artrite del ginocchio sintomi celiachia

COCO: Cuando el coco está maduro, la pulpa se hace más consistente, con menos agua y los nutrientes se hallan más concentrados. En este estado, la pulpa del coco contiene una buena proporción de hidratos de carbono (6,23%) y proteínas (3,33%) y sales minerales, entre las que destaca el Magnesio (32,0 mg), el Calcio (14,0 mg) y el Fósforo (113 mg); además posee vitamina B10,066 mg); B2 (0,020 mg); Niacina (1,19 mg); Vitamina B6 (0,054 mg); Folatos (26,4 mcg); Vitamina C (3,30 mg); E (0,730 mg); Hierro (2,43 mg) Potasio (356 mg) y Zinc (1,10 mg). El consumo de coco ejerce una actividad beneficiosa contra la descalcificación, la artrosis, la osteoporosis y los dolores osteomusculares. Además debido a su riqueza en potasio le confiere propiedades depurativas y desintoxicantes al estimular la producción de orina facilitando así la eliminación de sustancias de desecho.

SESAMO y MELAZA: Son buena fuente de calcio. Con ellos se procura además una buena mineralización del tejido óseo que rodea la articulación.

ALMENDRAS: La almendra contiene una proporción muy adecuada de los minerales que forman el esqueleto, además es de reacción alcalina, lo cual favorece la retención de calcio y la eliminación de toxinas. Conserva el equilibrio adecuado en la sangre entre los iones de calcio, magnesio y potasio conservando así el tono muscular y evitando la irritabilidad nerviosa. Por otra parte su elevado contenido en vitamina E, le confiere propiedades antioxidantes. Contiene las siguientes vitaminas y minerales: Vitamina B1 (0,211 mg); B2 (0,779 mg); Niacina (9,33 mg); B6 (0,113 mg); Folatos (58,7 mcg); Vitamina C (0,600 mg); E (24,0 mg); Calcio (266 mg); Fósforo (520 mg); Magnesio (296 mg); Hierro (3,66 mg); Potasio (732 mg) y Zinc (2,92 mg)

AVELLANA: La avellana constituye una buena fuente de grasas (62%), de proteínas (13%), de vitaminas B1 y B6 y de minerales. Esto hace de las el complemento ideal en el caso que nos ocupa. Además contiene cantidades importantes de B1 (0,500 mg); B2 (0,110 mg); Niacina (4,74 mg); Vitamina B6 (0,612 mg); Folatos (71,8 mcg); Vitamina C (1,00 mg); Vitamina E (23,9 mg); Calcio (188 mg); Fósforo (312 mg); Magnesio (285 mg); Hierro (3,27 mg); Potasio (445 mg) y Zinc (2,40 mg); Por otra parte las avellanas está siempre recomendadas para enfrentarse a las diferentes enfermedades debilitantes, como es el caso de las degenerativas debido a su alto valor energetizante. Además sus importantes cantidades de potasio hacen que las avellanas produzcan en nuestro organismo un efecto alcalinizante, al estimular la orina y facilitar con ello la eliminación de material tóxico.

VERDURAS FRESCAS: Actúan como elementos reductores de la inflamación y el dolor.

Scritto da: Admin Data: 31 Gennaio 2014 alle 15:44.

Maurizio se scrivi un commento devi specificare i dati. Una volta scritto, quei dati vengono mantenuti in memoria per scrivere altri commenti. E' il tuo browser che memorizza i dati, ma nessuno ha mai visto la tua mail. Tutto chiaro?

Scritto da: Antonella zinni Data: 31 Gennaio 2014 alle 18:46.

Maurizio è successo anche a me, mi è apparso nome cognome e mail di una certa tina. Non capisco questo blog non è sicuro!

Scritto da: Maurizio Data: 31 Gennaio 2014 alle 20:39.

terapia mal di schiena lombare sinistral brewing

Poiché ci possono essere interazioni tra farmaci e alcune condizioni di salute aumentano i rischi di effetti collaterali, è importante riferire terapie in atto e la storia medica prima di iniziare a prendere nuovi farmaci; una volta iniziata la terapia, bisognerà sottoporsi a visite mediche di controllo regolari. D’intesa con il proprio medico, è possibile trovare il trattamento più efficace nel ridurre il dolore con minimi rischi di effetti collaterali.

