

Purtroppo non ho i valori del ferro,ma provvedero’ il prima possibile.Grazie mille dottore per avermi tranquillizzata e per avermi risposto. Ero gia’ nel panico totale.. Grazie ancora. Buonasera.

salve ho51 anni e da febbraio che i valori della ferritina supera i 150 sono dimagrita e mi sento stanca e molto spesso mi addormento.Cosa posso fare? grazie.

Salve, quali sono i valori di riferimento del suo laboratorio? ci sono altre alterazioni degli esami di laboratorio? ha febbricola?

riferimento 13.0 150.0 colesterolo 222.

Di quanto il risultato supera il riferimento?

Salve dottore mi chiamo loredana ho 26 e sono in gravidanza, ha 2 settimane che ho svenimenti continui accompagnati da forte mal di testa, ho fatto gli esami, ferro 84, ferritina 11 trasferrina 388, potrebbe darmi un consiglio?

Valori di riferimento? Emoglobina? Pressione?

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Situazioni simpatiche che ti capitano quando se ia dieta!

Per sorridere un po', goditi questo video che racconta alcuni simpatici episodi che ti possono capitare quando decidi di stare a stecchetto.

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Ricordati di fare esercizio fisico! Ecco un video per mantenersi in forma.

Ricorda sempre di accompagnare a un regime alimentare equilibrato un'attività fisica costante. L'esercizio fisico è infatti fondamentale e può velocizzare non poco il vostro processo di dimagrimento. Ecco qui di seguito un video che spiega del dettaglio come eseguire i crunch addominali per sfoggiare una pancia piatta in breve tempo!

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Cosa mangiare nella dieta del supermetabolismo? Ecco gli alimenti più indicati per accelerare il metabolismo.

Rispettando ovviamente le fasi descritte sopra e i tipi di cibi concessi e suggeriti per ognuna di esse, vi segnaliamo gli alimenti più indicati per accelerare il metabolismo e perdere peso più in fretta, che potete inserire nel vostro menu quotidiano per arricchire la vostra dieta del supermetabolismo.

Guarda anche: Alimenti che accelerano il metabolismo: i cibi che aiutano a dimagrire.

Spesso i pazienti affetti da fibromialgia si sottopongono a molti test e vengono visitati da molti specialisti mentre sono alla ricerca di una risposta sulla causa della loro malattia. Questo porta a paura e frustrazione, che può aumentare la percezione del dolore. Ai pazienti fibromialgici viene spesso detto che, poiché obiettivamente non hanno nulla e gli esami di laboratorio risultano nella norma, non hanno una reale malattia. I familiari, gli amici e spesso il medico di famiglia possono dubitare dell’esistenza di tali disturbi, aumentando l’isolamento, i sensi di colpa e la rabbia nei pazienti fibromialgici. Il paziente con FM, la sua famiglia e i medici devono sapere che la FM è una causa reale di dolore cronico e di stanchezza e deve essere affrontata come qualunque altra patologia cronica. Fortunatamente, la fibromialgia non è una malattia mortale e non causa deformità. Sebbene i sintomi possano variare di intensità, la condizione clinica generale raramente peggiora col trascorrere del tempo. Spesso il solo fatto di sapere che la fibromialgia non è una malattia progressiva e invalidante permette ai pazienti di non continuare a sottoporsi ad esami costosi e inutili e a sviluppare una attitudine positiva nei confronti della malattia. L’informazione e la conoscenza della malattia giocano un ruolo importante nella strategia terapeutica. Più il paziente è informato sulla fibromialgia e più cerca di adattarsi alla malattia stessa, migliore è la prognosi della fibromialgia. I gruppi di supporto, le pubblicazioni, i siti internet sono una fonte di informazione per molti pazienti; spesso il sapere che non si è soli può costituire una fonte di supporto. Alcuni pazienti con fibromialgia possono avere sintomi così severi da renderli incapaci di svolgere una normale attività lavorativa e una vita di relazione. Questi pazienti richiedono una maggiore attenzione ed un approccio multidisciplinare che coinvolga il terapista della riabilitazione e occupazionale, il reumatologo o lo psicologo. Molti pazienti con la fibromialgia migliorano e sono in grado di convivere con la propria malattia in maniera soddisfacente. Tuttavia, una migliore comprensione delle cause della fibromialgia e dei fattori che la possono aggravare o rendere cronica è necessaria così come è auspicabile una migliore terapia farmacologica, oltre alla possibilità di misure preventive.

Approccio Terapeutico Multimodale del Paziente Fibromialgico.