Il trattamento dell’artrosi è tipicamente affrontato con questi tipi di medicinali:

Analgesici da banco: gli analgesici per bocca, come il paracetamolo (Tachipirina), sono spesso il primo approccio alla riduzione del dolore in soggetti con osteoartrite. FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei): comunemente usati per il trattamento dell’artrosi, i FANS sono un ampio gruppo di medicinali con azione sia analgesica che antinfiammatoria. Sono esempi di FANS farmaci come l’aspirina o l’ibuprofene. Alcuni FANS sono acquistabili anche senza ricetta, mentre oltre una dozzina di questi composti, tra cui una sottoclasse detta inibitori della COX-2 (celecoxib, etoricoxib, …), richiede obbligatoriamente la prescrizione medica. Narcotici o farmaci agenti sul sistema nervoso centrale: talvolta, se gli analgesici da banco non funzionano ed esistono controindicazioni all’impiego di FANS, vengono prescritti analgesici del dolore specifici. Questi farmaci comportano rischi, tra cui potenzialmente l’assuefazione. Corticosteroidi: si tratta di ormoni con potente azione antinfiammatoria (cortisone), secreti dall’organismo o prodotti artificialmente per l’utilizzo farmaceutico. Possono essere iniettati nelle articolazioni colpite come rimedio temporaneo del dolore. Si tratta di una misura a breve termine, in genere non raccomandata più di due – quattro volte l’anno. I corticosteroidi per bocca non sono in genere impiegati nel trattamento dell’osteoartrite. Sono utilizzati occasionalmente per episodi infiammatori acuti. Sostituti dell’acido ialuronico: talvolta detti viscosupplementi, i sostituti dell’acido ialuronico sono stati pensati per rimpiazzare un normale componente dell’articolazione, che interviene nei processi di lubrificazione e nutrizione della cartilagine. Secondo il prodotto prescritto, la somministrazione richiederà una serie di tre o quattro iniezioni. Questi prodotti sono approvati solo per l’osteoartrite del ginocchio. Altri farmaci: ci sono diversi altri farmaci che il medico può somministrare per l’osteoartrite. Includono analgesici per uso topico, sotto forma di creme, pomate e spray da applicare direttamente sulle parti dolenti.

Chirurgia.

La chirurgia aiuta ad alleviare il dolore e la disabilità dell’osteoartrite in molti pazienti. Sono vari i problemi che la chirurgia può risolvere:

Rimozione di pezzetti di osso o cartilagini liberi nell’articolazione se causano sintomi di incuneamento o blocco (decompressione o debridement artroscopico). Riposizionamento delle ossa (osteotomia). Resurfacing articolare (in pratica, la ricostituzione di una superficie articolare liscia).

Il chirurgo può sostituire le articolazioni sofferenti con protesi artificiali. Queste protesi possono essere realizzate con leghe metalliche, plastiche ad alta densità e materiale ceramico. Alcune protesi vengono saldate alle superfici ossee con cementi speciali. Altre hanno superfici porose e la loro adesione avviene perché l’accrescimento dell’osso in questi pori (processo di fissazione biologica) le tiene ferme. Le protesi articolari possono durare 10 – 15 anni o anche più. Il chirurgo sceglie il modello e i componenti della protesi in base a peso, età, sesso, livello di attività e altri fattori di salute del paziente.

I progressi in questo campo permettono in alcuni casi di sostituire solo la parte danneggiata dell’articolazione del ginocchio, lasciando intatte le aree articolari sane, e di eseguire la sostituzione dell’anca attraverso incisioni cutanee molto più piccole di un tempo.

La decisione di ricorrere alla chirurgia scaturisce da vari fattori, come l’età, l’occupazione, il livello di disabilità, l’intensità del dolore e il grado di interferenza con lo stile di vita. In genere, dopo chirurgia e riabilitazione, il paziente avverte meno dolore e gonfiore e riesce a muoversi più liberamente.

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara.

Ma quali sono le medicine che vengono utilizzate per questo scopo? A seconda dei casi i medici prescrivono sia medicine antinfiammatorie, dotate anche di effetti contro il dolore, che medicine puramente antidolorifiche.

Non solo medicinali, occorre una giusta dose di movimento.

Va subito precisato che la terapia del movimento nell'artrosi deve essere prescritta da un medico e nei casi piu' difficili da un medico specialista: fisiatra, reumatologo, ortopedico. Nel caso venga riscontrata una instabilità dell'articolazione si praticherà un rinforzo muscolare coordinato attraverso una chinesiterapia stabilizzante. Se si dovesse riscontrare una limitazione della capacità di movimento lo specialista indicherà una chinesiterapia mobilizzante.

Ozonoterapia: curarsi con particolari bolle d'aria.

La gonartrosi è l’artropatia che interessa l’articolazione del ginocchio, essa può essere secondaria, a precedenti eventi traumatici e/o eventi infiammatori dell'articolazione ma può anche presentarsi come primaria e, solo in un secondo tempo, può verificarsi una deviazione in varismo e valgismo.

Altre cure - Artrosi.

artrite del ginocchio sintomi celiachia

Per l’ artrosi è consigliabile una dieta per coadiuvare una terapia specifica con strategie alimentari idonee a contenere la risposta infiammatoria cronica, il peso corporeo e la acidificazione tissulare. L” artrosi è una malattia degenerativadelle articolazioni, causa comune di dolore cronico e invalidità. Generalmente sono più colpite le articolazioni più grandi, sottoposte alla usura bioemeccanica del tempo, come vertebre, anche o le ginocchia. Anche articolazioni piccole possono essere implicate. La malattia si manifesta con alterazioni della cartilagine, assottigliamento, fissurazione, formazione di osteofiti marginali e zone di osteosclerosi subcondrale.Costituiscono fattori di rischio età anagrafica, obesità, alimentazione errata, sedentarietà, sesso femminile, genetica, traumi articolari, umidità e biomeccanica impropria. I sintomi dell’artrosi si presentano localizzati nell’articolazione interessata sono dolore, limitazione del movimento, rigidità, deformità articolare. La diagnosi richiede esami radiologi e di laboratorio Esami di laboratorio e strumentali. Nelle radiografie all’inizio della patologia non si riscontra alcuna alterazione, ma con il progredire della malattia si osserva la riduzione dello spazio articolare, alterazione dell’estremità articolare e la formazione di osteofiti ai margini delle articolazioni. La sofferenza del paziente affetto non evidenzia una proporzione con il grado di alterazione dimostrabile radiologicamente. La terapia convenzionale si limita troppo spesso alla prescrizione di FANS trascurando fondamentali interventi sull stile di vita, alimentazione e stress. Una dieta coerente è consigliabile nel trattamento dell’ artrosi del ginocchio per valorizzare strategie alimentari, atte a modulare la risposta infiammatoria,la tipica situazione metabolica iperacida e un eccesso di peso corporeo. Le abitudini nell’assumere cibo interagiscono in modo significativo con l’ equilibrio circadiano del cortisolo. La risposta adattativa stress e nutrizione inadeguata comportano, infatti, una disregolazione del ritmo circadiano dei glucocorticoidi. Alla presenza di sofferenza emozionale e a ritmi alimentari non coerenti, si assiste a un’alterazione dell’asse HPA. Gli effetti negativi di una circadianità perduta cortisolo e delle alterate retroazioni ormonali comportano l’alterata risposta infiammatoria. Una dieta coerente seleziona il cibo secondo le retroazioni ormonali indicate, determina un equilibrio acido-base e un contenimento della risposta infiammatoria e\o del dolore.

La dieta è anche uno strumento di prevenzione importante; la dieta e la cura sono interconnessi da precisi rapporti ormonali, biochimici e metabolici. Il trattamento tramite dieta è compatibile con tutti gli altri strumenti di terapia, esaltandone l’efficienza. Una dieta coerente richiede il medico, esami strumentali, valutazione accurata dei sintomi e delle cause, una diagnosi, nonché la valutazione strumentale delle strategie nello stile di vita da applicare al singolo. Si consiglia di rivolgersi a un professionsita, verificando l’iscrizione dell’operatore presso Ordine dei Medici, assicurandosi che operi le scelte in terapia tramite l’ analisi della composizione corporea. Il trattamento in dieta del paziente non si contrappone ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale, ma al contrario stabilisce con esse una virtuosa collaborazione e una straordinaria opportunità anche a livello di prevenzione.

Il ruolo della dieta nell’artrosi: cibi sì e cibi no.