Educazione del paziente Descrizione delle caratteristiche della malattia Descrizione del programma terapeutico Modificazioni delle abitudini di vita che potrebbero determinare e/o perpetuare la sintomatologia fibromialgica Programmazione di un’attività fisica moderata ma continuativa Supporto psicologico e/o psichiatrico, se necessario Terapia farmacologica e/o riabilitativa di sviluppo.

CONSIGLI UTILI PER IL PAZIENTE FIBROMIALGICO.

La “consapevolezza” che questa malattia esiste e la conoscenza dei meccanismi che la inducono può aiutare il paziente ad affrontare lo stato doloroso e gli eventuali cambiamenti dello stile di vita richiesti Il supporto psicologico è molto importante; può servire a superare la depressione che, molto spesso, subentra nelle fasi più acute e a migliorare i rapporti sociali I familiari o le persone vicine al malato non debbono sottovalutare lo stato di prostrazione sia fisico che psichico del paziente o pensare che coloro che ne soffrono, poiché non è una malattia riscontrabile tramite esami di laboratorio, siano solo degli “ipocondriaci”. La fibromialgia esiste, anche se poco conosciuta; quindi un atteggiamento comprensivo nei loro confronti può essere un’importante forma di aiuto Infine, per i pazienti, documentarsi e partecipare insieme ai propri familiari agli eventi o meglio ancora unirsi per formare un’unica voce affinché anche in Italia la fibromialgia possa essere riconosciuta quale malattia sociale (anche se non si muore né tanto meno si rimane su di una sedia a rotelle) può far sì che quanti ne soffrono ritrovino quella fiducia che si perde nella peregrinazione da uno specialista e da un esame ad un altro.

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Dieta artrosi.

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Nella cura dell’ artrosi dell’ anca i rimedi di fitoterapia sono un valido ausilio terapeutico, soprattutto per i limitati effetti collaterali. Nell’ artrosi dell’ anca o coxartrosi è utile anche modificare i comportamenti alimentari che favoriscono le infiammazioni e per ridurre eventuali carichi eccessivi. L’ artrosi dell’ anca è una degenerazione dell’anca che coinvolge prima la cartilagine dell’ anca e successivamente le parti ossee dell’articolazione. L’usura della cartilagine e progressivamente dell’articolazione compromette la normale deambulazione e comporta dolore. Si distinguono due forme di artrosi dell’ anca: una primaria e una conseguenza di altri eventi clinici come la displasia dell’ anca, i traumi o alla necrosi asettica della testa del femore. Lo strato di cartilagine che riveste il contatto tra le parti ossee dell’ anca si assottiglia progressivamente nella coxartrosi fino a evidenziare disfunzione. L’osso non più protetto dall’elasticità meccanica della cartilagine si deforma e produce osteofiti, escrescenze a forma di becco che limitano il movimento. La retrazione dei muscoli coinvolti nel processo infiammatorio cronico determina una caratteristica postura dell’individuo affetto da artrosi dell’ anca. Il sintomo più caratteristico della coxartrosi è il dolore, causato da infiammazione. La ridotta funzionalità articolare è un sintomo che colpisce successivamente i malati. L’ artrosi dell’ anca può determinare la flessione del bacino in rotazione esterna, una limitazione dolorosa dei movimenti dell’anca con risentimento funzionale e una zoppia.

L’evoluzione biologica della linea umana possiede due caratteristiche che implicano l’ anca: l’aumento di volume cerebrale e l’andatura eretta. La loro combinazione coinvolge il bacino e l’ articolazione dell’ anca. Si può affermare che l’ anca è stata determinante per la stazione eretta e per la procreazione umana. Le difficoltà evolutive enormi implicate in tale processo sono riversate nella funzione biomeccanica ed emozionale espressa dall’ anca.

I fattori che predispongono all’artrosi dell’ anca sono:

obesità familiarità età infiammazioni croniche pregresse patologie dell’ anca fumo e altri carichi tossici collera non estrinsecata.

La diagnosi di artrosi dell’ anca è posta tramite radiografia che mostrerà le caratteristiche alterazioni della malattia: riduzione dello spazio articolare, osteofiti e la deformazione della testa del femore. La terapia convenzionale della coxatrosi impegna analgesici antiinfiammatori o cortisonici. Sono utilizzate anche infiltrazioni di acido ialuronico che servirebbero per ricostituire la cartilagine articolare. Nei casi più gravi si ricorre a terapia chirurgica ovvero la totale sostituzione dell’articolazione con un impianto protesico generalmente in titanio. Importante è nella terapia convenzionale per l’ artrosi dell’ anca anche la fisioterapia.

Artrosi dell’ anca e fitoterapia a Roma.