La dieta non gioca un ruolo fondamentale solo sull’aspetto fisico e mentale ma, ha un forte impatto nella prevenzione di malattie e patologie più o meno diffuse. La dieta aiuta ad attenuare le conseguenze e posticipare la comparsa dei sintomi di in un processo degenerativo delle articolazioni: l’artrosi. Sin da ora però è utile ricordare che l’alimentazione è un ausilio e non fa miracoli, soprattutto non deve essere un ulteriore prigione in aggiunta al dolore che la manifestazione della patologia dell’artrosi comporta.

L’ artrosi è…

Una malattia cronica ed irreversibile negli stadi più avanzati. Nelle fasi iniziali è possibile somministrare cure ad hoc che agiscono sulla cartilagine ed il suo metabolismo (cure di nuova generazione); prevede un processo di assottigliamento con usura della cartilagine articolare (una sorta di “guaina” che riveste le ossa coinvolte nell’articolazione stessa); provoca dolore: inizialmente solo quando si lavora troppo sull’articolazione interessata, successivamente anche a riposo; vede nelle peggiori espressione della malattia la deformazione dell’articolazione colpita (esempi sono le dita delle mani di cui sono visibili le deformazioni articolari ed ossee).

Senza scendere nei dettagli anatomici e patologici, si comprende che il guasto all’articolazione ha effetti devastanti perché le estremità delle ossa arrivano a “sfregarsi” tra loro senza più la protezione degli elementi fondamentali per lo scorrimento fluido dei tessuti coinvolti. I movimenti diventano così difficoltosi. Spesso si verifica l’inizio di un processo infiammatorio dovuto dall’irritazione delle strutture nervose collegate a quelle articolari.

Purtroppo l’artrosi deriva da più fattori che in sinergia provocano l’inizio del processo degenerativo, quello che si nota è che la popolazione colpita interessa una buona fetta di giovani, per lo più donne, che lamentano i primi sintomi già verso i 40 anni!

Come anticipato, la dieta può aiutare!

In particolare è necessario evitare di sovraccaricare il proprio fisico, specialmente se le zone interessate sono le parti del corpo che “portano”: i piedi, le ginocchia, le anche, la zona lombare.

ernia schiena curamin drug

Domanda: Ho un chihuahua di un anno e 7 mesi, pesa 2,3 kg. Purtroppo le anche sono molto deboluccie, soprattutto adesso che esce meno, essendoci molto freddo. Al momento non zoppica, ma noto che non è molto stabile (sicuramente si tratta di lussazione della rotula, o displasia del ginocchio…ba giorni lo confermerà il veterinario). Pensavo di aiutarla acquistando qualche condroprotettore. Il problema sarebbe il dosaggio, anche perchè sono cani molto sensibili a livello intestinale e no vorrei provocargli inutili disagi somministrando un quantitativo troppo alto di sostanza. Mi consigliate di aquistare la sola glucosamina oppure artho5? Potrei conoscere il dosaggio x entrambi i prodotti e x quanto tempo dovrei somministrarli?

Risposta: Vale sicuramente la pena provare e vedere se un condroprotettore può essere d’aiuto per il Suo chihuahua. Come già dice, la dose può essere problematica visto il basso peso corporeo, in combinazione con una sensibilità a livello intestinale. Vista questa sensibilità eviterei Arthro-5 poichè più ingredienti ci sono in un integratore (Arthro-5 ne contiene 5) più si hanno probabilità di avere problemi gastrointestinali. La glucosamina mi sembra quindi la scelta migliore. Inoltre si tratta di un integratore già molto efficace di suo; visto il basso peso corporeo del Suo cane dovrebbero bastare 100-200mg. Una capsula contiene però 750mg.

Le capsule però sono facili da aprire e può dividere la polvere contenuta in 6 dosi e mischiarla al cibo per cani. Non e’ importante che la dose sia precisa, se un giorno e’ un po’ di più o un po’ di meno non fa niente.

Ci vogliono di solito un paio di settimane prima di poter verificare i primi miglioramenti. Nel caso non raggiunga l’effetto desiderato dopo alcuni mesi d’uso ed il Suo chihuahua non ha avuto nessun problema al livello gastrointestinale, allora può aumentare la dose, per es. suddividere il contenuto di una capsula per 3 giorni.

Rigidità alle dita: primo sintomo dell’artrosi.

gonartrosi terapia familiar estrategica

Arnold Ehret.

Sito ufficiale di Arnold Ehret e dei suoi libri originali.

Main Content.

Arnold Ehret.

Chi era Arnold Ehret.

(Articolo di Luciano Gianazza del 10 aprile 2006 riveduto e corretto e qui ripubblicato) Il Prof. Arnold Ehret, Autore, Originatore e Maestro del Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco nacque il 29 Luglio 1866 a Friburgo. Per quanto non possedesse una laurea in campo medico, era infatti un professore di disegno, sviluppò un sistema di guarigione molto semplice, che includeva insieme a esercizio fisico, bagni di sole ed esposizione all'aria aperta, una dieta che chiamò Dieta Senza Muco. Biografia Stiamo parlando del periodo dalla fine dell'800 ai primi del '900, quando i medici ancora pensavano, per esempio, che il mercurio curasse malattie e la medicina per curare si riferiva a teorie bislacche come quella dei germi di Pasteur, e sotto questo punto di vista anche la moderna medicina non ne è immune. Arnold Ehret soffriva di una malattia dichiarata incurabile da eminenti medici di quel tempo e la diagnosi fu come una sentenza di morte, ma non si arrese e, dopo aver speso moltissimi soldi con la medicina allopatica cerco altre alternative. Si rese conto che i medici allopatici gli proponevano un'alimentazione che includevano proprio quei cibi che facevano persistere la sua malattia, il morbo di Bright. A … [Leggi tutto. ] about Chi era Arnold Ehret.

Si parla ad esempio di “spondiloartrosi” in caso di artrosi della colonna vertebrale (in parte o nella sua totalità) o di “gonoartrosi” in caso di artrosi al ginocchio e così via.

Indipendentemente dalle aree in cui può colpire questo problema, è importante sapere che la prima prevenzione parte a tavola. Una dieta corretta, infatti, ricca di frutta e verdura, ma anche di pesce e legumi, sembra essere, al momento, la giusta strada da seguire per prevenire l’artrosi a tavola.

Ne sono sempre più convinti i ricercatori di tutto il mondo che, nelle ultime ricerche hanno evidenziato sempre più che, a differenza di una volta, oggi l’artrosi non si considera più solo una malattia degenerativa della cartilagine, ma anche un problema legato ad una serie di processi infiammatori. Ecco perché, l’alimentazione può contribuire alla prevenzione.

Tra gli alimenti che maggiormente possono aiutare nella prevenzione ci sono una serie di componenti della dieta mediterranea, in particolare l’ olio extravergine di oliva.

Combattere l’artrosi a tavola.

L’ olio d’oliva, infatti, contiene una serie di acidi grassi mono-insaturi, fondamentali per limitare le infiammazioni.

Inoltre, queste sostanze, sono alla base della riduzione dei livelli di colesterolo, per cui sono importanti anche per la prevenzione di malattie cardiache. Va ricordato però che questo alimento è anche molto calorico, per cui va utilizzato in maniera corretta ed equilibrata.

Fondamentale, infatti, per la prevenzione dell’artrosi, è controllare il peso. Le ossa non sono fatte per portare pesi eccessivi, che vanno a gravare sulle articolazioni scatenando una serie di infiammazioni che possono degenerare fino a portare all’artrosi.

Inoltre, lo stesso tessuto adiposo sembra contribuire ad incrementare l’infiammazione scatenante l’artrosi, visto che le cellule di grasso sono in grado di rilasciare sostanze chimiche (in particolare la leptina e varie citochine) che sono vere e proprie molecole infiammatorie.

ernia lombare ginnastica artistica animazione

En algunas personas, sin embargo, los cambios que se producen en las articulaciones cervicales pueden ser responsables de la rigidez y del dolor en el cuello que puede también extenderse a los hombros y a la base del cráneo.

La artrosis cervical es una enfermedad degenerativa. Puede también, aunque más raramente, conducir a un aplastamiento de los nervios cercanos o de la médula espinal (paquete principal de los nervios protegidos por la columna vertebral), dando lugar a síntomas tales como:

Dolor y hormigueo que se irradia desde los brazos Pérdida de sensibilidad en las manos y en las piernas Pérdida de coordinación y dificultad para caminar.

El tratamiento de la Artrosis Cervical consiste en tratar el dolor. Esto se puede hacer a través de medicamentos y a través de ejercicios de movimiento y estiramientos. En casos extremos, cuando el dolor es demasiado fuerte, se puede proceder a realizar una cirugía, aunque su efectividad es relativa y puede ocasionar otros problemas.

Para más información sobre la Artrosis Cervical, lea los siguientes artículos: